10 agosto 2020

Questo un tempo era un paese di bevitori di grandi vini

di Raffaella Guidi Federzoni

Stiamo vivendo la stagione del riposo, anche di quello mentale. Soprattutto di quello mentale per quanto mi riguarda, il riposo fisico lo sto applicando da mesi a causa di una situazione forzata che mi impedisce di muovermi fra treni, aerei e marciapiedi cittadini calpestati da numerose etnie. Continua a leggere

3 agosto 2020

Zebra malinconica

di Amadio Ruggeri

Provo sempre un misto di attrazione e repulsione verso i libri/articoli/opuscoli che parlano di vino, sviscerandolo nelle sue più recondite espressioni, che si tratti di storie di produttori illuminati, spenti o spericolati, eroici o paranoici. Continua a leggere

22 luglio 2020

L’ultima estate stupida

di Shameless

Quella fu la sua ultima estate stupida, se per stupida si intende spensierata e inconsapevole.

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20 luglio 2020

Dalla degustazione tolemaica alla bevuta copernicana

di Fabio Rizzari

“È meglio amare o essere amati? nessuno dei due, se il vostro tasso di colesterolo è più di seicento”, secondo il vecchio Allen. È meglio degustare alla cieca o a bottiglia scoperta? nessuno dei due, se amate il vino.

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14 luglio 2020

Tacchi, dadi e datteri

di Fabio Rizzari

Il 14 luglio si festeggia la presa della Bastiglia da parte di Renato Pozzetto, che quando non aveva ancora 80 anni (li fa oggi) firmava testi di rara bellezza. Continua a leggere

3 luglio 2020

Altezzosighenzia

di Snowe Villette

Er Marchese der Grillo ce lo ha imparato che ce stanno li pochi che so’ qualcosa e li molti che nun so’ gnente. Continua a leggere

10 giugno 2020

Un dialogo del 2020

(d’après R. Queneau, A. Breton, et al.)

di Armando Castagno e Faro izbaziri

In un periodo di 1) degustazioni a raffica, 2) degustazioni alla cieca e 3) interviste a raffica, l’Accademia degli Alterati ha ritenuto di dar corso a un revival di sintesi, che era quanto mancava per completare il chiasmo: 4) l’intervista alla cieca. Continua a leggere

8 giugno 2020

Vinum et circenses

di Raffaella Guidi Federzoni

Il Gregge va di moda. Vuoi che sia a proposito del contagio e della relativa immunità di massa, vuoi che sia a proposito di credere ciecamente a certe notizie. Vuoi che si tratti di movimenti comuni verso quella che sembra la strada principale del fare e dell’agire. Continua a leggere