Chianti Classico Collection 2019: la selezione dell’Accademia

di Armando Castagno

Nella splendida stazione della Cornice Leopolda, a Firenze, è stata presentata lunedì 11 e martedi 12 febbraio la Rassegna annuale dei Chianti Classico (in modernese: Chianti Classico Collection).

Un numero di giornalisti internazionali accreditati lievemente inferiore agli abitanti di San Paolo del Brasile, ma un po’ più rumoroso, ha affollato gli enormi locali dell’antica stazione leopoldina, apparecchiati dal Consorzio Chianti Classico in maniera come di consueto impressionante: la sfilata di bottiglie sul tavolo centrale arrivava a Empoli e ritorno.

I vini in degustazione erano quest’anno 474, con circa 16 ore su due giorni a disposizione della stampa per gli assaggi, effettuati con l’ausilio di sommelier AIS dedicati. Considerando i tempi tecnici di servizio, e nonostante l’efficienza militaresca dei suddetti sommelier, quindici dei quali robotizzati a titolo sperimentale, volendo degustare tutto si potevano concedere circa 1,4 secondi a vino.

Noi ci abbiamo provato, fermandoci purtroppo a quota 473 su 474 per via di un possente starnuto sopravvenuto alle 13:56 del lunedì; un secondo starnuto, alle 17:12 del martedì, è stato da chi scrive eroicamente ricacciato indietro, subendo come conseguenza l’esplosione dell’occhio sinistro, finito nel bicchiere pieno di una ligia giornalista cinese che ha poi correttamente dato conto nella sua tasting note dei sopravvenuti sentori di “xianwei qiu” (bulbo fibroso).

Diamo dunque qui conto ai lettori dell’Accademia dei 104 vini dei quali siamo riusciti ad annotare per iscritto le impressioni di degustazione: tutti e 65 i Chianti Classico 2017 e, come appendice, tutti e 39 i Chianti Classico Riserva 2016 presenti alla Leopolda.

Con una nota a margine: nel solco di una consolidata prassi guidaiola, abbiamo pensato di assegnare anche noi dei premi ai pochi vini meritevoli, con la draconiana severità che i nostri lettori ci riconoscono da sempre. I premi, che assegneremo ogni anno ai migliori Chianti Classico dell’ultima annata, sono evidenziati in grassetto. Al proposito, l’Accademia degli Alterati, nella persona del suo editore, acconsente per iscritto alla pubblicizzazione dei premi ed anzi la auspica, concedendone facoltà di menzione agli uffici stampa e ai responsabili commerciali delle aziende, a patto di far precedere al nome del premio l’aggettivo “prestigioso” o in alternativa “ambìto”.

L’asterisco dopo l’annata indica infine che il vino degustato proveniva da una campionatura di botte o di vasca, e che dunque tale vino non è, alla data dell’assaggio, ancora stato commercializzato.

PRIMA PARTE

CHIANTI CLASSICO 2017

BADIA A COLTIBUONO Chianti Classico 2017* – Colore squillante, frutto dolce e definito, accenti agrumati (seltz, arancia); bocca succosa, in espansione inesorabile, finale sapidissimo e di vasto respiro. Un grande vino che non tradisce mai la sua missione di “bussola” dell’annata in Chianti Classico. Lo premiamo con il prestigioso Bacco d’Oro nel gesto dell’ombrello®: lo merita.

BANFI – Chianti Classico Fonte alla Selva 2017 – Profondo sia al colore sia nella maturità del frutto (gelso, mirtillo), complessità non esaltante, afflati di liquirizia dolce e gomma pane sullo sfondo. In bocca è languido e compiaciuto, verrebbe da dire “rassicurante”.

BIBBIANO Chianti Classico 2017 – Bella precisione di disegno; accenti minerali e silvani ne incrociano di floreali (peonia) nel bouquet. All’assaggio è il solito fascio di nervi chiuso nello sviluppo da una freschezza campestre nel progressivo serrarsi della trama di tannino. Ipotesi minoritaria e affascinante, ampiamente meritevole dell’ambito Premio Plinio il Vecchio®, che tanto dove lo metti sta.

BONACCHI Chianti Classico 2017 – Bizzarra stratificazione di soli toni dolci, dalla torta al cacao alla violetta candita, al rosolio; non sorprende manchi di grip al sorso, svenevole e dolciastro, svelando in fondo qualche indizio di sovramaturazione.

BRANCAIA Chianti Classico 2017* – Profilo maturo (ciliegia nera, saggina) ma definito; acidità ben presente a dare vitalità a una struttura massiccia; finale ordinato, ma indurito dalla stretta tannica. Chiede ulteriore affinamento.

CA’ DI PESA Chianti Classico Burrone 2017* – Naso ricercato, netto sulle note agrumate ma con bei rivoli floreali (iris) e iodati di contorno; assaggio rarefatto, forte spinta alcolica, salvifica bordata sapida finale, per un contegno generale che esprime trasparenza e luminosità: una graditissima sorpresa, che premiamo con i Sette Pàmpini con la A®.

