Perché i comunisti mangiavano i bambini


di Carlo Macchi

Oramai che, grazie soprattutto al precedente presidente del consiglio italiano e ad alcuni quasi irrilevanti processi storici, la genia dei comunisti è praticamente scomparsa dal pianeta terra, mi sembra il caso di portare alla luce un’inquietante ma profondo studio effettuato in anni di pieno oscurantismo culturale da un antropologo (di cui per evidenti motivi, non farò il nome) di scuola lombrosiana.

Questo studio è dedicato appunto al cosiddetto “Comunista tipo”, che per molti anni ha imperversato anche nel nostro bel paese. Non si consiglia la lettura ai minori di 18 anni ed alle persone facilmente impressionabili.

“Analisi Antropologico-criminale delle tare ed anomalie fisiche e somatiche del soggetto definito “comunista”, con conseguente spiegazione razionale (fra l’altro) dei suoi particolari e come vedremo incontrollabili bisogni alimentari.”

Nel proseguo di questa relazione porremo l’accento sul soggetto definito di seguito e per convenzione “Comunista”. Analizzeremo la sua particolare struttura fisica e da essa deriveremo anche, in maniera inconfutabile, le ragioni delle sue abitudini alimentari. Dobbiamo premettere che ci accingiamo solo adesso ad esporre i risultati dei nostri studi, derivanti da anni di osservazioni tanto fruttuose quanto svolte nel più completo segreto, (per motivi che tutti possono ben comprendere), in quanto riteniamo di aver eliminato ogni ragionevole dubbio all’interno della nostra teoria.

Crediamo altresì che le seguenti rivelazioni porteranno immancabilmente a svelare la vera natura del soggetto in questione, con incredibile e certo vantaggio dei gruppi sociali nei quali questi esseri hanno creato il loro habitat. Ma anche questi poveri “rifiuti dell’evoluzione umana” (così amava definirli un mio compianto professore) ne trarranno indubbio vantaggio, potendo approdare definitivamente al loro “luogo naturale” nel quale, protetti da robuste sbarre, potranno essere studiati e tranquillamente osservati.

Iniziamo lo studio dei soggetti, (definiti d’ora in avanti solo come Comunisti), dalla loro particolare conformazione fisica, ed in particolare dalla forma del cranio, che da sola potrebbe risultare rivelatrice. Il cranio del Comunista, che tutti ritengono normotipo ma costantemente coperto da un copricapo di forma colbaccoide è in realtà esso stesso a forma di colbacco. La peluria o il pelo che riteniamo erroneamente parte del copricapo è in realtà parte integrante del cranio. Quest’ultimo ha quindi forma cilindrica ed in esso si trova un cervello di modeste dimensioni, anch’esso di forma cilindrica, ma dalle stesse misure per quanto riguarda il lato base e l’altezza .In alcuni soggetti si sono riscontrati cervelli con altre forme geometriche, ma tutte estremamente regolari. Da questo possiamo dedurre che i pensieri di tali soggetti sono molto lineari, raramente superano associazioni elementari e mai giungono a quel livello astratto che definiamo come fantasia. Solo in alcuni capi, sezionati subito dopo la cattura, si sono trovati segnali di attività cerebrale composita, ma del genere che noi definiamo “aberrantemente perfidoide”.

Dopo anni di studio sul materiale cerebrale, che normalmente ha colore rosso e consistenza prossima all’acciaio, abbiamo scoperto che tale livello di durezza e solidità porta inevitabilmente ad un tipo di pensiero duro e pragmatico, per niente propenso appunto, ad “ammorbidirsi” verso i più normali desideri o piaceri come accade, per esempio, agli esseri umani.

Una delle caratteristiche più strane, che si riscontra anche in tutte le altre parti del corpo, è la maggiore estensione della parte sinistra rispetto alla destra: infatti partendo da quello che definiamo seno frontale e cioè in pratica l’allocazione oculare, si riscontra un allargamento abnorme di quello sinistro. Anche il globo oculare è circa il doppio rispetto ai normali parametri. La cosa più interessante per quanto riguarda gli occhi è che il sinistro possiede quella che potremmo definire come “facoltà gatto” e cioè la possibilità di vedere perfettamente al buio. Questo serve ai comunisti per le loro cacce notturne, in perpetua ricerca di cibo, anzi dell’unico tipo di cibo che, come vedremo in maniera esaustiva, il loro organismo può accettare ed assimilare.

