21 giugno 2017

La cognizzione der sapore

di Snowe Villette

Nun ce sta fine all’orrore
allo stupro der sapore
quanno voi ritrova’ quer piacere

Co’ questo haiku de noantri inauguro la rubrica che esce na vorta e poi mai più, dar titolo
“Er palato sacrificato”
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10 giugno 2017

Aforisma del fine settimana

Impedimenti ungulati

“Gli orsi non telefonano mai perché con quelle zampone pigiano sei tasti per volta sul cellulare”

Ettore Borzacchini, 2006

6 giugno 2017

Sagre e fiere – 10

Rubrica di informazione convegnistica
a cura di Federico Maria Sardelli

Aprirà, solo se provvista del regolare permesso di vendita al pubblico e certificato di sanità, l’attesissima Sagra del pane colla merda, naturalmente a Lupo sul fiume Giangy. La bella (cosa dico bella, bellissima, anzi, maravigliosa) iniziativa gode degli auspicii dell’Episcopato Generale e sarà aperta fino all’intervento del Nucleo Anti Sofisticazioni (NAS) dei carabinieri che, purtroppo, ha già ricevuto la denuncia d’un visitatore che si è visto servire un panino addirittura A MANI NUDE! Continua a leggere

30 maggio 2017

Scintilla guerriera

di Raffaella Guidi Federzoni

Alla fine delle fini la guerra delle guerre la vince Penelope. Una donna paziente che sembra non combini nulla a parte fare e disfare una tela, oltre a smarcarsi dagli uomini,  tirare su un figlio da single e mantenere un regno in attesa che torni quel pisellone cazzuto di Ulisse.
In realtà è una guerriera, lo è perché è una donna, ed io non conosco alcuna donna che non sia una guerriera, nei racconti e nella vita. Continua a leggere

24 maggio 2017

Cronaca di una presentazione alterata, con un paio di ignoramenti finali

di Faro Izbaziri

“Noi siamo della stessa stoffa di cui sono fatti i gessati”
F. Shakespeare*

Dopo una trattativa di soli sedici mesi con il non pareggiabile Maestro Sardelli, si è trovato un accordo su data, luogo e termini legali per la presentazione romana del maraviglioso Carteggio Borzacchini/Sardelli da poco edito per i (bei) tipi della Casa Editrice Erasmo: 23 maggio 2017, alle 17, presso il rinnovato e scenografico Mercato Centrale Roma. Sono occorsi solo mille e sei incalzamenti su whatsapp per raggiungere tale prestigioso traguardo organizzativo.

Traguardo che ha tuttavia mostrato un paio di limiti: la scelta dell’orario (da un commento di un utente di Facebook informato dell’evento: “sono estremamente contrariato all’idea che voi un ciavete una sega da fa e quindi ci siete e io no”**) e la scelta della data, che ha coinciso con la blindatura della città da parte delle forze dell’ordine a causa di una concreta minaccia terroristica: l’arrivo del nuovo presidente degli Stati Uniti. Continua a leggere

11 maggio 2017

In bianco e nero

di Shameless

Una donna cammina di sera su marciapiedi illuminati dai fari che scorrono. Mentre cammina non fuma, lo fa quando si siede, con il garbo e la sensualità che appartengono a tempi in cui fumare una sigaretta non era un crimine ma uno strumento di seduzione.
Una donna in bianco e nero con il bavero rialzato di un cappottino, o forse di un impermeabile.
Una donna di cui non si vedono le tette, nemmeno le gambe. Bastano gli occhi e le labbra. Anche quando è in sottoveste, si notano solo gli occhi e le labbra.
E la voce. Continua a leggere

4 maggio 2017

Il terroir di Pernand-Vergelesses

di Armando Castagno

Il testo che segue è tratto dal volume “Borgogna – le vigne della Côte d’Or”, di Armando Castagno, in uscita nel mese di novembre 2017. La riproduzione è riservata.

A poco più di tre chilometri da Aloxe-Corton, in direzione delle Hautes-Côtes, si apre una vasta combe, in fondo alla quale, di traverso, si trova il piccolo villaggio di Pernand-Vergelesses, trecento abitanti scarsi. Questo paesino silenzioso e scosceso, che a sua volta fa da spartitraffico tra due altre combes laterali, ha caratteri peculiari, il più notevole dei quali è la sua posizione, occultata dietro la collina di Corton e invisibile al viaggiatore che la costeggi lungo la D974. La situazione di terroir, unica in Borgogna, porta tre conseguenze. Continua a leggere

24 aprile 2017

Roma mi fé

di Snowe Villette e Raffaella Guidi Federzoni

Dopo l’urtima cacca de cane, pestata ner mentre cercavo un posto pe’ magna a San Lorenzo, me so’ chiesta n’artra vorta “Che ce sto a fa’ qui?”. “Qui” inteso come Roma, città immortale, unica e irripetibbile (meno male pell’ irripetibile, che una ce basta e c’avanza puro). “Ce sto” ner senso che ce giro tutti li giorni e pe’ fallo ce metto na fatica bestiale, pe’ parcheggia’ che nun se trova un buco de posto che sia uno, pe’ pjà er busse che ariva quanno je pare e se je pare, che la metro nun serve le zone indove che devo d’anna’, e pei marciapiedi che sembrano zone de guera e se nun pesti na cacca te rovini la cavija drento na buca. Continua a leggere