13 febbraio 2018

Tutto un magna magna

di Snowe Villette

Quanno è gennajo a DuCognomi je viene er bluus e quinni me porta aggiro pe’sentisse meno sola. Anche stavorta come du’ anni fa semo annate verso er cul… , vojo di’, er limite der monno: cioè a Calgary, stato di Alberta, ner Canada occidentale. Ce tocca n’anno sì e uno no, quarche vorta sèmo state servagge la notte, tanto che voi fa’ a Calgary a gennaio a parte fa’ la servaggia che quelli de lì poi dicheno “Ah the Italian Women!” Continua a leggere

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30 gennaio 2018

Alla ricerca della motivazione perduta

di Raffaella Guidi Federzoni

I nostri genitori avevano la fame, noi avevamo la rabbia, i nostri figli non so.
Noi Baby Boomers, nati in un relativo benessere all’interno di un sistema politico occidentale basato sul bianco e nero, buoni e cattivi. Noi con una capacità di spesa superiore a quella della generazione precedente. Noi, impegnati a mandare affanculo chi pensava di insegnarci a vivere e pensare come era già avvenuto. Continua a leggere

9 gennaio 2018

Porte Scorrevoli

di Shameless

“Le porte stanno per aprirsi/Le porte stanno per chiudersi”
“Doors are opening/ Doors are closing”

Anni fa rientrai da una calda notte asiatica, calda nel senso di temperatura, non di libidine, sebbene il vino da me presentato si sarebbe potuto prestare come catalizzatore per uno scatenamento dei sensi, quei sensi raggruppati in uno solo chiamato forza vitale che muove il mondo e le sue cose, cioè l’erotismo*. Continua a leggere

3 gennaio 2018

Collecapretta, il diario degli affetti

di Giampiero Pulcini

“Invece di dipingere esattamente ciò che ho davanti agli occhi, utilizzo il colore in modo arbitrario per esprimermi con più intensità. Vorrei fare il ritratto di un amico artista che sogna i grandi sogni, che lavora come l’usignolo canta; vorrei mettere nel quadro la stima e l’amore che ho per lui. Lo ritrarrei dunque più fedelmente possibile ma l’opera non sarebbe terminata così: per finirla farò il colorista arbitrario. Esagererò il biondo dei capelli toccando i toni arancione, giallo cromo, limone pallido; dietro la testa, piuttosto che pitturare il muro banale dell’appartamento, immaginerò l’infinito. Farò uno sfondo semplice del blu più ricco che riuscirò a ottenere. Questa semplice combinazione darà un effetto misterioso come di stella nell’azzurro profondo. Continua a leggere

22 dicembre 2017

Sagre ma Fiere

Rubrica di informazione convegnistica
a cura di Federico Maria Sardelli

Opre a Tàstamelo sul fiume Mauro (o Maurino), forse sabedì, forse mai, l’attesissima Sagra dello Sguercio sulla Fiancata. I partecipanti, numerosissimi e festanti, condurranno sulla ripidissima salita dell’Orco, nel pieno centro della ridente cittadina, le proprie vetture già provate da kilometri di coda, ottenuta grazie ad appositi restringimenti della carreggiata e finti tamponamenti in cemento armato disseminati sul percorso. Continua a leggere

1 dicembre 2017

La penultima corvée*

di Raffaella Guidi Federzoni e Snowe Villette

Lungo il cammino del mio percorso esistenziale mi fornisco di poche, concise, regole e riesco ad infrangerle con regolarità. Questo mi rende viva e giovane, non so se mi spiego, si tratta di sentirsi assai lontana dalla perfezione, cioè dalla fine.

Ad esempio, eccone un paio:
mai mangiare pollo di cui non conosco l’origine. Quindi, mai mangiare pollo al di fuori di casa mia.**

Evitare di bere vini tedeschi. Nella mia scarsa esperienza bevitoria di prodotti teutonici ho riscontrato un’antipatia reciproca fra essi e lo stomaco di mia proprietà, anche il palato se devo essere sincera. Continua a leggere

23 novembre 2017

I nomi delle vigne di Borgogna: un contributo

di Armando Castagno

Inutile negare che ci piaccia un frego* parlare di Borgogna; eppure, per una volta, non toccheremo l’argomento vino. Di cosa diremo, allora? Semplice: di toponomastica: l’onomastica dei topi (Topolino, Minnie, Bianca e Bernie, Angelina Ballerina, Gas Gas, Remy di Ratatouille, Pikachu, Jerry di Tom e Jerry, Speedy Gonzales).
Riferita alla Côte d’Or, e ai suoi 1247 lieux-dits diversi, la toponomastica assume però un valore particolare. Nel nome delle vigne della Borgogna c’è infatti nascosta, sempre, una parte importante della loro storia; il nome ne spiega spesso l’origine, e talvolta addirittura ne anticipa la conformazione; può suggerirci a chi siano appartenute o chi le abbia lavorate, ne tratteggia un desolato passato di abbandono o la gloria dovuta alla predilezione di un re, ci dice che alberi la popolassero o quale edificio le sorgesse un tempo accanto. O qualcosa di altro, magari in forma di enigma. Continua a leggere

21 novembre 2017

In trent’anni, una vita. Una parabola calcistico-alcolico-esistenziale


di Faro Izbaziri

1982, 2012. In mezzo, due Bordeaux straordinari e una lenta, inesorabile discesa agli inferi della Nazionale di calcio.

Nel 1982 avevo 22 anni. Era ancora vivo Tolstoi (1828-1910), con 200 lire – cioè più o meno 10 centesimi – si compravano un biglietto per l’autobus o un caffè.
Carlo Tavecchio era ancora lo sconosciuto presidente della Pontelambrese e si aggirava solo in terra brianzola, raggio d’azione a basso impatto di smontaggio e devastazione della lingua italica. Continua a leggere