L’influenza guidesca

visore moderno

di Faro “fat” Izbaziri

Non nel senso della capacità di influenzare bevitori e mercato, che è vivaddio evaporata da anni, ma nel senso della malattia influenzale che colpisce le guide in questo periodo dell’anno. Una sorta di aviaria, di H1N1. I sintomi? debolezza (della fiducia dei lettori), violenta astenia (dei compratori), temperatura alta (dei detrattori, che scrivono/parlano febbrilmente per infangare acriticamente tutte le guide: condannate in quanto tali).

Io la prendo con filosofia, e in certi casi anche con estimo e geografia astronomica. Mi fa tra l’altro sbellicare la tradizionale semplificazione ottobrina, quella di giudicare il lavoro di una guida unicamente sulla base della lista dei vini dalla valutazione più alta. Quale percentuale rappresentano tali etichette? il 2, il 5 per cento dei vini recensiti? Mah.

Bene, è ora, partiamo con i soliti: “hanno premiato il Palamide Asburgico 2005 di Rembrandt Scannapieco, pensa che coglioni”; oppure, simmetricamente: “non hanno premiato il Ramerino Classico Riserva 2006 della Tenuta La Trattenuta, guarda te che fessi”. “Ci sono solo 422 Verdicchio premiati, per un’area così importante è vergognoso”. “Guarda, c’è anche il Pallottoliere Brut di Contronori, sono dei venduti”. Et similia. Il tutto attraverso un visore dall’angolo visuale di 1,5 gradi.

Non ci facciamo mancare poi, in posizione nobilmente distaccata per l’altitudine del loro punto prospettico, i poeti della terra e i promotori e i facitori del  vino vero e/o naturale: signorilmente schifati da utensili rozzi quali punteggi, simboletti, categorie. Le quali ultime sono ritenute non categorie dello Spirito, si badi bene, ma stromenti da bottegai della critica enologica.

Vagonate di argomentazioni, dalle più serie alle più risibili, che perdono di vista l’aspetto più semplice della questione, nella sua disarmante ovvietà: non mi piace una pubblicazione? pazienza, non la compro, o se ci sono cascato una volta, non la compro più. Non mi risulta che, per essemplo, si discuta sul perché abbiano l’ardire di pubblicare Il Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Giornale, Il Foglio, Il Secolo Decimonono, L’Eco di Mogoro, Il Gazzettino di Piombino, etc etc.

Ammenoché, a nostra insaputa, nell’attuale delirio parlamentare non sia uscita una qualche legge italica che fa obbligo a’ cittadini di acquistare almeno una guida dei vini all’anno, pena sanzioni pecuniarie, o nei casi più gravi l’arresto da uno a sei mesi.
In questo caso avremmo davvero un problema (“in galera! in galera!).

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4 commenti to “L’influenza guidesca”

  1. al di la del merito, credo proprio che un giorno faro’ un vino e lo chiamerò con uno dei nomi citati. Il Ramerino classico riserva per es., andrebbe bene per un vermentino.

  2. grazie. A me piacerebbe fondare la Tenuta la Trattenuta.

  3. Ti sei scurdato di “con la speranza di farvi cosa gradita”

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