CANTINA RIPOLI Chianti Classico 2017* – Colore tra i più leggeri. Gelsomino, menta, ribes bianco, agrume, in un bouquet delicato e di gran classe. Bocca succosa, capace di bella espansione e molto naturale nello sviluppo; epilogo sobrio e preciso, puro come acqua di sorgente. Un vino magnifico, per il secondo anno di fila, che si guadagna la nostra Botte Garbellotto in Tungsteno®.

CARPINETA FONTALPINO Chianti Classico Montaperto 2017* – Profumo semplice ma non privo di punti a favore: sa di melagrana, fiori rosa e una traccia aromatica; bocca proporzionata e morbida, gradevole. Buon Chianti Classico “annata”, capace con ogni probabilità di un dialogo istintivo col cibo.

CARPINETA FONTALPINO Chianti Classico Dòfana 2017* – Odora di doga e lucido come un negozio di calzolaio, poi cioccolata e spezie: il risultato è la scialbatura delle risorse fruttate che pure s’intuivano pulsare sullo sfondo. Bocca rigidissima. Gli assegnamo comunque l’ambito Autografo di Pasquale Scannapieco®.

CARPINETO Chianti Classico 2017 – Un profilo composto ma poco mobile, con cenni di sottobosco già presenti accanto alla nota fruttata, anch’essa matura. In bocca è ricco di materia, ma il suo sviluppo è frenato dall’imponente dose di tannino da legno.

CASA EMMA Chianti Classico 2017 – Piacevole naso di frutta rossa dolce impreziosito da un tocco salmastro. Bocca calda e slanciata, indugia poco sul frutto e ha sviluppo frenato, ma se non altro è bella salata in fondo. Annotiamo nei campioni degustati l’abbondante precipitazione sia di tartrati sia di colore sul fondo della bottiglia.

CASTAGNOLI Chianti Classico 2017 – Denso e maturo, senza toccare le confetture o toni troppo dolci; a oggi, è dedito a sciorinare il suo nitido frutto rosso. Bocca più intrigante ancora, perché succosa e tonica senza essere scarna. Bel finale floreale (violetta) di inconfondibile identità chiantigiana. Ha dominato la finale per il nostro Trofeo Argillo-Calcareo®.

CASTELLARE DI CASTELLINA Chianti Classico 2017 – Grande naso ampio e articolato, in cui la frazione iodata innerva la consueta dotazione di frutta e fiori in un autentico bouquet; strepitosa addirittura la compostezza e la completezza della bocca, dall’accelerazione finale che mozza il fiato. Va a lui l’ambito Noè in capodimonte®.

CASTELLINUZZA E PIUCA Chianti Classico 2017* – Un fruttato dolce, cauto e gelatinoso accompagna una invece dirompente quanto soave nota floreale di rosa e di ciclamino; la lieve nota volatile non fa che rinfrescare il profilo generale. L’assaggio, di rurale veracità, ha dal canto suo l’acidità come fattore fondante, come ambito territoriale pretende (collina di Lamole). Autentico e bellissimo: si aggiudica a mani basse il Cratere di Fufluns®, ma se può tenere per sé la cosa grazie, ché l’abbiamo sottratto al Museo Etrusco di Populonia.

CASTELLO DI AMA Chianti Classico Ama 2017 – Terza ottima edizione consecutiva: un rosso insieme elegante e concreto, il cui senso è giocato sulla micrometrica definizione di un frutto smagliante e levigato, più che sulla complessità o sull’imprevedibilità. Missione compiuta, così come quella di portarsi a casa la nostra prestigiosa Statua colossale di San Vincenzo®.

CASTELLO DI FONTERUTOLI Chianti Classico 2017 – Naso promettente di frutta nitida e matura senza eccessi; ha qualche sfumatura di alloro e un tocco alcolico; bocca dall’acidità arrembante, ma un po’ corta e aromaticamente afasica.

CASTELLO DI GABBIANO Chianti Classico 2017* – Naso intimidito e flebile; trapela comunque una maturazione piuttosto spinta. La bocca è tenera, semplice, schematica, il finale poco incisivo per usare un eufemismo.

CASTELLO DI MELETO Chianti Classico 2017* – Prevalenza di aspetti dolci ai profumi, confetto e pesca; sembra mancare un po’ di contrasto. Molto meglio invece al sorso, che ha una bella e inattesa vibrazione di freschezza.

CASTELLO DI MONSANTO Chianti Classico 2017* – Fresco, ampio, complesso, note di felce e frutta rorida, fiori azzurri e lavanda, sale e liquirizia; l’archetipica bellezza dell’insieme trova ratifica in bocca, che ha un’accelerazione rabbiosa in fondo, a dire poco insolita nella categoria. Si aggiudica l’ambita Pompa Peristaltica “Giovanni Dalmasso” ®.

CASTELLO DI QUERCETO Chianti Classico 2017 – Architettura severa, essenziale, fascinosa e autentica; cenni cuoiosi, di lentisco e concia, una ciliegia matura, echi minerali; il tutto prelude a un assaggio di nobile compostezza. Merita il premio che tutti bramavano, il DropStop del sec. XIII®.

