Continente Sicilia – Prologo

scala di Caltagirone

di Raffaella Guidi Federzoni

“Quest’estate torniamo in Sicilia. “

“Di nuovo? “

“Quest’estate torniamo in Sicilia per due settimane.”

“Due settimane sono troppe.”

“Due settimane bastano appena, voglio vedere anche l’Etna che ci manca.”

“Vuoi vedere i tuoi amici vinosi, l’ho capito.”

“Alle pendici dell’Etna c’è il più vecchio campo da golf siciliano.”

“Quel weekend c’è il British Open.”

“Esiste Sky anche in Sicilia.”

“Se andiamo via due settimane tanto vale non avere un orto.”

“Tanto vale aver generato un figlio che si prenda cura dell’orto.”

“Ma perché ancora in Sicilia?”

“Lo sai perché, sono venticinque anni, se non vieni ci vado da sola a festeggiarli.”

“Mmmhhh, garantito che mi fai guardare la finale del British Open?”

“Garantito.”

“Andiamo con la mia macchina, c’entra anche la sacca da golf.”

“Niente traghetto, però.”

“Niente traghetto. Hai altro da comunicarmi?”

“Sì, ho smesso di fumare.”

La campana cominciò a suonare verso le due del pomeriggio. Dalle persiane socchiuse arrivava il suono ritmato dello scampanìo. Due, tre tocchi distanziati, poi una pausa, poi una serie di tocchi vicini, quasi frenetici, poi di nuovo i tocchi distanziati. Così per almeno un’ora, impossibile dormire, nonostante la stanchezza provocata dal caldo.

 Erano arrivati in tarda mattinata dopo lo sbarco a Palermo. La traversata in traghetto era stata infame, ma la visione del porto all’alba li aveva rinfrancati. Avevano guidato felici lungo la costa fino al piccolo paese con il palazzotto nobile dove avevano preso dimora. Intorno c’era il giardino, cioè l’aranceto. Da qualche parte si sentiva l’acqua scorrere. I pavimenti di mattonelle erano freschi e le pareti alte ed imbiancate li avevano tranquillizzati.

In serata qualcuno gli spiegò che il suono della campana era dovuto ad un funerale. Il corteo lasciava la chiesa e raggiungeva il camposanto accompagnato dai rintocchi. Più lunga era la strada fra la partenza e l’arrivo, più lungo sarebbe stato lo scampanìo.

Per loro, reduci dal matrimonio, pensare ad un funerale era come pensare ad un viaggio su di un altro pianeta. Quello era il loro viaggio di nozze e quella era la Sicilia che avevano scelto come meta per l luna di  miele. Volevano un mondo diverso da scoprire. Furono accontentati.

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2 commenti to “Continente Sicilia – Prologo”

  1. santo circolo del golf dell’Etna, allora. senza quello sarebbe “saltato” tutto:-)

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