Un’altra caratteristica peculiare è che l’osso nasale è forato circa a metà della sua lunghezza. Questo permette ad una ghiandola secretoria particolare, che si trova al di sotto del suddetto osso, di svolgere una funzione che noi abbiamo definito “di richiamo”. L’iconografia classica ha sempre dipinto infatti i comunisti con tre narici commettendo, da un punto di vista scientifico, un grossolano errore. La natura infatti non crea mai organi che non abbiano una funzione ben precisa e nel caso della “terza narice” del comunista, questa risulterebbe completamente inutile in quanto il compito di immissione-emissione di aria per la respirazione viene svolto egregiamente dalle altre due (anche perchè i comunisti hanno in genere nasi e narici piuttosto grosse). La “terza narice” esiste, ma si trova come dicevamo all’incirca alla metà del naso e svolge tutt’altra funzione. Questo terzo foro ha il compito di permettere alla ghiandola succitata, che abbiamo definito “di richiamo” o più appropriatamente “caramellatoria”, di emettere profumi di dolciumi, caramelle, cioccolate etc. Questi aromi, particolarmente graditi alle loro prede, li portano ad avvicinarsi, facilitando così il compito della cattura.

Non abbiamo riscontrato particolari anomalie negli organi dell’udito, sia interni che esterni, mentre peculiari caratteristiche abbiamo riscontrato nella bocca e negli organi atti alla masticazione e deglutizione. Il labbro superiore è molto sviluppato e normalmente si sovrappone a quello inferiore: questo permette ai quattro enormi canini frontali di risultare perfettamente coperti. Dietro a questi quattro denti si trovano i premolari ed i molari: i denti dei comunisti non sono infatti posti a semicerchio, ma in tre file, sia superiori che inferiori. Questa caratteristica gli permette una masticazione-triturante praticamente perfetta, con notevole diminuzione dei tempi di digestione e quindi con minor affaticamento degli organi digerenti che, come vedremo in seguito, sono la parte del loro corpo più debole e soggetta a traumi e malattie.

Di regola i comunisti, sia di sesso maschile che femminile, possiedono due robusti arti anteriori, terminanti con cinque dita, la sinistra munita alle estremità di larghe e robuste propaggini ossee, che in un primo tempo avevamo scambiato per unghie. A questo punto occorre fare un passo avanti e parlare subito dei polmoni dei soggetti in questione. Le prime volte che sezionavamo i corpi di questi esseri non volevamo credere ai nostri occhi. I polmoni infatti non sono due, ma uno solo, e questo è posto a sinistra e di solito non è molto grande. Ci ponemmo subito il problema di come riuscissero ad ossigenare tutto il sangue che il grossissimo cuore ( quattro volte circa quello di un essere umano) pompava in tutto il corpo. Per molto tempo non riuscimmo a risolvere il mistero e dobbiamo ammettere che la soluzione è giunta a noi quasi per caso, grazie al classico “colpo di fortuna”. Avevamo isolato un soggetto particolarmente difficile e lo tenevamo sotto stretta sorveglianza. Ci meravigliò subito il fatto che, nonostante si trovasse da solo, continuasse regolarmente ad alzare il braccio sinistro ed a stringere il pugno nel caratteristico gesto che tutti credono (ed anche noi sino a quel giorno) di saluto e riconoscimento. Incuriositi costringemmo all’immobilità il soggetto e studiammo accuratamente l’arto sinistro. Ci trovammo di fronte al primo caso, in pratica, di circolazione extracorporea riscontrata in un essere vivente. Le grandi e larghe unghie in realtà sono dei prolungamenti ossei molto porosi, percorsi da migliaia di piccolissimi capillari, nei quali il sangue può scorrere a comando.

