In bianco e nero

di Shameless

Una donna cammina di sera su marciapiedi illuminati dai fari che scorrono. Mentre cammina non fuma, lo fa quando si siede, con il garbo e la sensualità che appartengono a tempi in cui fumare una sigaretta non era un crimine ma uno strumento di seduzione.
Una donna in bianco e nero con il bavero rialzato di un cappottino, o forse di un impermeabile.
Una donna di cui non si vedono le tette, nemmeno le gambe. Bastano gli occhi e le labbra. Anche quando è in sottoveste, si notano solo gli occhi e le labbra.
E la voce.

Questi sono gli anni del bianco e nero, qualche sfumatura è concessa, però la forza d’impatto è tutta nel dualismo imperante dei due pantoni.
Dopo sono arrivate rivoluzioni colorate dai fiori o dal sangue, spesso da tutti e due insieme.
Dopo è nato tutto, si è scoperto tutto, si è reinventato tutto e tutto si è saputo subito da tutti.
Ovvero, quasi tutto e quasi tutti.

Rimane l’immagine di una donna che cammina la sera, le onde dei capelli, il mistero dello sguardo, quella sigaretta.
Il suo nome può essere Jeanne, Laureen , Silvana.
La sua voce è lo sguardo, il bavero, il soffio di fumo, lo scarso sorriso.

Noi nostalgici beviamo ancora qualche vino superstite degli anni in bianco e nero. Lo beviamo con lo stile di adesso, venerandolo se ha mantenuto la sua dignità integra, commiserandolo se non ce l’ha fatta.
I nostri padri e nonni se lo bevevano con meno complicazioni, volevano trattarlo bene sì, ma senza inginocchiarsi.
Poi arrivava una donna col bavero rialzato in cerca di un cerino e il vino si ritirava per fare spazio alla notte e al whisky.
Adesso la notte continua scandita dalla stappatura di bottiglie sempre più pregiate, antiche, preziose, venerate. Così fuori la donna che aspetta nel bianco e nero della strada rimane da sola.

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3 commenti to “In bianco e nero”

  1. Ecco, sono di nuovo qui su questo post che rileggo da giorni. Avrei voluto scrivere un commento ma ho delle difficoltà. Con il commento si intende. Altri post sarebbero meno difficili da commentare (magari studiando e/o ripassando qualcosa sulla Borgogna)
    Un commento facile e scontato per quanto sincero non mi viene. Quindi ho preferito il silenzio. Ma con il silenzio è difficile comunicare qualcosa, credo. Almeno per me.

    P.S.
    Già da tempi ho notato una cosa particolare: non sei (e non sei nemmeno l’unica) a scrivere qui da tempo eppure non sei nell’elenco degli Alterati. ; )

  2. Gentile Francesco,
    non ho capito se non riesci a commentare perché lo scritto non ti è piaciuto o per il contrario. Quanto a non essere presente nell’elenco degli Alterati è una scelta mia che condivido con l’altra Alterata, quella coatta. Ci piace la non apparizione, questa la lasciamo volentieri a DuCognomi.

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