Il motore a improbabilità infinita

di Rizzo Fabiari

Riuscire a ordinare un vino in un qualsiasi locale modaiolo di Roma senza passare per le forche caudine degli equivoci, della competizione più o meno strisciante con il responsabile della cantina, del gioco io ne so più di te no io ne so più di te no io etc, è un’eventualità improbabilissima. L’orrida moda dell’enogastronomia stende un velo appiccicoso su ogni relazione umana che abbia il vino come comprimario o peggio come protagonista. Un velo che rende nei fatti fallito a priori il tentativo di rilassarsi senza troppe complicazioni.

Ci vorrebbe un motore a improbabilità infinita per viaggiare nel tempo e tornare alla trattoria di fronte a Castel Sant’Angelo di Racconti Romani. Baratterei qualunque carta onnicomprensiva o anche territoriale o anche vinnaturalistica con l’unico vino a disposizione dell’epoca, per modesto che fosse.

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One Comment to “Il motore a improbabilità infinita”

  1. Ci sara’ pure qualche locale non modaiolo a Roma? Un posto, magari in un vicolo meno frequentato o in un quartiere meno centrale, che sia in grado di offrire calore, conforto ed una scelta accettabile senza prosopopea.
    Ti ci vedrei a barattare una chicca di Clos di qualsiasi cosa che abbia almeno due cognomi e abiti nei quartieri bene della Borgogna, per un fiaschetto frascatano d’antan.

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