Archive for ‘Oldies but oldies’

3 maggio 2018

Zio Paperone e il vino retrogrado

di Fabio Rizzari

Alla passione per i titoli in genere affianco la passione specifica per i titoli dei Topolino editi nel nostro paese negli anni 60 e 70. Gli autori e disegnatori italici dell’epoca (Martina, Carpi, Scarpa, etc) avevano un gusto particolare per i giochi di parole (l’esploratore artico Paolo Nord, il critico letterario francese Georges Pourparler, l’antiquario Nataniele Ragnatele, il bandito Max Nadier) e per i titoli evocativi: Zio Paperino e l’ametista mai vista, Paperino e le ventimila beghe sotto i mari, Zio Paperone e il leon donato, eccetera.

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17 marzo 2018

Che ne sa l’autore del suo vino?

di Fabio Rizzari

È una banalità, ma ancora qualcuno lo ignora: l’autore non è necessariamente il soggetto più acuto e affidabile nel dare pareri sulla sua opera. Quando un’opera – sia un testo letterario, un dipinto, o più modestamente un vino – viene ultimata, licenziata, l’autore è una delle voci autorevoli nell’interpretarla, non per forza la più autorevole.

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10 luglio 2017

Rossini, o la musica da mangiare e da bere

di Fabio Rizzari

La più rivelatrice delle confessioni di Gioacchino Rossini conferma quanto l’intreccio tra percezioni sensoriali differenti possa essere inestricabile: ho pianto tre volte nella mia vita: quando mi fischiarono la prima opera, quando sentii suonare Paganini e quando mi cadde in acqua, durante una gita in barca, un tacchino farcito ai tartufi”.

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7 aprile 2015

Anne Claude Leflaive: dalle vigne terrestri a quelle celesti

Madame Leflaive

di Fabio Rizzari

Collocandolo inattaccabilmente nella sezione “oldies but oldies”, pubblico qualche frammento di un post espressico del 2009 dedicato a Madame Leflaive, sublime creatrice di vini dipartita ieri verso le vigne celesti: che, a giudicare dal lascito dei suoi vini, non saranno poi molto più grandi delle sue vigne terrestri.

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5 settembre 2014

Il Brunello e la brunellità

Brunello di una certa età

di Rizzo Fabiari

Al netto delle notevoli difficoltà colturali, enotecniche, burocratiche legate alla produzione di un buon Sangiovese, resto alla parte che riguarda direttamente un critico, la valutazione del vino finito. Delle numerose variabili teoriche e pratiche connesse allo studio di una tipologia di vini, la stappatura di una bottiglia prodotta in una fase storica ormai lontana aiuta di solito a leggere meglio il presente.

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13 maggio 2014

Quattro ore all’alba

verifica

di Fabio Rizzari

[…] Arrivo da Roberto Conterno in un orario quasi notturno, abbiamo appena il tempo di fare due chiacchiere sulla nuova vigna (nel vigneto Cerretta, circa tre ettari se ricordo bene) e di riassaggiare i vini ora in commercio: Barbera 2006 (magnifica, intensa, aggraziata), Cascina Francia 2004 (in equilibrio unico tra note “scure” di idrocarburi e note “trasparenti” di fiori), Monfortino 2001 (monumentale, definitivo, ancora embrionale, da stappare nel 4010).

Con Roberto parliamo poi del solito, rimasticatissimo tema, la difficoltà per il consumatore di distinguere tra qualità reale e qualità scimmiottata, tra vino furbo e vino vero. Come orientarsi? cosa suggerire? Le risposte sono mille, provo a darne una.

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13 marzo 2013

Vedere l’intera immagine

degustatore di vitruvio

di Rizzo Fabiari
È un mio pallino e ne ho scritto pochi giorni fa qui, nel blog espressico. Qual è, se esiste, il punto di vista più rispettoso delle proporzioni complessive nel valutare un vino? E più in generale, a quale obiettivo ideale deve tendere l’informazione, tutta la buona informazione? Lo si può capire in una trentina di secondi. Senza tanti giri di parole. In un vecchio ma ancora efficacissimo filmato del noto quotidiano britannico The Guardian.

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1 marzo 2013

Top cheek

clarkson

di Rizzo Fabiari

Per chi non lo conoscesse, Jeremy Clarkson è il più famoso giornalista d’Inghilterra specializzato in automobili. Ha uno spazio regolare sul Times e conduce da anni Top Gear, che a quanto pare è la trasmissione della BBC più seguita in assoluto (250 milioni di spettatori in tutto il mondo). Anche se non siete appassionati di auto, vi consiglio caldamente di vedere una puntata di questa trasmissione (va su Sky, canale 401), o di leggere qualche suo commento in rete.

Poche persone incarnano meglio nella vita reale lo stereotipo dell’anglosassone dall’umorismo tagliente, sulfureo e iconoclasta.

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