Non in servizio internettiano permanente effettivo
Francesco Beghi
Marco Bolasco
Giovanni Bietti
Fabio Cremonesi
Francesco Falcone
Ernesto Gentili
Giampaolo Gravina
Carlo Macchi
Alessandro Masnaghetti
Pierluca Proietti
Giampiero Pulcini
Gae Saccoccio
Marco Veneziani
“C’era una volta…
Un re! Diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.”
Così inizia una delle più belle storie scritte in lingua italiana, o forse è meglio considerarla lingua tosco-italiana. Una storia inventata e ben raccontata, una storia a lieto fine che è non veramente accaduta.
Sèmo tornate rincojonite, io e DuCognomi, dar giro americano de settembre. Entrando drento casa sua ce sèmo dette che se questo è l’andazzo de inizzio autunno, ce sta penziero arriva’ ar Natale tutte intere.
Il senso e le annate del “Novamen” di Cascina Melognis
di Armando Castagno e Giampaolo Gravina
L’imprudenza di rendere pubbliche alcune nostre trascurabili considerazioni sul vino di Borgogna ci ha esposti negli ultimi anni alle convocazioni più impensate. Ma forse c’era da aspettarselo. Elargire superlativi ai Grand Cru della Côte de Nuits non è di per sé indizio sufficiente a certificare l’acume critico del cronista del vino, né tanto meno a legittimarne la sedicente vocazione da scout. Come dire: sono capaci tutti.
Giampiero
Pozzuolo è un piccolo sito nel comune di Dolceacqua, citato come vigneto nelle mappe catastali di inizio ‘800. Inerpicato sul versante settentrionale della Val Nervia, deriva il nome dalla costante presenza d’acqua; gli spazi coltivabili hanno esposizione nord-est a cavallo dei cinquecento metri.