Cercando di chiarire ulteriormente: la scarsa capacità polmonare dei soggetti ha inevitabilmente portato madre natura a creare un’altra strada per l’ossigenazione sanguigna. Questa strada è composta dal blocco “braccio-mano-unghie”, che può essere attivato a piacimento dal soggetto. Quando un comunista alza il braccio sinistro e contemporaneamente stringe il pugno, si attivano le migliaia di capillari nelle larghe “unghie”. Questi capillari portano il sangue (grazie anche alla notevole porosità delle “unghie”) praticamente a contatto con l’ambiente esterno e quindi con l’ossigeno in esso contenuto. Il gesto che noi riteniamo come un saluto in realtà è il secondo modo che questi esseri hanno per “respirare” o più precisamente per rifornire il sangue di ossigeno.

Il braccio destro non mostra particolari anomalie, come del resto il torace. Quest’ultimo è coperto da una folta peluria, che è presente anche su tutto il resto del corpo ed è dello stesso tipo di quella presente sul cranio. Anche gli arti inferiori, di solito molto muscolosi, possono rientrare in tipologie conosciute. Gli organi riproduttivi sono anch’essi simili a quelli umani, anche se nei maschi la misura del pene non supera mai i 7-8 cm. in erezione.
Ma come detto in precedenza, le vere differenze sono all’interno del corpo!
La maggiore riguarda i loro organi digestivi.

Questi non sopportano assolutamente alcune sostanze. Per i Comunisti è mortale ingerire sostanze contenenti ormoni definiti in maniera generale “della crescita”,”sessuali” o più scentificamente androgini ed estrogini. Lo abbiamo potuto dimostrare somministrando a delle cavie carne che loro ritenevano di bambino (infatti qualsiasi comunista si rifiuta di mangiare altri tipi di carne). La morte, dopo atroci tormenti sopraggiungeva al massimo nell’arco di quattro ore, per completa ed inarrestabile degenerazione dei tessuti dello stomaco e del fegato, con conseguenti emorragie generalizzate. Ripetute prove di laboratorio ci hanno fatto isolare l’elemento che causava tali tracolli: questo, o meglio questi, sono, come detto in precedenza, gli ormoni androgini ed estrogeni, presenti in tutti i soggetti viventi ma non in giovanissima età.

Occorre adesso sottolineare bene questo punto, che è alla base della comprensione del tipo “comunista”. Possiamo infatti dimostrare, senza il minimo dubbio o la minima incertezza che i comunisti mangiano i bambini in quanto qualsiasi altro cibo sarebbe per loro letale. Infatti sia il corpo umano che quello di tutti gli altri esseri viventi, dopo alcuni anni dalla nascita, inizia la produzione di tali tipologie di ormoni. Il comunista quindi non ha altra soluzione, essendo un animale carnivoro, di cibarsi di carni particolarmente giovani, in cui tali ormoni non siano presenti o lo siano in forma latente. Sorgeva in noi allora spontanea la domanda del perchè i comunisti non mangiassero la propria prole. In effetti avevamo assistito, immediatamente dopo alcuni parti, al maschio che toglieva il cucciolo alla femmina e ne faceva un sol boccone, ma questa pratica non avveniva spesso, anzi molto ma molto raramente. Abbiano trovato la spiegazione di ciò nel fatto che i cuccioli dei comunisti sviluppano fin dalle prime ore di vita gli ormoni succitati, divenendo così immangiabili per i loro simili. La fitta e dura peluria che li ricopre sin dalla nascita – e che tra l’altro è motivo di seria preoccupazione per la madre durante il parto – è la dimostrazione che tali ormoni sono già all’opera.

Fino a questo punto abbiamo parlato del comunista tipo, come si può ritrovare in libertà. Noi abbiamo studiamo per la maggior parte questa razza, praticamente introvabile però nei paesi dove i comunisti, una volta allontanatisi dal loro habitat originario, si sono stabiliti. Il comunista, così come lo vediamo in occidente, non si deve a mutazioni genetiche spontanee, ma bensì a plastiche a cui ogni comunista viene sottoposto obbligatoriamente intorno ai 6 mesi di vita. Tali operazioni, effettuate esclusivamente sulla loro terra madre, hanno lo scopo di rendere ogni soggetto praticamente uguale, dal punto di vista estetico, ad un essere umano. Ovviamente le plastiche non possono cambiare gli istinti e soprattutto i processi interni, che rimangono praticamente identici. Bisogna stare quindi molto attenti: comunista potrebbe essere chiunque; potremmo essere circondati da comunisti e non accorgersene fino all’ultimo momento, quando quello che ritenevamo un caro amico od un parente stretto, non si avvicina al nostro pargolo e con un morso gli stacca la testa.

