Archivio per ‘Alterati’

19 giugno 2013

Il nostro caro angelo

angelo di simone

di Raffaella Guidi Federzoni

Si dice che quando cala improvviso il silenzio in uno spazio affollato e rumoroso è perché sta passando un angelo. Un momento sospeso, prima che riprenda il traffico e la conversazione. Un attimo in cui sarebbe bene non pensare, ma solo avvertire quel muoversi angelico di ali.

Noi siamo sensi e pensiero, quando ci va bene riusciamo a farli convivere decentemente nella nostra carcassa umana, mandarli avanti più o meno in parallelo senza grossi traumi. La nostra avventura esistenziale ci presenta piaceri e difficoltà, con i sensi apprezziamo i primi e col pensiero cerchiamo di trovare soluzioni alle seconde. Così, quasi sempre, viviamo.

12 giugno 2013

A colpo sicuro

ascensore affollato

di Rizzo Fabiari

Ci sono vini che lottano contro la forza di gravità, beethovenianamente, e vini che la trascendono, mozartianamente. Vale anche per lo stile dei singoli produttori, sebbene sia una proiezione analogica più ardua da attribuire nella selva di variabili tra vigneti, andamenti climatici, difficoltà vendemmiali, imprevisti in vinificazione, chimica imponderabile dell’evoluzione in bottiglia.

10 giugno 2013

Polpette e rosmarino

piovono polpette a San Marco

di Raffaella Guidi Federzoni

Gli ingredienti sono tutti lì allineati, carne di manzo macinata, parmigiano grattugiato, aglio, pan grattato, sale, pepe, noce moscata, olio, vino bianco, un poco di salsa di pomodoro e, naturalmente, rosmarino.

Tutto comincia e finisce da una città che non è solo un luogo urbano, ma l’espressione materiale di un’esperienza metafisica, intesa come al di fuori e al di sopra, percettibile come “da lontano” quindi nella sua essenza, alterata.

Ci sono città più belle di altre, in Italia ed in Europa, nell’area mediterranea, esempi architettonici meravigliosi e classici, ricchi di stratificazioni culturali ed artistiche. Ci sono città del Nuovo e Nuovissimo Mondo che trasmettono l’ansia e la corsa verso il futuro, libere da condizionamenti storici e vibranti di novità. Ci sono formicai umani in cui la verticalità delle costruzioni, sempre più alte e sfacciate, calpesta la vita dei singoli con arroganza. Moderne torri di Babele destinate ad essere rimpiazzate nel giro di un paio di decenni.

3 giugno 2013

Specie reietta

doctor magician

di Raffaella Guidi Federzoni

Trattandosi questo di luogo accademico, gli argomenti spaziano in tutti i campi della conoscenza. Oggi vorrei dedicarmi allo studio approfondito ed aggiornato relativo ad una specie ormai reietta nella sua forma originaria, e costretta a mutazioni genetiche profonde per sopravvivere. I troppo precipitosi son già lì che scandiscono “Giornacritichista”, ma li devo deludere. Del futuro esistenziale di tale specie se ne è già trattato qui ed anche altrove.

La mia attenzione analitica è invece diretta a ben altra categoria umana, una volta indispensabile ed ora non si sa, di una figura professionale costretta al camaleontismo per garantirsi una seppur umile sopravvivenza: l’ENOLOGO.

29 maggio 2013

Sinestesìe

la fabuolsa Shirley
di Fabio Rizzari

La sinestesìa è un termine ricercato per descrivere un’esperienza banalissima. Quella che compiamo tutti i giorni associando per analogia e attrazione simbolica percezioni provenienti da sensi diversi. Niente di strano, molto di ovvio. Che ha riflessi banali anche nel linguaggio: “mi ha accolto freddamente”, “un commento acido”, “parole dolci”, e simili.

Come tutto il resto, il vino stimola associazioni sensoriali che vanno oltre il gusto e l’olfatto: immagini e suoni, sia in forma per così dire pura (un singolo colore, un singolo suono), sia in ramificazioni analogiche sempre più complesse e sempre più personali (il divano di velluto blu consunto della nonna del tuo commercialista, il rumore peculiare che faceva la tua nuca quando il compagno di banco ti colpiva con un righello, e simili).

27 maggio 2013

Amarcord – seconda parte

 

i vini d'Italia veronelliani

di Giancarlo Marino

Sangiovese mon amour

Sono cresciuto a Sangiovese. Dopo l’imprinting del Brunello di Montalcino 1975 Biondi Santi, ho girato la Toscana in lungo e in largo, bevendo probabilmente tutto quello che trenta anni fa si trovava in commercio. Di molti vini ovviamente non ho più chiara memoria, ma tra le bottiglie che ho in cucina e le etichette del mio raccoglitore vi è comunque traccia sia del pellegrinare di quegli anni che della costanza dei miei  sentimenti verso questa terra.

27 maggio 2013

A breve

problemi-tecnici1

Per problemi tecnici di trasmissione la seconda puntata del post Amarcord, a firma dell’alterato Giancarlo Marino, andrà in onda nel primo pomeriggio. Stèi tiùnt.

22 maggio 2013

Futura*

Disco di Dalla

di Raffaella Guidi Federzoni

I russi, i russi, gli americani… ora anche i cinesi ed i brasiliani. Son qui che ci penso, dopo una giornata passata dietro al solito banchetto. Un bicchiere dopo l’altro, versare e parlare, in inglese, in francese, infilando quelle due parole di russo che conosco. Insieme a me tanti altri produttori. Io ho già un importatore, che mi fa girare le scatole, che dopo tante parole ci mette un secolo a mandare un ordine, che sono venuta qui a bacchettare e a ricordargli l’esistenza del mio vino nel suo vasto catalogo.