 

CASTELLO DI VOLPAIA Chianti Classico 2017 – Frutto rosso denso, fiori rossi, cenni speziati; i profumi anticipano la morbida carnosità e la concentrazione del sorso, che non sa espandersi ma quantomeno non perde definizione.

CASTELLO VICCHIOMAGGIO Chianti Classico Guado Alto 2017 – Vino di “vieille école” chiantigiana, dalla materia verace e ruvida, ma generoso e buono. Un lascito un po’ fosco di tabacco scuro e catrame non ne inficia la riuscita, grazie alla dimensione larga e lunga della bocca, il cui allungo lascia stupefatti per energia salina. Va facilmente a dama, aggiudicandosi il solo e autentico Sacro Graal in Silverplate®.

CIGLIANO Chianti Classico 2017* – Energico e sanguigno: i tocchi di ardesia e sasso caldo, il frutto di controllata maturità, l’austera cautela del tocco all’assaggio e la sua misura perfetta, la leggera stretta del tannino, sono tutte piccole tessere di un mosaico quintessenziale. Geniale commiato di un uomo indimenticabile come Niccolò Montecchi. Gran Premio dell’Accademia degli Alterati 2019® a questo vino favoloso.

CINCIANO Chianti Classico 2017 – Notevole riuscita, bell’incrocio di suggestioni di frutta asprigna, fiori campestri e sottobosco al naso e un bel mordente all’assaggio, tenace e persistente, forse un filo asciugato alla fine dalla secchezza del tannino. Ed è fumando la pipa che si aggiudica la Coppa Sferica in Goudron Rovente®.

COLLAZZI Chianti Classico Bastioni dei Collazzi 2017 – Colore oscuro ad anticipare un profilo lezioso, cioccolatoso e saturo. Il sorso entra con baldanza ma è impresenziato da metà bocca in poi; il tannino va rubricato come “masticabile”. Faticoso trovare a questo vino elementi di continuità con quanto a noi noto della denominazione.

DIEVOLE Chianti Classico 2017* – Vino bifronte: ha profilo aromatico caldo e luppoloso, poco coeso e un filo laccato, non all’altezza del bel 2016; invece in bocca, d’improvviso, compare e s’impone su tutto un’acidità veemente, viperina; uno dei vini della degustazione la cui condizione di “campione” è più evidente e più limitante.

FAMIGLIA NUNZI CONTI Chianti Classico 2017 – Consueta austerità ai profumi, floreali e appena terrosi, e altrettanto consueto tsunami di sapore, che tracima puntando su una forza tattile travolgente più che sui ritorni aromatici. Ha fatto spellare le mani alla commissione della Targa della Federazione Nazionale Ascensoristi®.

FATTORIA CIGLIANO DI SOPRA Chianti Classico 2017* – Un rosso di carattere, composto e succulento, dalla piacevole impronta varietale ai profumi e dalla bocca vigorosa. Classicissime per San Casciano le note minerali “scure” su cui sfuma. Si aggiudica con nonchalance la nostra ambitissima Incudine di Basalto®.

FATTORIA SAN GIUSTO A RENTENNANO Chianti Classico 2017* – Solare dolcezza fruttata (ciliegia rossa) in un insieme classico e puro. Bocca spavalda per calore e irruenza, nucleo fruttato intatto, esteso finale salino dalle sfumature floreali. Ha molto da dire e non si tira indietro dal dirlo, sin da ora. Consegnamo alla famiglia Martini di Cigala i nostri complimenti e la prestigiosa Reliquia di Don Lurio® (dovrebbe essere l’ulna, o forse è il femore).

FÈLSINA Chianti Classico 2017 – Già con qualche sorprendente riflesso granato al colore; profumo generico ed a sua volta evoluto, di tabacco e prugna, con cenni ematici; media struttura, vitalità contenuta e tannini serrati. Irriconoscibile. Tre bottiglie assaggiate.

FIETRI Chianti Classico 2017* – Ha notevole verve al naso (ribes, visciola) e granitica sostanza in bocca, tannica senza mezzi termini, eppure saporosa, attendibile, espressiva. Sfuma lasciando un ricordo di purezza e un’eco floreale che al profumo non era semplice cogliere.

GAGLIOLE Chianti Classico Rubiolo 2017* – Estroverso, pronto, con un bel frutto dolce in evidenza (fragola), qualche nota di peonia e rosa, e un soffio “spiritoso” più evidente del solito. Delizioso all’assaggio: fida sulle sue impeccabili proporzioni, sulla grana fine del tannino e sulla puntuale freschezza per invitare a un altro sorso. Agevolmente a bersaglio per il prestigioso Soggiorno per due a Cappadocia (Aq)®.

GUIDI 1929 Chianti Classico San Giorgio allo Spadaio 2017 – Naso atarassico, cui manca definizione nel frutto; l’assaggio non migliora la situazione: difetta di grazia nel sapore, e un accenno di complessità si cerca invano nel finale, mentre la “forza d’urto” davvero non gli fa difetto. Ma è un valore importante?

