13 febbraio 2019

Chianti Classico Collection 2019: la selezione dell’Accademia

di Armando Castagno

Nella splendida stazione della Cornice Leopolda, a Firenze, è stata presentata lunedì 11 e martedi 12 febbraio la Rassegna annuale dei Chianti Classico (in modernese: Chianti Classico Collection).

Un numero di giornalisti internazionali accreditati lievemente inferiore agli abitanti di San Paolo del Brasile, ma un po’ più rumoroso, ha affollato gli enormi locali dell’antica stazione leopoldina, apparecchiati dal Consorzio Chianti Classico in maniera come di consueto impressionante: la sfilata di bottiglie sul tavolo centrale arrivava a Empoli e ritorno. Continua a leggere

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7 febbraio 2019

Gloria al Vino degli Amici

di Gae Saccoccio

Tra i mosti glou glou, i vinacci ultrapremiati, i vini sciropponi aromatizzati alla barrique, i vinelli ripassati sul cemento nudo e crudo gang-bang, rifritti nell’anfora di Scozia o sbollentati a  macération carbonique nelle porcellane di Nuova Zelanda…

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29 gennaio 2019

Un’ora di sole ai Dardi

Beppe Colla fotografato da suo fratello Tino nella vigna I Dardi – Bussia, dicembre 2018.

di Raffaella Guidi Federzoni

Il vecchio che cammina appoggiato ad un bastone è scontento di essere vecchio ma è contento di essere in vigna. Era seduto in poltrona, fermo nella sua solitaria malinconia, quando suo fratello gli ha detto “Dai, ti porto ai Dardi!”. Glielo ha detto in piemontese perché quello è il modo in cui si sono sempre parlati, due fratelli distanziati anagraficamente da quasi vent’anni ma avvicinati da una storia comune che ha molto a che fare con vigna e cantina. Più la prima della seconda, così mi piace immaginare. Continua a leggere

15 gennaio 2019

Pezzettino

di Shameless

Il tavolo per due era davanti alla porta d’ingresso, ad un metro dalla tastiera sulla quale picchiava duro il pianista ingaggiato per la serata.
“Non possiamo sederci qui, c’è un altro tavolo più distante?”

Aveva letto negli occhi di lui la decisione di andarsene subito, ma era testarda e quella doveva essere una serata diversa, migliore. A costo di dover prodursi nel personaggio della cliente rompicoglioni. Sebastien il cameriere capì immediatamente con chi aveva a che fare e come dal nulla un tavolo più appartato si materializzò. Continua a leggere

28 dicembre 2018

Real Sex

di Snowe Villette

Siccome che co’ Coso Quattro er copione mio daa sfiga amorosa nun era cambiato, DuCognomi pe’ consolamme m’ha messo drento la valigia e m’ha portato ner lontano Est. Tredici ore secche de volo e sèmo atterrate a Taipei, la capitale daa Cina più evoluta, accurturata e democratica.
Sempre de Cina se tratta , palazzi che sembreno caserme nemmeno propio nòve, strade incasinate de motorini, arredamento urbano colorato più de miseria che nobiltà. Però nun ce stanno scaracchi* da scansasse pe’ evitalli, la ggente te sorride, puro l’inglese me sembra meno trucido. Continua a leggere

3 dicembre 2018

Percentualistica

di Raffaella Guidi Federzoni

La penna scricchiola sulla pagina bianca, qualcuno dietro a me ha di nuovo eruttato la sentenza lapidaria: il novanta per cento dei consumatori non capisce un cazzo di vino.
Questo tipo di eruzione è piuttosto frequente, cambia solo la percentuale, che non scende mai al di sotto del novanta ma può salire fino al novantanove. Continua a leggere

20 novembre 2018

Delocazioni

di Giampiero Pulcini

Unopera può far vivere un luogo se è in grado di farlo parlare. Passi accanto a cento persone e ti sono tutte indifferenti, poi ce n’è una dentro la quale ci sei tu. Lo stesso vale per i luoghi. Un luogo pulsa se c’è energia; e se vuoi lavorarci quellenergia devi farla amica, non contrastarla. Desidero collocare le mie opere nel corpo vivo dello spazio, creare ambienti evocativi che rendano sensibile linvisibile.
Claudio Parmiggiani Continua a leggere

2 novembre 2018

La terza età e la settima bottiglia

di Shameless

I vecchi si alzano presto la domenica mattina ed egli era vecchio ormai da anni, così le prime luci dell’alba lo trovarono già in cucina, vestito e sbarbato.
Aveva i suoi rituali, il più importante consisteva nell’occuparsi delle bottiglie, quelle vuote rimaste dalla cena della sera prima e quelle piene in attesa nella cantina. Le bottiglie vuote erano sei, un sabato al mese si ritrovava con quattro amici fidati ed insieme assaggiavano e poi finivano sei vini diversi, mangiando qualcosa di semplice e sostanzioso. La primadonna doveva rimanere il vino, non il cibo. Continua a leggere