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Francesco Beghi
Marco Bolasco
Giovanni Bietti
Fabio Cremonesi
Francesco Falcone
Ernesto Gentili
Giampaolo Gravina
Carlo Macchi
Alessandro Masnaghetti
Pierluca Proietti
Giampiero Pulcini
Gae Saccoccio
Marco Veneziani
“La bellezza culturale ed estetica italiana non appartiene solo alla Toscana, a Roma e a Venezia” questo il mio pensiero dominante nelle prime ore di visita a Brisighella, uno dei best kept secret riguardanti l’Italia in generale e il vino in particolare.
Una frase di Rabelais apriva ogni edizione della guida I Vini dell’Espresso nel periodo in cui la curavo con Ernesto Gentili: “bere senza pensarci è come non bere” (Gargantua e Pantagruel, 1532).
Diec’anni fa saliva ai Campi Elisi Giorgio Marchetti alias Ettore Borzacchini, unico esempio di scrittore, umorista e soprattutto goliarda che sapeva unire le doti di umorista, goliarda e scrittore come pochi e direi come nessuno.
Non se ne può più del caldo afoso, il quale – stranamente – si presenta sempre in estate. Tale ricorrenza, fra gli inconvenienti comporta anche quello di aver meno voglia di bere vino, considerato rischioso per la salute [gli spiriti e distillati invece vanno alla grande grazie all’epidemia di cocktail bar sparsi ovunque].
Il 19 agosto u.s. la visita inaspettata di un ispettore del SIB (Società Intromissioni Bluastre) mi ha messo sulla difensiva: per quell’organo di sorveglianza governativa il mio tasso di nazionalismo è sotto la quota minima dei condomìni di Roma Nord.
Alla fine dell’ultimo inverno mi è arrivata la bolletta bimestrale del gas, triplicata rispetto all’anno precedente. Per questo motivo ho rinunciato a comprare due bottiglie di vino; infatti, la scelta era o di scaldarmi tutti i giorni nelle prime ore del mattino prima di uscire e nelle ore tardo pomeridiane-serali una volta rientrata, o di ubriacarmi un solo giorno per ciascun mese dimenticando il freddo per poche ore e poi assiderarmi nel restante tempo.