Archivio per ‘Lucidi’

19 giugno 2013

Il nostro caro angelo

angelo di simone

di Raffaella Guidi Federzoni

Si dice che quando cala improvviso il silenzio in uno spazio affollato e rumoroso è perché sta passando un angelo. Un momento sospeso, prima che riprenda il traffico e la conversazione. Un attimo in cui sarebbe bene non pensare, ma solo avvertire quel muoversi angelico di ali.

Noi siamo sensi e pensiero, quando ci va bene riusciamo a farli convivere decentemente nella nostra carcassa umana, mandarli avanti più o meno in parallelo senza grossi traumi. La nostra avventura esistenziale ci presenta piaceri e difficoltà, con i sensi apprezziamo i primi e col pensiero cerchiamo di trovare soluzioni alle seconde. Così, quasi sempre, viviamo.

16 maggio 2013

Amarcord – prima parte

amarcord a tavola

di Giancarlo Marino

Non riuscendo a convincermi a buttare le oltre cento bottiglie vuote che facevano bella mostra di se sui mobili della cucina, alcuni anni fa mia moglie decise che era venuto il momento di rifare la cucina. Inutile dire che quelle bottiglie non fecero più ritorno, dando vita alla raccolta differenziata di rifiuti più carica di significati che si ricordi. Da quel giorno, con grande accondiscendenza, mia moglie mi ha riservato un piccolo angolo della cucina nuova, sufficiente per una quindicina di bottiglie, che si alternano quando una nuova vuota prende il posto di una più vecchia. Di più non mi è concesso.

La dipartita non era indolore, anche perché non ho mai avuto la costanza di registrare tutte le bottiglie di vino bevute nell’arco di oltre trenta anni di esperienze alcoliche. Prima di buttare via i vuoti, decisi quindi di raccogliere il maggior numero possibile di etichette, poi amorevolmente conservate in un raccoglitore per una occasione che, prima o poi, si sarebbe verificata.

8 aprile 2013

Il primo vino

avventore di osteria

di Giancarlo Marino

Non ricordo se era il 1980 o il 1981.
In famiglia mio padre era l’unico a bere vino, un bicchiere a pasto di bianco dei castelli romani, che il medico gli aveva prescritto e che lui acquistava nelle famose fraschette che si susseguivano senza soluzione di continuità  lungo la strada che, attraversando Frascati e Monteporzio, si inerpicava fino a Montecompatri, dove avevamo casa. Ogni tanto provava a farmene bere, ma dopo diversi tentativi aveva rinunciato. Io preferivo la birra.

Ero astemio, di fatto, non per caso ma per scelta.

8 aprile 2013

Collezioni

Borgogna californiano

Oltre al collezionismo principale, quello delle bottiglie piene, esistono altre varianti secondarie di culto dell’harem da parte degli enofili: raccolte di tappi, capsule di vini spumanti, bottiglie vuote, e naturalmente etichette.

A differenza delle altre forme di collezione, obiettivamente più vicine al feticismo, la scelta di conservare decine, centinaia e talvolta migliaia di etichette apre a un mondo meno maniacale.
Un mondo dove l’elemento culturale, e talvolta artistico, rivela aspetti sorprendenti.

25 marzo 2013

Pensieri e ricordi della Borgogna in ordine sparso, seconda parte

miseria e nobiltà

di Giancarlo Marino

La bella addormentata nel bosco (Volnay Champans 1964 Voillot)

La Côte de Beaune non ha dato e non darà mai vini all’altezza di quelli della Côte de Nuits. Quello che mi ha sempre disturbato nel sentire affermazioni del genere, non è tanto la verità o meno dell’assunto, quanto la constatazione che per qualcuno sia impossibile evitare di ingabbiare tutto in classifiche e graduatorie. Lo so da me, e non occorre un mago per saperlo, che in Côte de Nuits nascono le gemme più preziose della Côte d’Or, ma questo non vuol dire che più a sud non possano nascere, seppur più raramente, vini ugualmente grandi. Avrei potuto indicarne almeno altri 4 o 5 dello stesso produttore (Pommard Rugiens 1971 e 1978, Pommard Les Epenots 1971 i primi che mi vengono in mente) o di altri produttori (Volnay Clos des Chenes 1991 e 1993 di Lafarge i primi che spuntano da qualche cassetto della mia memoria).

13 marzo 2013

Vedere l’intera immagine

degustatore di vitruvio

di Rizzo Fabiari
È un mio pallino e ne ho scritto pochi giorni fa qui, nel blog espressico. Qual è, se esiste, il punto di vista più rispettoso delle proporzioni complessive nel valutare un vino? E più in generale, a quale obiettivo ideale deve tendere l’informazione, tutta la buona informazione? Lo si può capire in una trentina di secondi. Senza tanti giri di parole. In un vecchio ma ancora efficacissimo filmato del noto quotidiano britannico The Guardian.

5 marzo 2013

Demolizioni

ANSHELM SCHULZBERG Demolizione del vecchio orfanotrofio 1886

di Armando Castagno

Del filone artistico relativo ai paesaggi urbani in demolizione interessa probabilmente poco, a pochi, ma la tentazione di parlarne è irresistibile: lo faccio, pur non potendone venir fuori che un pezzo, coerentemente, pronto da demolire, da minare e far saltare, da abbattere se del caso con l’esplosivo, con utensile diamantato, il divaricatore, il martello, il piccone, l’acetum romano o l’òxon greco – che per inciso nessuno ha mai capito cosa fossero e come servissero per demolire torri e palazzi.

27 febbraio 2013

Beatà gioventù

visione giovanile della vendemmia

di Raffaella Guidi Federzoni

Il futuro è diventato presente. Succede sempre così, gli anni passano, i figli crescono, non solo i miei, pure quelli degli altri. Sono ancora qui a rimirarmi come ragazzina di bottega e, improvvisamente, mi ritrovo la più anziana del gruppo. La verità mi coglie alle spalle quando divido l’esperienza di un viaggio insieme ad altri produttori avventurosi. Prima passavo le serate dopo le degustazioni a chiacchierare con coetanei, ora vado a ballare con i compagni di scuola di mio figlio. Non è che mi dispiaccia, anzi mi lusinga assai che mi comprendano nel divertimento liberatorio dopo giornate molto pesanti.