
di Shameless
Dov’è sparito il primo bicchiere? Era pieno fino a un minuto fa, il tempo di voltarmi e ora è vuoto, forse solo una goccia sul fondo. Così tanto mi è piaciuto il vino, da finirlo senza accorgermene?

Lunedì scorso, 7 aprile AD 2025, riunione alterata con il magister Giancarlo, Armando e Faro presso il ristorante Mamma Angelina in Roma: la prima senza Giampaolo.
Per mitigare l’amarezza, il senso di vuoto pneumatico, la vertigine dell’assenza (che Giampaolo non ha ancora giustificato con motivazioni per noi accettabili), abbiamo bevuto circa 27 litri di vino. A testa.

di Giampaolo Gravina
Premessa
Giampaolo Gravina è morto il 6 febbraio scorso in una stanza d’albergo di Cormons, nel Friuli che tanto amava. Avrebbe compito 59 anni a maggio. Noi alterati per il momento abbiamo deciso di non accettare la sua scomparsa e di pensare che sia in uno dei suoi frequenti viaggi, magari un po’ più lungo del solito.

di Fabio Rizzari
Un collega canadese ha ritrovato casualmente nella soffitta del nonno un curioso apparecchio sperimentale del 1969. Battezzato “wine coolness instrument” e mai andato in produzione, era progettato per misurare il tasso di fascino/attraenza di un determinato vino sui bevitori più giovani, così da trarne utili indicazioni per orientare la produzione vitivinicola del futuro.

di Fabio Rizzari
Per vini bruttarelli non intendo i vini brutti, cioè i vini difficili da bere perché troppo pesanti, o troppo alcolici, o troppo tannici, o aspri, o molto difettosi perché pieni di puzze e puzzette.
Intendo i vini sani, franchi, rustici, che non hanno alcun tratto di “eleganza”, “finezza”, “aristocraticità”, “classe superiore”, “complessità”, “profondità”.