I FABBRI Chianti Classico Lamole 2017 – Bel colore luminoso. Un possibile tocco di “brett” condiziona un po’ il naso: si intuisce del vino l’immancabile brillantezza del frutto, e la delicatezza floreale lamolese, ma entrambi come velati. Al sorso è “lui”, minuzioso nel tocco, acidulo e sapidissimo, di semplice e incantevole bontà. A Susanna Grassi l’ambita Bocca della Verità in Granito®.

ISOLE E OLENA Chianti Classico 2017* – Inconfondibile sventagliata di frutta esotica (melone francesino) tra note di erbe aromatiche e salsedine; la bocca non è da meno, ampia, continua, vibrante, dai ritorni fruttati precisi e succulenti. Tra i più golosi del lotto, e tra i più pronti. Per Paolo De Marchi l’ennesimo premio: la nostra prestigiosa Targa con Citazione del Cazzo di Omar Khayyam®.

LA CASTELLINA Chianti Classico Cosimo Bojola 2017 – Colpiscono l’enfatica purezza del frutto e le delicatezze di fiore (ibisco) e “gomma pane”; bocca quieta, smussata, manca a cercare il pelo nell’uovo un quid di freschezza in fondo ma è comunque una new entry da segnare in rosso. Tesi di laurea del giovanissimo Cosimo Bojola, merita un riconoscimento universitario: la nostra ambita Minerva in Piombo®.

LE FILIGARE Chianti Classico 2017* – Colore assai sostenuto e con riflessi cupi. Naso stramaturo (mora, tabacco scuro, ginepro), non monocorde; ben piantato sulle gambe al sorso, che ha estratti, tannini e acidità da vendere. Vino vistoso o dimostrativo a seconda del punto di vista; noi preferiremmo un po’ di distensione in più.

LE MICCINE Chianti Classico 2017* – Leggiadro e calibrato – anche al colore, tra i più chiari in assoluto – tra volute floreali di peonia e suggestioni di lampone fresco, agrume e clorofilla; bocca invece frizionata dal tannino, che lo dota di un corpo più virile e sodo del consueto. Nel tema della raffinatezza, è comunque una referenza nella zona. Premio Pietà Basta con Sante Lancerio®.

L’ERTA DI RADDA Chianti Classico 2017* – Vino francamente spettacoloso. Superbo naso di bacche rosse croccanti, rabarbaro e iodio, con un cenno appena di humus e soffi floreali; bocca in progressiva accelerazione da coinvolgente a foderante, assertiva e sapidissima in fondo, per un continuo rilancio di sapore. Merita ampiamente l’ambita Targa Unta dell’Assobevitori®.

MARCHESI ANTINORI Chianti Classico Peppoli 2017 – Composto e finanche allisciato, sebbene piuttosto caldo, all’assaggio, dopo aver proposto profumi essenzialmente floreali di semplice impianto; si lascia bere senza sussulti emotivi.

MONTE BERNARDI Chianti Classico Retromarcia 2017* – Custodito da lieve riduzione, ma affascinante, complesso. Note olfattive quasi da Pinot Noir di lampone, violetta e concia, e bocca di beva facile, salata alla fine, poco tannica, calibrata negli estratti; originalità e attendibilità in una riuscita sintesi. Si aggiudica tra gli applausi l’Ebe in Alabastro che Accusa la Napoli a Bastoni®.

MONTERAPONI Chianti Classico 2017* – Ha un elemento che torna spesso in questo vino nelle annate calde: la qualificante, elevata concentrazione del sapore, di micidiale persistenza. Il naso è dal canto suo ampio e solare, ha note di frutta rossa “leggera” e matura (anguria, mela rossa) accanto a una florealità dolce di iris. Complimenti per la vittoria del Mostimetro Starato® dell’Accademia.

MONTEROTONDO Chianti Classico Vaggiolata 2017* – È un vino disteso, serio e misurato, con un bel profumo di chiara evocazione varietale e un sorso ampio e appagante, chiuso da preziosismi minerali. Un annetto di bottiglia ce lo consegnerà ancora più completo, ma è già buono forte ora. È sempre un piacere assegnare a vini come questo il Cocchiume di Bronzo a forma di Popone®.

MONTESECONDO Chianti Classico 2017 – Potente profumo di susina rossa, ciliegia, mirto, cardamomo, anice; bocca più quieta, dal gusto classico, in cui si coglie in pieno il calore del millesimo ma senza nocumento per l’equilibrio generale, che è impeccabile grazie ad acidità precisissima. Ottima riuscita, degna del prestigioso Vincastro di Rudolf Steiner®.

NARDI VITICOLTORI Chianti Classico 2017 – Frutta dolce, erbe aromatiche, una speziatura sottile, un velo floreale su tutto; il sorso è elegante nonostante l’energia tannica, graduale eppure inesorabile nello sviluppo, di perfetto nitore fino alla magnifica, ampia spazialità del finale. Ai giovani fratelli Nardi l’ambito Innestino Vivo di 89 anni®.

OLIVIERA Chianti Classico 2017 – Convintamente speziato ma in modo originale (cardamomo e pepe), con un frutto dalla maturazione non eccessiva e un impianto generale a dir poco solido. Bocca d’impatto, appena irrorata dall’acidità, un po’ sbilanciata forse sulle note morbide.

