10 luglio 2017

di Fabio Rizzari
La più rivelatrice delle confessioni di Gioacchino Rossini conferma quanto l’intreccio tra percezioni sensoriali differenti possa essere inestricabile: “ho pianto tre volte nella mia vita: quando mi fischiarono la prima opera, quando sentii suonare Paganini e quando mi cadde in acqua, durante una gita in barca, un tacchino farcito ai tartufi”.
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7 aprile 2015

di Fabio Rizzari
Collocandolo inattaccabilmente nella sezione “oldies but oldies”, pubblico qualche frammento di un post espressico del 2009 dedicato a Madame Leflaive, sublime creatrice di vini dipartita ieri verso le vigne celesti: che, a giudicare dal lascito dei suoi vini, non saranno poi molto più grandi delle sue vigne terrestri.
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5 settembre 2014

di Rizzo Fabiari
Al netto delle notevoli difficoltà colturali, enotecniche, burocratiche legate alla produzione di un buon Sangiovese, resto alla parte che riguarda direttamente un critico, la valutazione del vino finito. Delle numerose variabili teoriche e pratiche connesse allo studio di una tipologia di vini, la stappatura di una bottiglia prodotta in una fase storica ormai lontana aiuta di solito a leggere meglio il presente.
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13 Maggio 2014

di Fabio Rizzari
[…] Arrivo da Roberto Conterno in un orario quasi notturno, abbiamo appena il tempo di fare due chiacchiere sulla nuova vigna (nel vigneto Cerretta, circa tre ettari se ricordo bene) e di riassaggiare i vini ora in commercio: Barbera 2006 (magnifica, intensa, aggraziata), Cascina Francia 2004 (in equilibrio unico tra note “scure” di idrocarburi e note “trasparenti” di fiori), Monfortino 2001 (monumentale, definitivo, ancora embrionale, da stappare nel 4010).
Con Roberto parliamo poi del solito, rimasticatissimo tema, la difficoltà per il consumatore di distinguere tra qualità reale e qualità scimmiottata, tra vino furbo e vino vero. Come orientarsi? cosa suggerire? Le risposte sono mille, provo a darne una.
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13 marzo 2013

di Rizzo Fabiari
È un mio pallino e ne ho scritto pochi giorni fa qui, nel blog espressico. Qual è, se esiste, il punto di vista più rispettoso delle proporzioni complessive nel valutare un vino? E più in generale, a quale obiettivo ideale deve tendere l’informazione, tutta la buona informazione? Lo si può capire in una trentina di secondi. Senza tanti giri di parole. In un vecchio ma ancora efficacissimo filmato del noto quotidiano britannico The Guardian.
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1 marzo 2013

di Rizzo Fabiari
Per chi non lo conoscesse, Jeremy Clarkson è il più famoso giornalista d’Inghilterra specializzato in automobili. Ha uno spazio regolare sul Times e conduce da anni Top Gear, che a quanto pare è la trasmissione della BBC più seguita in assoluto (250 milioni di spettatori in tutto il mondo). Anche se non siete appassionati di auto, vi consiglio caldamente di vedere una puntata di questa trasmissione (va su Sky, canale 401), o di leggere qualche suo commento in rete.
Poche persone incarnano meglio nella vita reale lo stereotipo dell’anglosassone dall’umorismo tagliente, sulfureo e iconoclasta.
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6 gennaio 2013

di Rizzo Fabiari
Per amore di verità, per la ricerca costante di un buon equibrio critico, e – soprattutto – per puro snobismo, trovo irritanti gli eccessi filoautoctoni degli ultimi anni: le conversazioni tra bevitori smaliziati sono oggi sature di rimandi ammiccanti al maglioppo, al bianchello mascarrese, al pizzangrillo grigio; simmetricamente, a vecchi amori rottamati quali chardonnay e merlot (scusate la parolaccia) si impone l’oblio e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
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15 dicembre 2012

di Fabio Rizzari
Per la degustazione comparata vale la nota boutade sulla democrazia: è un mediocre sistema di governo, ma è il migliore che conosciamo. Per dire, se un editore approvasse l’idea, un metodo interessante sarebbe di assaggiare un solo vino al giorno, anzi in due o tre giorni, per studiarne ogni minimo aspetto. Verrebbe fuori così una guida che recensirebbe una cinquantina di vini in tutto, ma estesa quattro o cinquemila pagine: per ogni bottiglia si scriverebbe infatti un vero e proprio trattato.
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