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Francesco Beghi
Marco Bolasco
Giovanni Bietti
Fabio Cremonesi
Francesco Falcone
Ernesto Gentili
Giampaolo Gravina
Carlo Macchi
Alessandro Masnaghetti
Pierluca Proietti
Giampiero Pulcini
Gae Saccoccio
Marco Veneziani
Alla fine dell’ultimo inverno mi è arrivata la bolletta bimestrale del gas, triplicata rispetto all’anno precedente. Per questo motivo ho rinunciato a comprare due bottiglie di vino; infatti, la scelta era o di scaldarmi tutti i giorni nelle prime ore del mattino prima di uscire e nelle ore tardo pomeridiane-serali una volta rientrata, o di ubriacarmi un solo giorno per ciascun mese dimenticando il freddo per poche ore e poi assiderarmi nel restante tempo.
“Per le prime trecento pagine te la cavi, poi cominci a soffrire: non vedi l’ora di finirlo e sai già che ti dispiacerà finirlo.” Ner mentre che sur traghetto rollavamo verso Nantucket – l’isola dee balenieri – DuCognomi s’è espressa così sur mappazzone der Sor Melville.
Come scrive giustamente Jacopo Complain Bargello nel suo “Dove, come e perché bere Latour”* (1966), “non si può stappare un Latour, anche di piccola annata, e berlo immediatamente. È criminale. Occorre come minimo una mezza giornata di areazione, se basta. E spesso non basta”.
Alla fine della mia lontana adolescenza pescai nella fornitissima libreria dei miei genitori un libro pubblicato nel 1955 e lo lessi con gran divertimento; si trattava del “La vera signora” scritto da Elena Canino, un condensato di conservatorismo borghese tendente al patriarcato. Una lettura molto godibile di cui ancora ricordo diversi passaggi.
Nel Millenovecentottantaqualcosa un “équipe” di scienziati statunitensi – dendrologi, ingegneri acustici, tecnici del suono, chimici, eccetera – si è messa nella capa di svelare il segreto della qualità dei violini di Stradivari.
Niente accade per caso, nella vita e nel vino. Quando poi la vita e il vino si intrecciano in uno sviluppo inaspettato il risultato è un piccolo scossone durante la noia di una fiera ammosciata.
Non è una novità per chi è del settore che la da poco conclusa Prowein – una volta scoppiettante di presenze – sia stata un mezzo flop. Colpa di Parigi? Staremo a vedere.