Archive for ‘Oldies but oldies’

18 giugno 2012

Le visite di Persichetti – standard version

di Alessandro Masnaghetti

Produttore
Ah, no! non può mica andare via senza avere visto la cantina.

Persichetti
Mi spiace, dai… ci sarà un’altra occasione… e poi ho già sbirciato.

Produttore
Dai, dai, dai… non se ne parla… e poi si fa in un attimo.

Persichetti e il produttore partono al piccolo trotto

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8 giugno 2012

Perle reloaded II

di Rizzo Fabiari

Seconda puntata dell’antologia di “perle” che ho raccolto in vent’anni di duro lavoro di revisione redazionale. Questa nuova selezione è forse meno rutilante rispetto alla prima, ma leggendo con un po’ di attenzione gli spunti per passare cinque minuti piacevoli non dovrebbero mancare.

matrimonio misto
un vino perfettamente riuscito, nel quale la ciliegia sposa il cuoio e la grande persistenza

indecifrabile
forse tra i banchi (e quindi negli avvolti di questa bellissima cantina plurisecolare) è venuta meno la carica dell’entusiasmo

Carmen Miranda
…dai delicati ed espressivi profumi di frutta, con la banana in testa

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28 Maggio 2012

Elenco provvisorio di luoghi comuni del vino – lista in aggiornamento

di Rizzo Fabiari

“I veri grandi vini sono i Borgogna e i rossi del Piemonte,
io bevo solo quelli”

variante del precedente
“I veri grandi vini sono i Borgogna e i rossi del Piemonte,
io bevo solo quelli, sennò al massimo vado sullo Champagne”

“I Bordeaux sono vini omologati”

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18 Maggio 2012

Fondi di bottiglia


Qualche anno fa si è svolta in un noto ristorante di Roma, La Pergola, una serata stratosferica e inarrivabile, durante la quale è stata stappata più o meno la metà dell’intero patrimonio mondiale di bottiglie d’epoca: per intenderci, i vini più “scarsi” erano Cheval Blanc 1934 e Clos Fourtet 1945. Tra i partecipanti, chef tristellati, collezionisti, grandi degustatori, uomini d’affari.

Non eravamo, ahimé, tra i fortunati commensali. Abbiamo avuto però la ventura di capitare il giorno successivo nel suddetto locale, che ancora scintillava di una debole luminosità residua, come dopo un’apparizione. Con l’aiuto del sommelier Marco Reitano (che è un amico e un collaboratore), abbiamo quindi potuto mettere il naso su qualche rimanenza, vale a dire nelle bottiglie lasciate dopo il sontuoso banchetto. Era con me Francesco Falcone, giovane ma già esperto collega che non ha bisogno di presentazioni, il quale a sua volta ha approfittato della rara eventualità.

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1 Maggio 2012

Amante dei cocktail (o dottor Frankenstein del vino)

di Fabio Rizzari

Se non siete dei calvinisti del vino, dei custodi della sacra ortodossia della fede enologica, se insomma avete un approccio sanamente laico alle vostre bevute, allora potete provare senza troppi sensi di colpa a “ritoccare” un vino che non vi soddisfa. Come? con la banale tecnica del vinaggio, o se preferite un termine meno enotecnico, del cocktail.

Avete aspettato troppo a stappare un vecchio Brunello, e quando vi siete decisi lo avete trovato un po’ stanco, piuttosto sull’ossidato, insomma sulla china discendente? Miscelatelo con un po’ di Chianti giovane, o di Rosso di Montalcino giovane, o di Morellino di Scansano (giovane, è ovvio).

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20 aprile 2012

La quintessenza della tradizione

di Giovanni Bietti

Borgogno, una firma che è davvero la quintessenza della tradizione: lunghe macerazioni (nonostante l’uso, molto cauto, dei rotomaceratori), botti rigorosamente grandi e usate, lunghissimo affinamento in bottiglia; un anno in più, mediamente, rispetto a quasi tutte le altre aziende della zona. La Riserva merita un discorso a parte: da sempre la Borgogno ha infatti stoccato grandi partite dei migliori millesimi per riproporli sul mercato dopo almeno dieci anni di maturazione; e l’azienda è infatti celebre in tutto il mondo per la disponibilità di vecchie annate, vendute tra l’altro a prezzi spesso più che ragionevoli (il listino attuale parte dal 1961, ma fino a qualche mese fa erano ancora disponibili piccole quantità di annate come il 1947, il 1952, il 1958).

Il Barolo Riserva Borgogno è un prodotto austero e longevo come pochi, ed è davvero raro trovare bottiglie ossidate, anche tra quelle reperite sul mercato. Più chiuso di molti altri Barolo (e perciò spesso penalizzato nelle degustazioni comparate), ha tuttavia alcune caratteristiche specifiche ed inconfondibili, prima tra tutti l’onnipresente nota di cioccolata o cacao amaro, che il lettore ritroverà in molte delle schede descrittive.

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21 marzo 2012

Perle reloaded

di Rizzo Fabiari

Pensando che fossero ormai un classico della letteratura enoica, qualche giorno fa mi sono narcisisticamente autocitato parlando con altri accademici (tra i quali Armando) della serie “perle” comparsa in varie tranche nel blog espressico. Ma ho scoperto che si tratta di tesori ancora in buona parte sconosciuti. In uno spirito di servizio tipo RaiStoria ne riproporrò quindi qua e là le vecchie puntate. Ecco la prima.

Oltre a bere vino, ho passato gli ultimi vent’anni nelle redazioni delle principali testate del settore, dal Gambero Rosso alle Guide dell’Espresso. Nelle fasi convulse della chiusura di una pubblicazione, la mia attività redazionale principale era – ed è tuttora – quella di “ripassare” le schede dei collaboratori. Questo significa spesso smontare e rimontare centinaia di testi, e soprattutto correggerne le espressioni improprie, inopportune o – non di rado – involontariamente comiche.

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