19 gennaio 2017

Quando c’è il grado, c’è tutto il resto

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di Armando Castagno

Fuori tuona.

Lino Maga: «Se mi chiede che tempo ha fatto cinquant’anni fa glielo dico»

Io: «Allora quasi quasi glielo chiedo»

Tira una boccata dalla sigaretta, che ha un cilindro di cenere non ciccato di quattro centimetri. Poi:

«Il 58 è stato grande, il 59 no, il 60 no, il 61 sì, il 62 sì, 63 pessimo, 64 eccellente, 65 pessimo, 66 pessimo. 67 buono, 68 (pausa) scarso, 69 eccellente. La 70 è stata un’annata media, media 71 eccezionale… 71… ho fatto sedici gradi e tre. 72 no. 73….. 73 me l’han portato via tutto i giapponesi l’anno scorso. Perché a me… è stata un’annata che a vendemmia pronta s’è messo a piovere, piovere al punto che ha crepato gli acini, Signore, sa, noi facciamo il vino per decantazione, m’ha dato tanto deposito, ho dovuto fare tanti travasi… però dimenticato lì perché faceva tanto fondo, più del solito, ho fatto 10 travasi ma non sono bastati. Continua a leggere

10 gennaio 2017

Apologia del Suicidio intellettuale

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Consigli pratici a favore d’una serena autosparizione della Ragion Pura

di Gae Saccoccio

“Poi viene lo scrivere che è tormento, fatica, raramente abbandono. Ma è sempre tempo che passa, comunque.” Lucio Mastronardi Continua a leggere

3 gennaio 2017

Nello e il suo vino – Seconda parte

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di Raffaella Guidi Federzoni

Capitolo III – In qualche modo bisogna pur continuare

A questo punto le bobine smisero di girare e il registratore si spense. Morto. Defunto. Inutile qualsiasi tentativo di rianimazione.
Panico.
Spaesamento.
Vergogna.
Lo sbobinamento non era nemmeno arrivato a metà e per causa decrepitudine del registratore la testimonianza diretta di Nello Baricci si era spenta per sempre.

Fortunatamente restava la memoria, non solo quella dell’ascoltato ma anche quella del “sentito”. Nel senso che le parole essenziali, proferite con voce flebile e chiara da un uomo vissuto per quasi un secolo, si sono collocate con naturalezza al centro di un quadro complesso dal titolo “Il vino di Nello, mio e di tutto un mondo”. Continua a leggere

30 dicembre 2016

True facts: i post meno letti del 2016 negli Alterati e un’anticipazione

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Prima l’anticipazione: all’alba del nuovo anno – dalle parti di martedì o mercoledì prossimi – anderà online la seconda parte dell’ispirata intervista al patriarca Nello Baricci firmata da tutt’e tre i nostri autori di punta (Raffaella, Guidi e Federzoni).

Ecco invece la classifica dei post meno letti negli Alterati nel corso di questo merdoso 2016 che si appresta finalmente a levarsi di culo: Continua a leggere

27 dicembre 2016

Vicissitudini della “Romanée”

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di Armando Castagno

Il testo che segue è tratto dal volume “Borgogna – le vigne della Côte d’Or”, di Armando Castagno, in uscita nel mese di novembre 2017. La riproduzione è riservata.

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La Romanée (ettari 0,8452), storico monopolio della famiglia dei Conti Liger-Belair, è il più piccolo Grand Cru di Borgogna; conseguentemente alla struttura legislativa autonoma dei Grands Crus, è anche la più piccola appellation contrôlée della Francia intera. Continua a leggere

22 dicembre 2016

Sagre & Fiere – 9

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Rubrica di informazione convegnistica
a cura di Federico Maria Sardelli

Opre domanquest’altro a Zivago in pro­vincia di Pentolino, l’attesissima Fiera del Motore Ingolfato Artificialmente. Ideata e te­nacemente portata a compimento dall’asses­sore Paglianti, la splendida iniziativa vede il concorso di centinaja di veicoli a cui, non po­tendo sperare che tutti s’ingolfino natural­mente, viene manomesso il carburatore im­mettendoci generose iniezioni di grisù (il pe­ricolosissimo gas che fa esplodere le miniere e che l’essere umano produce quando scor­reggia) miscelato colla senapina regolamen­tare (e no quella abusiva come successe l’ultima volta che si finì con la rissa, bella fi­gura, sì). Continua a leggere

19 dicembre 2016

Nello e il suo vino

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di Raffaella Guidi Federzoni

Capitolo I – Da qualche parte bisogna pur cominciare

Il libro si chiamava “Il Brunello di Montalcino”, l’autore era Emanuele Pellucci, l’acquirente fu un biondo Sassenach solo angloparlante, il luogo di lettura un rudere piazzato nella boscaglia.
L’anno il 1983.
“Guarda, c’è questo Nello Baricci che ha solo quattro ettari di vigna, ma riesce a produrre vino e a camparci.” La foto mostrava un uomo di mezza età davanti al suo podere. Un posto che sarebbe potuto essere ovunque nella campagna meridionale toscana. Sarebbe potuto essere ovunque, ma era nel comune di Montalcino, più precisamente nel versante ovest della collina di Montosoli. Infatti l’etichetta riportava “Colombaio di Montosoli”.
Nello Baricci così diventò per due giovani inesperti ed entusiasti un mito e una meta a cui puntare.
Passarono gli anni. Continua a leggere

12 dicembre 2016

Clos St. Jacques, apostolo della complessità

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di Giancarlo Marino

Cenni storici
Nel tratto del muro di cinta che a sud-ovest guarda la Combe de Lavaux è incastonata una piccola cappella dove, nel medio-evo, venne trovata una statua dell’apostolo Giacomo. Gli storici ritengono che di qui passasse una delle strade che dalla Francia portavano a Compostela, luogo dove nel IX secolo era stata ritrovata la tomba con i resti dell’apostolo Giacomo (Santiago in spagnolo, St. Jacques per i francesi) e dove verranno successivamente costruiti un tempio e una cattedrale in suo onore. I pellegrini che nel loro viaggio verso la Spagna passavano per la Borgogna, verosimilmente facevano sosta in questo luogo per ristorarsi e proprio qui, in onore di St. Jacques, venne costruita la piccola cappella. Continua a leggere