Archive for ottobre, 2012

31 ottobre 2012

Nasi e palati

di Fabio Rizzari

Dieci anni fa, quando ero ancora un redattore di cose viniche nella nota casa editrice del Gambero Rosso, rimasi colpito leggendo che una nostra compatriota, Laura Tonatto, aveva appena vinto il prestigiosissimo Concorso Le Decouvert  di Parigi, cioè una delle più spietate competizioni mondiali tra “nasi” profumieri. Con intuito e genialità pari solo alla mia modestia, decisi allora di chiamarla* e di proporle una degustazione parallela: io avrei condotto una sessione d’assaggio tradizionale, ella avrebbe parallelamente annusato e valutato i vini con la ben più raffinata tecnica odoros/analitica dei mastri profumieri.

Evidentemente devo essere a tutt’oggi fiero in modo particolare di quella iniziativa. Ne ho già infatti riscritto in sede espressica l’anno scorso e oggi ne ripropongo qui, in sede alterata, le sorprendenti risultanze sensoriali, con un copiaincolla di photoshop delle originali pagine gamberesche non esente dal vizio di una sgradevole sfocatura. Magnifiche e rivelatrici, in speciale misura, le parole tonattiane sul Borgogna rosso, a rafforzare l’adorazione per la tipologia che tutti noi (o quasi) nutriamo. Se riuscirò a riparlare con Laura, nel frattempo divenuta una celebrità planetaria (firmando essenze financo per la Reina Elisabetta) e quindi più irraggiungibile di Hillary Clinton, le riproporrò una nuova sessione di degustazione, per il decennale.

29 ottobre 2012

Cartelli (Viva Scuretto!)

di Rizzo Fabiari

Alcuni dei cartelli – stradali e non – incontrati durante le trasferte per la nuova edizione della nostra guida  dei vini
(e anche pescati altrove). Mi spiace solo di non essere riuscito a fotografare il migliore, quello della Casa dell’Elettropompa Sommersa di Taviano, nel Salento.

casa di Scuretto, Corinaldo

25 ottobre 2012

Dare i numeri

di Raffaella Guidi Federzoni

Avrei voluto scrivere un post elegiaco sulla recente assegnazione del Premio Nobel per la Pace alla EU, cioè all’Europa. L’ho fatto in altra sede, ma ci tenevo a considerare la notizia dal punto di vista enoico. Confrontare il Vecchio Mondo vinoso con Il Nuovo ed il Nuovissimo. Non mancherò di farlo nel breve futuro.

È successo però che fra l’ispirazione e la sua realizzazione si è insinuato un diavoletto tentatore, direi proprio una folgorazione. Il luogo del misfatto: un salone affollato con tanti banchi, anzi banchetti, d’assaggio. Dietro ad uno ci sono io e al mio fianco altri amici, colleghi, con i quali ci vediamo una volta all’anno per queste degustazioni itineranti.

22 ottobre 2012

Come sopravvivere in agenzia ippica

di Armando Castagno

Nonostante la crisi del glorioso comparto ippico nazionale, non è inutile sapere come muoversi e cosa fare – o non fare – in quelle consorterie di varia umanità che sono le Agenzie ippiche, segnatamente quelle della Capitale; è in esse invalso l’uso di un gergo strampalato, di un vernacolo stravagante, che è d’uopo l’Accademico Alterato conosca nei dettagli.
Ecco quindi un glossarietto, assai sommario per la verità, ma che nelle intenzioni del compilatore sarà seguito almeno da una seconda puntata; sempre che l’uditorio apprezzi, e ne segnali l’opportunità.

19 ottobre 2012

Anteprima


Lunedì 22 ottobre: da Charles Baudelaire a Carlo Bottoni.
Un post molto alterato.

18 ottobre 2012

Prìncipi e cadetti

di Fabio Rizzari

All’inizio sembra una curiosa eccezione. Dopo qualche anno di esperienze degustative, le curiose eccezioni si ripetono, formano una piccola casistica, e spingono a fare qualche riflessione. Di che si tratta? Un’azienda produce poniamo due rossi, ottenuti entrambi dalle stesse uve. Il primo è un vino ambizioso, il vertice della gamma, il fiore all’occhiello della casa; magari è una Riserva, o in ogni caso ha un nome più altisonante del primo. Il secondo è il vino cadetto, di minori pretese. Meno estrattivo, meno profondo, di solito – grazie al cielo – meno costoso.

16 ottobre 2012

Sitibondo sarà lei!

di Giampaolo Gravina

Ero lì che aiutavo mia figlia alle prese con Baudelaire, quando sono inciampato in un verso che non esiterei a definire come una legittimazione delle più autorevoli del nesso tra il vino e gli Alterati. Intendiamoci: non è che agli Alterati servano legittimazioni di sorta, essendo del tutto autoevidente la matrice vinosa del nostro permanente stato di alterazione. E tuttavia il passaggio mi ha molto colpito e merita un approfondimento. Siamo nella parte dei Fleurs du mal  in cui è il vino a farla da padrone: e accanto al vino degli amanti, degli straccivendoli e degli assassini, Baudelaire dedica qualche verso anche al vino del solitario.

14 ottobre 2012

La giusta interpretazione

“Così nella vita mi occorse sovente, lo confesso a me medesimo, di passare per imbecille, o per orgoglioso, o per egoista, o per pazzo: mentre ero distratto, timido, riservato, stanco”
Carlo Emilio Gadda, Giornale di guerra e di prigionia