Concludo però affermando che è inutile creare panico nella popolazione. I comunisti non possono assolutamente causare danni alle persone adulte o comunque ai bambini al di sopra dei 10 anni di età. Ripeto che non mangiano i bambini per cattiveria, ma perché, essendo carnivori, questo risulta praticamente il loro unico cibo. Il consiglio finale è quindi solo quello di cercarli, stanarli e rinchiuderli in campi adeguati dove, sotto stretta sorveglianza, potranno comunque vivere.

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4 commenti to “Perché i comunisti mangiavano i bambini”

  1. Медленное пережевывание пищи приводит к набору лишнего веса, шокировали своими выводами специалисты из университета штата Айова. Ранее считалось, какой чем неторопливее ловкость еды, тем быстрее утоляется впечатление голода и уменьшается выработка гормона грелина. Таким образом дозволено снизить сложность употребляемой еды, однако не уменьшить значение, говорят ученые.

    trad google
    Lenta masticazione del cibo che porta ad aumento di peso, scioccato dalla loro scoperte da specialisti della University of Iowa. In precedenza si pensava, che la destrezza di un pasto, la fame esperienza più veloce bonificato e diminuisce l’ormone grelina. Così permesso di ridurre la complessità degli alimenti lisi, ma non riduce il valore di, per esempio ricercatori.

  2. Interessante compagno. Dasvidania.

  3. Orca Carlo, meglio della tesi di mio nonno Giovanni che ebbe come relatore l’immortale professor Lombroso. Da osservazioni puntuali direi però che il tipo di ominide a cui ti riferisci è attualmente estinto, e giammai ebbe reale vasta diffusione. Anzi, la sua presenza fuori da bacino del Volga è più frutto di leggende che di reali avvistamenti. Da noi invece è assai diffusa la sottospecie Bersanicus, caratterizzata non dal folto pelo capelluto ma anzi da diffuse stempiature, pancetta in agguato e decisa indole scrivaniesca. Questa specie è endemica nell’Italia centrale o più generalmente appenninica, è attratta non dai bambini ma da un particolare alimento (detto salsiccia alla griglia) che essi preparano in tradizionali riti tribali indicati come “feste dell’Unità”, unità con cosa non lo si è mai ben capito essendo la specie tendente alle faide, ai sottogruppi faziosi ed in continua lotta tra di se per il predominio. Trattasi di specie fortemente territoriale, con profonde radici in enti pubblici e controllate. Gli elementi dominanti li si riconosce per una particolare conformazione della parte prossima alla coda detta “sedere da carica pubblica”, che si attacca pervicacemente a qualunque poltrona importante gli venga anche temporaneamente affidata. Sono costituiti in potenti clan familiari, che tendono a mantenere il potere generazione dopo generazione scacciando con indignazione e tipico fare scandalizzato ogni sfidante esterno al proprio gruppo. Dopo un lungo periodo di pelami uniformi tendente al rosso, ritenuto stinto dalle sottospecie più aggressive, ultimamente la razza ha evidenziato la presenza di una componente a pelo bianco detta anche a scudocrociato; si ritiene che questa mutazione sia in realtà il rientro di un gruppo di cripto Bersanicus che in passato si mimetizzavano all’interno di altre specie di ominidi detti conservatori, con finalità non ben chiarite dalla scienza moderna. Entrambi i tipi, nonostante il pelame difforme, condividono l’appetito per un bene immateriale su cui gli antropologi si interrogano da generazioni, un curioso idolo identificato in genere con il curioso soprannome di “sedia” o “seggiolone”. Cosa poi ne facciano non è ben chiaro perché in genere il maschio (rigidamente tale, le femmine non sono ammesse) che lo occupa dopo lotte furiose poi si limita ad aggrapparcisi, guardando con fare minaccioso i possibili contendenti. Come detto la razza è endemica dell’Italia appenninica, e tutto fa pensare che lo sarà a lungo anche perché non particolarmente dannosa per l’ambiente e priva di competitori naturali.

  4. Oramai siamo ai comunisti OGM. Comunque tienimi lontani i bambini.

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