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Francesco Beghi
Marco Bolasco
Giovanni Bietti
Fabio Cremonesi
Francesco Falcone
Ernesto Gentili
Giampaolo Gravina
Carlo Macchi
Alessandro Masnaghetti
Pierluca Proietti
Giampiero Pulcini
Gae Saccoccio
Marco Veneziani
A sto giro me tocca, tutti l’artri arterati stanno a fa’ cose, a vede’ ggente, nun cianno tempo de scrive. Io sì, armeno pare a DuCognomi che m’ha detto “scrivi tu che hai un pubblico di seguaci piccolo ma costante”. Addostanno ’sti seguaci lo vorrei sape’, ahooo, e fateve riconosce’!
Inzomma, siccome so’ coatta er tema de sta settimana è l’etichetta, ner senzo der comportamento, no de pecetta appiccicata sur vetro de ‘na bottijia.
In tanti ci hanno provato, in pochi ci sono riusciti, fra questi Egon Schiele e Lucian Freud. Mi riferisco alla raffigurazione del corpo umano, soprattutto femminile. Il corpo nudo, spoglio, vero e crudo. I due hanno trasmesso il nitore e l’espressività dell’imperfezione, oltre al profondo erotismo che emana una donna quando non ha niente addosso, solo la sua vitalità sensuale.
Alla passione per i titoli in genere affianco la passione specifica per i titoli dei Topolino editi nel nostro paese negli anni 60 e 70. Gli autori e disegnatori italici dell’epoca (Martina, Carpi, Scarpa, etc) avevano un gusto particolare per i giochi di parole (l’esploratore artico Paolo Nord, il critico letterario francese Georges Pourparler, l’antiquario Nataniele Ragnatele, il bandito Max Nadier) e per i titoli evocativi: Zio Paperino e l’ametista mai vista, Paperino e le ventimila beghe sotto i mari, Zio Paperone e il leon donato, eccetera.