Archive for ‘Lucidi’

27 marzo 2012

Professione eno-pusher

di Raffaella Guidi Federzoni

Di recente un mio giovane amico – vabbé, decisamente più giovane – che svolge la mia stessa attività di eno-pusher in giro per il mondo mi ha confessato candidamente di non aver mai letto “Il Padrino” di Mario Puzo. Probabilmente non ha neanche mai seguito “I Soprano” e, ci metto la mano sul fuoco, mai visto “Big night” di Stanley Tucci.

In fondo me lo aspettavo. Oggigiorno si pensa che per svolgere questa professione bastino una certa pratica con le tabelle excel, la conoscenza mediamente buona dell’inglese, la faccia tosta e un blackberry sempre in funzione per far vedere che c’è in arrivo un’ e-mail più importante di chi ti sta di fronte.
Forse, ma non in New Jersey. Nessun abbinamento con la parola “mafia”, intendiamoci, solo con il concetto di “italo-americano”.

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23 marzo 2012

Talmente le richieste*

di Rizzo Fabiari

Nella sciatteria dell’italiano parlato attualmente mi deprimono molti caramogi: espressioni ripetitive, ridicole locuzioni modaiole, errori di pronuncia. Mi irrita la progressiva perdita del raddoppiamento sintattico, per cominciare. Di cosa si tratta? In italiano si raddoppia la consonante iniziale di una parola in diversi casi sintattici; per capirci con qualche esempio: si scrive “ho fame”, “ho sete”, “a presto”, ma si pronuncia, trascritto brutalmente, “hoffàme”, “hosséte”, “apprèsto”.

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20 marzo 2012

Da Falco a Falco

di Francesco Falcone

Ti aspetti una brulla nudità sciroccosa, un celeste esotico picchiettato dal verde della macchia e dal rosso dei peperoncini stesi a seccare (il famoso doping di Rino Ringhio Gattuso) e invece dovunque mucchi di mattoni, laterizi e scarti di materiale edile abbondonati lungo la strada.

Ti aspetti una terra baciata da Dio e dal Sole (o dal Dio Sole) e invece ecco una terra di nessuno nelle mani di tutti. Ruderi di case, capanne di cemento, paesini senza capo né coda, senza inizio e senza fine, e un incessante stillicidio di palazzi condominiali costruiti con sciagurata improvvisazione.

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15 marzo 2012

Semipazzi e semisaggi

di Fabio Rizzari

Torno su concetti già abbondantemente espressi altrove. Una sorta di Bignami del pezzullo “Psicopatologia del critico e dell’enofilo”, apparso a suo tempo in Enogea e poi nel blog espressico. Punto di partenza, Goethe: “i pazzi e i saggi sono ugualmente innocui. Sono i semipazzi e semisaggi che sono pericolosi”

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9 marzo 2012

Così, per caso

di Raffaella Guidi Federzoni

A volte, così per caso, proprio quando cerchiamo tutt’altro, ci capita di trovare parole scritte da insospettabili che ci fanno esclamare silenziosamente “È proprio così!”.
Mi è successo recentemente, immersa nella lettura di un’autrice che non è in cima alle mie preferenze e che ho sempre avvicinato con un certo pregiudizio. Troppo fredda, razionale, categorica. Troppo di moda, troppo citata. Troppo inglese. Per questo l’avevo scelta come compagna di uno dei miei viaggi, invece di trovare conferme in chi sapevo essere perfettamente in sintonia con i miei gusti. Ci vuole una sfida per tenersi svegli e attenti senza sprofondare nel torpore di un volo sempre lungo.

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8 marzo 2012

Corrispondenza


Trascrivo qui, per maggiore comodità di chi legge, lo scambio epistolare di queste ore con Josko Gravner. Come dice il buon Michel Bettane, “il vino è bevanda della civiltà”, e mi pare che anche una corrispondenza simile, che nasce probabilmente da un paio di fraintendimenti legati al post precedente, si muova nel solco di un confronto civilissimo.

Gentile signor Rizzari,
Mi permetto di scriverle dopo aver ricevuto da un mio cliente il suo articolo in riferimento a quello scritto dal sig. Scanzi.

Prima di decidere se farlo sono stato molto combattuto, perché non volevo rischiare di passare da quello che si lamenta se uno la pensa diversamente, o perché non apprezza i mie vini…se avessi avuto questi tipi di timori non avrei mai fatto i vin…i di oggi.

Nel 2011 ho festeggiato 44 vendemmie, ho iniziato presto, ho provato le tecniche più moderne per fare il vino, sono passato dall’acciaio, alla barrique… sono uno che non esegue una tecnica se prima non conosce tutti gli aspetti di questa. In 44 vendemmie ho cambiato spesso strada, e ogni volta lo fatto quando mi accorgevo dei limiti di quella tecnica…sia in vigna che in cantina.
E’ fondamentale conoscere le varie tecniche per poi giudicare i vari risultati. Oggi il mercato ha una attenzione in modo particolare per tutto quello che e’ Bio, compreso il Vino… è chiaro che molti di questi sono produttori hanno solo cambiato maschera. Il Vino per me è buono o cattivo! Bio, vini veri, macerati ecc … ecc… è l’ennesima moda, ma cio’ nonostante sono stato abituato a guardare oltre, il vino per capirlo va bevuto e non basta un bicchiere, ma capisco che questo per chi fa il suo mestiere e’ impossibile, ma e’ anche un limite…

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28 febbraio 2012

Il vino del Carso non è scarso

di Francesco Falcone

Ultima tappa vitivinicola verso est. Ultimi metri di terroir italico. Siamo in frontiera e come tutte le frontiere del mondo lembi di terra straordinariamente simili si dividono un po’ di qua e un po’ di là, tanto da far sorgere il sospetto che sia solo uno specchio che raddoppia la stessa prospettiva. Stessi colori, stessi macigni, stessi boschi selvaggi, stesse uve, stesse raffiche di vento. Improvvise e talora devastanti.

Il Carso ha tante facce quanti sono i suoi confini. Arido come la roccia e generoso come il colore della sua terra. Severo e ospitale, grigio e azzurro. La sua gente è bellissima: visi da turco e da austriaco inalberati su corpi snelli da giuliani; accento triestino e sguardo slavo.

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27 febbraio 2012

Dialogo svelto

Dialogo autentico, per nulla infiorettato, di una visita presso un’azienda tosca.
A tavola con un produttore e il suo enologo. Se ne offre trascrizione asciutta in stile persichettiano.

– produttore: “e questo è il Chianti Classico Tenuta XXX 2010”
– Ernesto: “uhm, certo che è molto ridotto…”
– enologo: “beh, sì, puzzicchia un po’, aspettiamo, l’ho preso direttamente dalla vasca”
– Ernesto: “forse era meglio prenderlo direttamente dalla doccia”