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Francesco Beghi
Marco Bolasco
Giovanni Bietti
Fabio Cremonesi
Francesco Falcone
Ernesto Gentili
Giampaolo Gravina
Carlo Macchi
Alessandro Masnaghetti
Pierluca Proietti
Giampiero Pulcini
Gae Saccoccio
Marco Veneziani
Niente accade per caso, nella vita e nel vino. Quando poi la vita e il vino si intrecciano in uno sviluppo inaspettato il risultato è un piccolo scossone durante la noia di una fiera ammosciata.
Non è una novità per chi è del settore che la da poco conclusa Prowein – una volta scoppiettante di presenze – sia stata un mezzo flop. Colpa di Parigi? Staremo a vedere.
Le mani nelle tasche del montgomery blu. Non fa freddo ma è un posto in cui tenerle, un modo per velare l’imbarazzo di essere solo, un po’ come fanno i bambini quando per nascondersi si coprono il viso.
Ner mentre che l’aereo se lasciava sotto ar culo Los Angeles, le spiagge, l’Oceano, e tutti i poracci [anche li ricchi so’ poracci lì, pe’ come magnano] DuCognomi me fa “Il sogno americano è diventato un incubo”. Tocca capilla, fa parte de na generazzione cresciuta colla colonna sonora dee Mamas & Papas, er rock-blues, er country, er pop, er folk, er Laurel Canyon, tutti mischiati ner California Sound.
“Possiamo chiederle il suo nome e la zona di provenienza?”
“Mi chiamo Primo Riondo e vengo da Barolo”
“Barolo Barolo?”
“Barolo Barolo”
“Allora, partiamo dall’inizio. Quando ha iniziato la sua attività?”
«Venutami vaghezza di conoscere onde nasceva il fiume, montammo tenendoci sempre alla riva; e non trovammo alcuna fonte, ma molte e grosse viti piene di grappoli: ed alla radice di ciascuna stillavano gocciole di vino puro» (Luciano di Samosata)
Non passi inosservata, arrivo per incontrarti. “Io solo cose belle”, premetti a casaccio; il verbo mancante e il Gimlet che ti ha preceduta mi dissuadono dall’approfondire. Io Tarzan, tu Jane. Chiedo un Martini Cocktail per compensare la tua molle stretta di mano.
Sere fa ho incontrato per caso in un locale un produttore veneto di vini veneti: un tipo coerente. Gli ho fatto qualche domanda di prammatica (ma che è poi ’sta prammatica?). Che uve coltivasse, come vinificasse, come affinasse; la solita zuppa.
Sulle pratiche agronomiche è rimasto sul vago; diciamo che ha mantenuto un certo riserbo sul diserbo.
Decenni di critica enologica e zero di enologia critica. Siamo pieni di viticoltori artigiani con i tatuaggi e i contadini sono tutti a guardare, arroccati sui loro trattori. Non piace più sentir parlare di luoghi di provenienza, viaggiare per vini significa trovare un posto dove sfondarsi. Siamo tutti orgogliosi che il guru naturale di turno ci dia udienza per donarci i suoi litri sfusi, riservati solo a noi e pochi altri milioni di avantgardmen/avantgardener.