Archive for settembre, 2015

25 settembre 2015

Proverbi incomprensibili

robot

“Gli uomini mentono spesso, ma solo i caprifogli stazzonano”
Tony Binarelli


23 settembre 2015

Barbacarlo, santuario e trincea

Barbacarlo

di Armando Castagno

Latitudine Nord 45.064632; longitudine Est 9.2776. Occorre vederla, questa vigna, per capire; prima magari dall’alto, come in avanscoperta, e digitando i numeri su apposito sito di traduzione delle coordinate GPS sarete d’emblée lungo la sua scarpata principale; le forme che proiettano ombre sulla destra della sacra vigna sono, bestemmiare è inutile ma spontaneo, due enormi ripetitori telefonici. Oppure, armati di fiato, pazienza e gambe forti, si potrebbe camminarne le balze ripidissime, sempre che le si trovi, perché dalle strade lungo le quali scorre la vita ordinata e tranquilla del fondovalle, la presenza di queste infernali terrazze imprigionate dalla boscaglia non si percepisce.

16 settembre 2015

Lo sapevate che…

occhio, eh

rubrica settimanale provvisoria

a cura di Federico Maria Sardelli

… la bibita più cattiva del mondo è la famosa “Peta-Cola”, la bibita della Càtaplam interamente ottenuta dalle carcasse di palombo, ma con l’aggiunta di gas nocivi.

… per compiere la formidabile scalata del Monte Pypone (447 mt. s.l.m.), impresa mai tentata fino al 1976 non già per la difficoltà delle forti correnti ascensionali che vi spirano ma sostanzialmente per mancanza di tempo e voglia, il famoso alpinista Gangaroni Loris (68 annetti portati bene) diluviò a digiuno un cartone intero di ova crvde per darsi l’energia utile all’impresa, ma fu còlto da rigvrgito e mandò in culo il cimento; tempo dopo il favoloso primato fu ritentato – e questa volta realizzato – da Manesco Botrilli (il celebre peso bomba) che salì a corsetta tutte le ranpe dell’odioso monte. Peccato che, arrivato in vetta, pestò una merda di cinque chili lasciata lì da non si sa chi, ma sicuramente da uno dei molti che prima del Botrilli raggiungevano la vetta per farci i pic-nics.

8 settembre 2015

Giovanni Canonica, il barolaccio

Amici al bar

di Giampiero Pulcini

Maggio, un mattino che sa quasi d’estate.
Barolo è di là della collina di fronte ma distantissima dalle cose che ho in testa; ne ammiro i vini senza riuscire ad amarli, preso dalla sensazione che pretendano ogni volta di dar loro del ‘lei’.

Torno a trovare l’unico con cui da subito ci si è dati del ‘tu’; non il migliore, talora naif, sempre presente nelle tavolate con persone a cui voglio bene. Guizzano rapidi i tornanti in salita, la valle di sotto si svela con un che di teatrale. La vivacità dei profili fronteggia l’ordine di filari tirati giù col righello; verde in basso, azzurro sopra, nel mezzo la macchia rossiccia dell’abitato. Inchiodo, deglutisco. Impossibile restare indifferenti alla bellezza di scenari così, però dico grandioso e troppe vigne nel volgere di una stessa curva.

Suono il campanello, il sorriso di Giovanni Canonica fa capolino dalla porta rossa di casa sua. Il tempo di un saluto e sono in sala col bicchiere riempito di Paiagallo 2011; a metà mattina, col caldo di fuori, sarebbe più congrua una limonata ma la velocità con cui l’asciugo è di fatto la stessa.

6 settembre 2015

Citatione del fine settimana

Alberto

Limiti

“La differenza tra il genio e il cretino è che il genio ha dei limiti”

Alberto Einstein

2 settembre 2015

L’ombelico der monno

spaghetti

di Snowe Villette

Siccome che DuCognomi sta ancora a scrive’ der Brasile, e ce lo so che sarà un post fondamentale nella storia der webbe, e l’editore de sto blogghe sta a scazzarsi come tutte le fine estati sulla guida espressica perché i collaboratori che beven…, ehm degustano, poi scriveno certe cojonate descrittive immagginifiche che a lui porello tocca mettece na pezza, io so libbera de tratta’ de quello che me pare.
Indi per cui, pe’ la prima e urtima vorta – quinni so’ due – vorrei fa’ luce su na questione spinosa che rischia de compromette’ er futuro sereno dee generazzioni future, e cioè

CHE CE VOLE PE’ FA’ DU’ SPAGHI COME DIO COMANNA?