Capodanno blues

auguri di Rockwell

di Shameless

Sì, sì, certo che scriverò di vino. Questo è un blog dominato dall’argomento, con qualche deviazione alterata. Per cui mi ci sto mettendo sotto per far entrare il vino anche nel blues pre-Capodanno. Che poi, in effetti, si tratta di pochi secondi, giusto il tempo di contare al contrario da 10 a 0 e poi BUM! Chiuso un anno se ne aprirà un altro.

Ogni Natale – sta sicura – c’è sempre un’amica che ti regala un tanga rosso*, e tu, grazie me lo metto a Capodanno. Ora, se c’è un indumento più scomodo del reggicalze è il tanga. A meno che tu non abbia le mele piatte di una modella anoressica. Se invece sei dotata di un posteriore riccio e carnoso come ogni femmina degna di tale nome, è una sofferenza.

Divago, torniamo al vino.
C’è chi ha già cominciato a potare, su in montagna. Invece di andare a sciare, si è coperto bene, indossato guanti, preso le forbici e se n’è andato in vigna. Chissà come sarà questa nuova annata, i lavori sono sempre gli stessi, il risultato ogni volta diverso.

C’è chi ha tirato su da cantina quelle bottiglie speciali, pazienza se fra chi le berrà ci sarà qualcuno a cui non piacerà e non capirà il perché del costo alto. Il vino che si offre agli altri è una parte di noi che si da via. Di noi innamorati ancora di un mondo mutevole radicato nella terra.

C’è chi se n’è andato a celebrare lontano e invece chi non si schioda da casa. Ai primi auguro di bere qualcosa di diverso dal solito, non necessariamente migliore, ma almeno diverso. Agli altri auguro di aprirla, ‘sta casa da cui non si schiodano, e far entrare amici pronti col bicchiere in mano.

C’è chi è già affaccendato ai fornelli, io non ho ancora idea di cosa cucinerò, se cucinerò. Però so già cosa berrò. Una bottiglia regalata, tenuta da parte proprio per la notte di Capodanno. Più o meno so anche con chi la berrò, più o meno.

Andrà così: saremo in pochi, ma almeno in due, quindi più che sufficienti. La prima bottiglia verrà stappata, assaggiata, approvata. Qualcosa di buono da mangiare, una tovaglia pulita, i bicchieri giusti. Una candela accesa, il fuoco in movimento. La conversazione sarà allegra, spiritosa. Nessuno si sognerà di ricordare, se non per riderci sopra. La seconda bottiglia, perché no, proprio quella lì. Con calma, arriverà l’ora, l’unico momento in cui la televisione sarà accesa. Fuori ci sarà il bagliore di qualche fuoco d’artificio. Un paio di sms, quelli più cari al mio cuore.
Poi bacerò e sarò baciata.
La bottiglia finita, i bicchieri vuoti e un nuovo anno.

* Per amore del vero, questo Natale al posto del tanga è comparsa una copertina di pile (il tessuto, non quelle cosine cilindriche che danno energia), quasi quasi ci sono rimasta male.

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5 commenti to “Capodanno blues”

  1. Il tanga: mia moglie mi dice: ti piacerebbe metterti un filo dentale tra le chiappe? Auguri a tutti.

  2. La riflessione in cantina per la scielta (con la i) delle bottiglie è stata più breve del solito: stasera vo sul si’uro con alcuni grandi classici, tra i quali – dopo assai tempo – un buon Sassicaia. Buon hanno (con l’acca), appena ci si rivede distribuisco le spillette con il logo alterato.

  3. C’è chi va a fare il papà, per una volta al riparo da trasferte. Auguri!

  4. L’alterazione ci salverà.
    Buon anno a tutti quelli che son passati di qui, anche solo per una sbirciatina.
    A presto (?)

  5. Buon anno a tutti… che il 2014 ci possa portare, a noi semplici lettori, tanti scritti ALTERATI. Auguri.
    Emidio Petrucci

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