PAGLIARESE Chianti Classico 2017 – Delizioso bouquet agrumato e floreale, molto reattivo all’aria, che lo trasforma più volte e in positivo; bocca tesa e piena di succo, totale corrispondenza aromatica, tannini ben presenti e straripante freschezza finale. Gran vino: lo premiamo con il pregevole Fermentino Radioattivo®.

PANZANELLO Chianti Classico 2017 – Frutto di sicuro valore oggi coperto da una coltre legnoso-balsamica; salgono effluvi di menta, eucalipto e rovere. Bocca rude e materica, di media estensione. Chiede almeno un paio d’anni di affinamento in bottiglia per esprimersi al meglio.

PODERE LA CAPPELLA Chianti Classico 2017* – Profumi di Sacher-torte e nocciole tostate in un profilo goloso che conta su un buon frutto rosso maturo; bocca che tuttavia lascia interdetti per quella che sembra la presenza di un residuo zuccherino nemmeno timido.

PODERE POGGIO SCALETTE Chianti Classico 2017 – Colore tra i più giovanili del lotto e silhouette olfattiva un po’ “cercata”, con il frutto come incellophanato dalla glicerina e nessuno spigolo neppure al sorso. Va sul sicuro, morbido, mansueto e ben fatto; per le emozioni, bussare altrove.

QUERCETO DI CASTELLINA Chianti Classico L’Aura 2017 – Vanigliatura a go-go, toni di cannella e tabacco mentolato, su frutto ricco e dalla maturazione spinta. Sorso burberamente tannico, tra flash di acidità che appaiono a oggi poco integrati col resto.

RICASOLI Chianti Classico Brolio 2017* – Profilo moderno con distinguibile contributo del Merlot (gelatina di frutta, cosmetico); boisé ancora presente; frutto in secondo piano. Sorso equilibrato e composto, più libero e tonico.

RIECINE Chianti Classico 2017 – Forse non cinquanta, ma comunque parecchie sfumature di rosso: nel frutto, nel fiore, nelle spezie (tè rooibos). Bocca arcigna, dal buon succo, piuttosto lunga; quando arriverà una superiore definizione degli aromi, potrebbe sbocciare. Ma noi, sin da ora, lo premiamo con un riconoscimento molto ambito, consistente in Palazzo Pitti®.

ROCCA DI CASTAGNOLI Chianti Classico 2017 – Profilo olfattivo abbastanza generico, gradevole e ben impostato ma senza complessità particolari nemmeno in fieri. L’assaggio mette a nudo una materia corposa, nella quale spiccano tannini di brusca durezza; la chiusura ne risulta accorciata.

ROCCA DI MONTEGROSSI Chianti Classico 2017 – Colore intenso e profumi assai maturi e ombrosi, con un ciliegione nero screziato da speziature dolci e qualche tono “empireumatico”. Più convincente e mobile la bocca, che pare aver risentito meno del calore dell’annata.

SAN FELICE Chianti Classico 2017 – Un vino piuttosto anodino ai profumi (bacche, lilium, sabbia) e decisamente austero e asciugante al sorso in questa sua fase. Difficile trovare argomenti per ricordarlo.

STOMENNANO Chianti Classico 2017* – Naso bislacco con qualche cenno di resina di pino e ciliegia vanigliata, e stranamente vago al sorso, in cui fa capolino un cenno di legno dolce. Assaggio ripetuto, con esiti identici.

TENUTA DI ARCENO Chianti Classico 2017* – Pur nella maturità abbastanza spinta, ha comunque una sua coordinazione ai profumi, la cui frazione fruttata ha una certa luminosità. Buon sorso, continuo ed espressivo, destinato a migliorare ancora nel giro di qualche mese. Ed è con grande gioia che accordiamo a questo vino Quattro Euro®.

TENUTA DI CAMPOMAGGIO Chianti Classico 2017* – Legno, legno e ancora un po’ di legno, ma anche resina e trave; contratto al sorso, che contro ogni pronostico porta con sé un ricordo di legno. In definitiva, ci è sembrato legnoso.

TENUTA DI NOZZOLE Chianti Classico Nozzole 2017* – Compito svolto con disinvoltura: il vigore salino del finale di bocca è quanto di più interessante resta nella memoria; la parte meno appassionante è invece la genericità dei profumi, che non osano oltre il varietale “di serie”.

TENUTA LA NOVELLA Chianti Classico Casa di Colombo 2017* – Originale linea aromatica, in cui una nuance di ribes rosso incrocia aspetti pietrosi e quella che sembra un’evocazione “terpenica”, davvero curiosa; non male l’assaggio, scandito da un’acidità che punge e da un tannino fitto ma non disseccante.

TOLAINI Chianti Classico Vallenuova 2017 – Vino alcolico e generoso, dai profumi di frutta sotto spirito e erbe di macchia e dalla bocca potente e impetuosa, forse un po’ monocorde.

VALLONE DI CECIONE Chianti Classico 2017* – Una nota floreale soave si innesta sul solido impianto di frutta scura e oscure striature minerali; la lieve riduzione non scalfisce il profilo di un vino buonissimo e sanamente rustico, spontaneo e vitale, lungo ed espressivo nell’uscita. Una stretta di mano a Francesco Anichini, che porta a casa con pieno merito il nostro prestigioso Cranio vero di Dom Pérignon® in ottime condizioni di conservazione.

