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Francesco Beghi
Marco Bolasco
Giovanni Bietti
Fabio Cremonesi
Francesco Falcone
Ernesto Gentili
Giampaolo Gravina
Carlo Macchi
Alessandro Masnaghetti
Pierluca Proietti
Giampiero Pulcini
Gae Saccoccio
Marco Veneziani
NB Post breve e tenuemente disgustoso, per stomaci forti.
Ho i miei informatori, in certi locali londinesi – e sospetto non solo londinesi – si ricicla il vino sputato. Sì, proprio quello sorseggiato, palleggiato tra lingua e guance, insalivato, espulso negli appositi secchielli dei concorsi enologici, dei banchi d’assaggio, dei corsi di degustazione.
Voi sape’ quanno se diventa vecchi sur serio? Nun è quanno pe’ usci’ daa machina te ce vòle na gru o un giovane de bòna volontà, e nemmeno quanno te scopri a parla’ da solo – perché tanto solo sei -.
None.
Sei vecchio, sconciamente vecchio, senza pote’ annà ai supplementari, quanno te convinci – e lo dici puro ai muri scialbati – che ai tempi tua, quanno eri ggiovane e chi è venuto dopo de te manco era nato, tutto era mejo de ora. Erano mejo aa musica, er cinema, aa televisione, aa politica, li giornali, la scòla, la mortazza*, li pomodori, er calcio, la cinque piotte** e le mignotte.
Era mejo er vino.
Dedicate al signor Giovanni Livi, autista e assistente di Giulio Gambelli. Al garbo e al candore con cui, un mercoledì di novembre, ha messo in mutande i tentativi miei e di Armando di descrivere ventotto annate di Pergole Torte.
“ROMA – Derby Italiano del galoppo, 108° della serie. I partenti sono venti. Le lire molte, moltissime: con le entrate, leggi iscrizioni, fanno un miliardo e trecentottanta milioni. Il favorito è francese: si chiama Beau Sultan”.
Leggo queste righe, a firma Mario Fossati, su La Repubblica che ho appena comprato e sto sfogliando; è domenica 26 maggio 1991, e ridacchio soddisfatto: il favorito è Beau Sultan, della famiglia Head, con in sella una leggenda, Lester Piggott. Proseguo a leggere il grande Fossati e quasi mi eccito: anche il suo secondo favorito è francese: appartiene “al signor Robert Collet. È Fortune’s Wheel, che si concede pericolose deviazioni (con conseguenti distanziamenti o squalifiche) e dovrà essere condotto da Lanfranco Dettori celebre fantino italiano di licenza inglese (figliolo della nostra miglior frusta, Gianfranco Dettori, oggi in sella a Camalal)”.
L’anno nuovo è già iniziato e devo ancora comporre il messaggio per la fine di quello vecchio. L’ho rimuginato lungamente per settimane che si sono allungate in mesi; ho aggiunto, tagliato, composto, scomposto, fino ad oggi. Ora non posso più procrastinare, deve essere un messaggio invernale, da trasmettere in questo periodo di lunghe ore buie ed incerte.
Tutto è cominciato durante la Benfinita dell’ultima vendemmia, che è stata ottima e ci ha contentato più del solito. Aggirandomi per la cantina ho avvertito l’eccitazione oltre la stanchezza. Quel sentimento consapevole dello sviluppo embrionale di un vino che non solo sarebbe stato buono, ma anche longevo e memorabile.
Cos’è il genio? Il genio è uno spostamento. Uno spostamento dal recinto dell’ovvio e del prevedibile verso le terre incognite circostanti o addirittura lontane e lontanissime.
Tale scarto può essere visionario oppure frutto di un’insofferenza vaga, non ben definita, verso i paletti piantati dalla tradizione. I produttori di vino che ricadono nel primo caso sono rarissimi.