VIGNAMAGGIO Chianti Classico Terre di Prenzano 2017 – Tutto il calore dell’annata ma ha coordinazione e un accettabile equilibrio. Bocca limitata nello sviluppo dalla morsa tannica, ma i “ritorni” sono di qualità e l’esito complessivo da giudicare positivamente. A lui uno dei premi più ambiti della rassegna, la Fornitura Annuale di Limoncello Artigianale ®.

VILLA VALLACCHIO Chianti Classico 2017 – Schietta espressione del rosso locale “d’annata”, dalla piacevole dolcezza di frutto (amarena, uva spina), e con qualche indizio floreale. Inutile cercare complessità, ma l’agile misura del sorso lo rende adatto alla tavola, e non è dir poco. Esordio con un premio davvero importante: l’Apino in Cemento Armato® con tanto di Vecchino® dentro.

 

 


SECONDA PARTE

CHIANTI CLASSICO RISERVA 2016

BIBBIANO Chianti Classico Riserva 2016 – Piena integrità di frutto (bacche fresche) e aristocratica declinazione floreale (netto il glicine) veicolata dall’alcol. Bella bocca avvolgente e glicerica, un po’ incordata dalla massa tannica alla fine; migliorerà col tempo, come sempre.

CAPARSA Chianti Classico Caparsino Riserva 2016* – Profumo aperto e vasto; rimandi di mandorla e viola su frutto a sua volta di tono violaceo ma succoso. Una bomba di sapore al sorso, dalla lunghissima eco che quasi evoca aspetti marini.

CAPARSA Chianti Classico Doccio a Matteo Riserva 2016 – Più compatto del Caparsino al colore, gli cede un punto in termini di dinamismo e ne guadagna tre per definizione e stile. Al naso ecco la ciliegia e la violetta, e forse eucalipto e alloro; il sorso è continuo e sinuoso, il tannino estratto con sapienza; l’insieme comunica una spudorata sensualità.

CASTAGNOLI Chianti Classico Terrazze Riserva 2016 – Profumi potenti di anice, ciliegia, rosa canina e sciroppo d’acero prima di un assaggio caldo e “compresso”; sembra dotato di grandi potenzialità e chiede tempo per esprimerle.

CASTELLARE DI CASTELLINA Chianti Classico Riserva 2016 – Chiaroscuri boschivi nel bouquet che ha aspetti legati all’humus, alla liquirizia, al ginepro, oltre che un frutto scuro e serrato. Bocca assai concentrata e piena di sapore, ma ancora da dipanare nella parte tannica e nel respiro aromatico del finale.

CASTELLO DI FONTERUTOLI Chianti Classico Ser Lapo Riserva 2016 – Buon vino modernista ad onta del nome medievale, ha naso dolce e ancora “cosmetico” e bocca morbida, smussata negli spigoli: la buona integrazione dei legni lo lascia bere meglio del solito. Da riassaggiare tra almeno un anno.

CASTELLO DI MELETO Chianti Classico Vigna Poggiarso Riserva 2016* – Una certa densità e toni dolci nel naso moderno e ammiccante (susina, gomma pane, bonbon alla violetta); bocca in piena coerenza, morbida e rassicurante.

CASTELLO DI VOLPAIA Chianti Classico Riserva 2016 – Colore brillante e naso poco concessivo; se ne coglie una maturità compiuta e la ferrea coesione interna. Attacca deciso al sorso, poi perde via via mordente e in fondo manca di presa, né i ritorni aromatici appaiono davvero a fuoco.

CASTELLO MONTERINALDI Chianti Classico Riserva 2016 – Aperto e solare, frutto rosso maturo e un che di resinoso, note appena ferrose di fondo. Rigoroso, tannico e asciutto invece al sorso: gli manca un po’ di succo per una gradevolezza maggiore.

CIGLIANO Chianti Classico Riserva 2016 – Stupendo bouquet di amarena fresca, glicine e tè Darjeeling, e assaggio che fa socchiudere gli occhi d’istinto per l’incantevole unione di grazia e saldezza. Tra i migliori assaggi della Collezione degli ultimi tre anni.

CINCIANO Chianti Classico Riserva 2016 – Razza, veracità e vigore in una silhouette solare e mediterranea tra frutta rossa matura e fiori di campagna; segue un assaggio profondo e in tutto convincente, che non lesina materia ma neanche freschezza.

DIEVOLE Chianti Classico Novecento Riserva 2016* – Spartano, dignitoso profumo senza gli “effetti speciali” di qualche anno fa; sfumature di ruggine e argilla nel profumo di frutta matura e fiori di campo. Bocca ancora in divenire, piuttosto cruda nella parte acida, con estratto e tannino in evidenza.

FATTORIA SAN GIUSTO A RENTENNANO Chianti Classico Le Baroncole Riserva 2016* – Gelsi, visciole, rosolio, spezie dolci, gesso; perfetta armonia d’insieme che non stanca mai. Ancora meglio in bocca, dove sciorina una prodigiosa capacità di tenere insieme delicatezza e potenza tannica; sfuma lunghissimo. Che vino!

FÈLSINA Chianti Classico Rancia Riserva 2016 – Profumi mimetizzati nel gran calore (ferro, prugna, note erbacee, cereali); manca qualcosa in termini di coesione al sorso. Forse la bottiglia, forse una “fase”, forse altro che ci sfugge, ma questa vigna in passato ha regalato ben altre suggestioni.

GÀGLIOLE Chianti Classico Gàllule Riserva 2016 – Notevole spinta alcolica, ma il profumo, che ricorda la ciliegia, il sake, la saggina e la genziana, non ha nulla di slabbrato o di indistinto. In bocca ha un tannino che stringe ancora, in un impianto comunque proporzionato; al meglio tra un paio d’anni.

IL MOLINO DI GRACE Chianti Classico Riserva 2016 – Colore tra i più compatti della serie. Bouquet dolce, compiaciuto e moderno, un po’ confettoso, in difetto di carattere; bocca limitata dalla grana tannica, che troviamo piuttosto secca, tanto da asciugare le sensazioni finali.

ÌSTINE Chianti Classico Le Vigne Riserva 2016* – Bouquet ancora in costruzione (c’è della frutta scura accanto ai tipici toni chinati) e bocca debordante per forza d’urto e tensione, in crescendo fino alla fine, dove scocca una scintilla alcolica. Forse il vino più “muscolare” della cantina a oggi.

LA MADONNINA/TRIACCA Chianti Classico Riserva 2016 – Un profluvio di spezie (cardamomo, finocchietto) screzia il frutto rosso, non stramaturo; l’insieme quasi da Vermouth (o da rosso valtellinese, volendo) trova conferma al sorso, dal tannino relativamente gentile, dall’acidità calibrata e dagli originali ritorni aromatici.

LA SALA Chianti Classico Riserva 2016 – Alcolico e confuso al naso (ciliegia sotto spirito, lieve timbro vegetale), poco connesso al sorso in cui l’acidità sembra andare un po’ per conto suo e il tannino s’industria ad astringere senza requie.

LE FILIGARE Chianti Classico Riserva Maria Vittoria 2016* – Forse la Riserva più cupa di tutte. Legna bruciata, lacca e pneumatico al naso, in cui il frutto è una indistinta confettura; denso e immobile all’assaggio, sottolineato dalla voce alcolica. Fa più anni Ottanta di Sandy Marton.

LE MICCINE Chianti Classico Riserva 2016 – Ha frutto rosso maturo senza eccessi, un tocco di peonia e un soffio d’incenso; in bocca è fresco, elegante, sottile, tuttavia compatto e poco sfumato; in annate precedenti lo abbiamo sentito più pimpante e dinamico.

MARCHESI ANTINORI Chianti Classico Marchese Antinori Riserva 2016 – Patrimonio olfattivo limitato alla frutta rossa matura e al legno (cannella, tabacco, vaniglia). La bocca è un congegno in fondo semplice e scontato: non ha una vibrazione emotiva che sia una, accontentandosi di una generica correttezza di fattura.

MAURIZIO ALONGI Chianti Classico Vigna Barbischio Riserva 2016 – Un ricordo di fiori rosa e azzurri s’insinua al naso su un frutto rigoglioso ed echi levantini di talco, incenso e coriandolo. Ma se il naso fornisce di sé quest’immagine raffinata, la bocca è un caterpillar in cui s’impone la forza della materia: ne basta un cucchiaino per sabbiare le guance nel riemergere della frutta rossa e dei fumi orientaleggianti.

MAURIZIO BROGIONI Chianti Classico Riserva 2016 – Vecchia scuola chiantigiana: vernacolare profumo di humus, violetta e ciliegia, con qualche interessante variazione speziata (pepe, cardamomo). Sorso di austera droiture ma prodigo di succo; finale alla violetta in un contesto privo di pesantezze, verace e appagante.

MONTERAPONI Chianti Classico Il Campitello Riserva 2016* – Terra e rose, frutto preciso e luminoso, cenni minerali e boschivi; in bocca è tonico, virile, molto classico nella sua sobrietà di disegno, e capace tuttavia di una espansione conclusiva che pare tracciargli una corolla intorno.

NARDI VITICOLTORI Chianti Classico Riserva 2016 – Un acquarello di agrumi, pepe bianco, sottigliezze speziate, fiori rosa e azzurri; sobriamente concentrato anche all’assaggio, ha spinta dinamica e finale salato, esteso, espressivo. Una rivelazione.

OLIVIERA Chianti Classico Settantanove Riserva 2016 – Profumo tirato e denso; ne trapela poco, a parte un polposo frutto scuro e qualche idea di spezie tostate. Bocca consistente ma rigida, epilogo contratto.

PANZANELLO Chianti Classico Riserva 2016 – Cupo sia al colore sia al naso, oscuro e sanguigno con qualche residuo boisé ed evidenti timbriche erbacee; secco e astringente al sorso, in cui l’assise tannica domina incontrastata.

POGGERINO Chianti Classico Bugialla Riserva 2016 – Cenni aromatici di ciliegia rossa, fucsia e pietra spaccata. Statuario, serio, giocato sui chiaroscuri minerali al sorso. L’estensione, la qualità dei ritorni e la purezza dell’uscita lo qualificano come vino autenticamente classico.

POGGIO BONELLI Chianti Classico Riserva 2016 – Prossimo ai limiti superiori di maturità del frutto (ciliegia nera, confettura di gelsi), non spicca per definizione; qualche accento minerale (ruggine) e speziato (pepe). Bocca severa, drenata nel succo dalla furibonda stretta del tannino.

POMONA Chianti Classico Riserva 2016 – Movenze felpate, eleganti: la coesione della materia non si traduce in pesantezza di passo, ma nel suo opposto. Profuma di sanguinella e rosmarino, con accenti piccanti e tocchi minerali (calcare); classe e spigliatezza all’assaggio, salato in fondo, persistente.

PRINCIPE CORSINI / VILLA LE CORTI Chianti Classico Cortevecchia Riserva 2016 – Estroverso e profumato di amarena e fiori azzurri, ma banalmente addolcito dal cenno speziato da legno. In bocca non ha gran dimensione e il tannino del legno si fa sentire e lo “chiude” un po’; non manca tuttavia di distinzione.

RICASOLI Chianti Classico Brolio Riserva 2016 – Legno ben gestito, ribes rosso croccante e qualche nota speziata che non disturba; c’è anche all’assaggio una certa densità ma l’insieme non è statico e fila via con classe, con un bel respiro salino che si affaccia in uscita. Un vino positivo.

RIECINE Chianti Classico Riserva 2016 – Fragola e arancia (nonché un tocco di fiori di zagara) nel golosissimo naso, e buon equilibrio generale al sorso; interessante dinamica per un vino scattante e bevibile, lontano – nel bene e nel male – dalla fisionomia considerata classica per le Riserve. Troverà i suoi fans.

ROCCA DELLE MACIE Chianti Classico Riserva 2016 – Frutto solarizzato e maturo, un tocco di legno, qualche cenno di sottobosco; c’è molta materia concreta, come conferma il sorso, ancora un po’ troppo indugiante sulle ruvidezze tanniche.

SANTO STEFANO Chianti Classico Riserva 2016 – Naso non preciso, in cui una sorta di laccatura sfuma i contorni del frutto; in bocca ha durezza da vendere e qualche accenno erbaceo, ma manca di reale struttura; l’epilogo è una strettoia senza appello.

TENUTA DI ARCENO Chianti Classico Riserva 2016 – Stile moderno e molto accorto: tra calde note di frutta rossa matura si fa strada qualche cenno erbaceo e di lavanda; sorso alcolico e rarefatto, tannino mordace, coacervo accalorato e ruvido.

TENUTA DI CAMPOMAGGIO Chianti Classico Riserva 2016* – Una bordata di legno di rara spietatezza manda in eclissi le residue risorse olfattive; il tannino dilaga come ovvio anche all’assaggio disseccando il palato; chiude esangue.

TENUTA LA NOVELLA Chianti Classico Riserva 2016 – Bocca languida e bouquet che rammenta un Aleatico dell’Elba per inusitata veemenza terpenico-aromatica: profilo irricevibile, a parere di chi scrive, in un Chianti Classico Riserva.

VILLA VALLACCHIO Chianti Classico Alberta Riserva 2016 – Naso semplice e simpatico di ciliegia e gesso, menta e mela; bocca forse esile per una Riserva ma ordinata, bilanciata, di piacevole succosità.

 

 

In conclusione, questi i dieci migliori assaggi divisi per tipologia:

CHIANTI CLASSICO 2017

1        L’ERTA DI RADDA Chianti Classico 2017

2       CIGLIANO Chianti Classico 2017

3       ISOLE E OLENA Chianti Classico 2017

4       BADIA A COLTIBUONO Chianti Classico 2017

5       MONTESECONDO Chianti Classico 2017

6       CASTELLARE DI CASTELLINA Chianti Classico 2017

7       MONTEROTONDO Chianti Classico Vaggiolata 2017

8       PAGLIARESE Chianti Classico 2017

9       LA CASTELLINA Chianti Classico Cosimo Bojola 2017

10      CANTINA RIPOLI Chianti Classico 2017

CHIANTI CLASSICO RISERVA 2016

1        CIGLIANO Chianti Classico Riserva 2016

2       FATTORIA S. GIUSTO A RENTENNANO Chianti Classico Le Baróncole Riserva 2016

3       POMONA Chianti Classico Riserva 2016

4       CAPARSA Chianti Classico Caparsino Riserva 2016

5       MONTERAPONI Chianti Classico Il Campitello Riserva 2016

6       CASTAGNOLI Chianti Classico Terrazze Riserva 2016

7       NARDI VITICOLTORI Chianti Classico Riserva 2016

8       MAURIZIO ALONGI Chianti Classico Vigna Barbischio Riserva 2016

9       GÀGLIOLE Chianti Classico Gàllule Riserva 2016

10      POGGERINO Chianti Classico Bugialla Riserva 2016

 

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