Se non è zuppa, è pan bagnato

Fagioli

di Shameless

Ogni tanto ritornano, o forse non se ne sono mai andati. Mi riferisco agli articoli, libri, interviste, video in cui i figli dei figli dei nipoti dei pronipoti di chi risiedeva nelle Americhe secoli fa se la prendono con Cristoforo Colombo, brutale invasore, saccheggiatore, violentatore, spanditore di malattie e distruttore di civiltà.

Lascio ad altri tutto ciò, compreso il dubbio che l’omo non fosse italiano, forse francese (!), magari spagnolo. Per me era genovese, l’Italia a quei tempi non s’era ancora desta.

Lascio ad altri il piagnisteo accusatorio nei confronti di chi in passato ha vinto e conquistato.
Oggi in codesto contesto alterato applaudo al Comandante Colombo e alla sua ciurma per aver portato doni inestimabili per la posterità europea affamata, in particolare

IL FAGIOLO

Non è che dalle parti nostre non ci fossero esemplari simili, ma, come dire, erano sub sahariani e meno appetibili.

Com’è, come non è, il Paheseolus Vulgaris è diventato parte integrante della nostra tanto amata cucina povera et mediterranea. La carne del contadino.

Non sono contadina, ma povera e mediterranea sì, due su tre. Indi per cui, mi pregio di consigliare la seguente ricetta che può essere eseguita da qualsiasi imbranato/imbranata ai fornelli. Se siete cucinieri provetti non avete bisogno di leggere per imparare, lo sapete già da per voi come si prepara una

ZUPPA DI FAGIOLI

Leggete per divertirvi o dissentire, male non fa.

INGREDIENTI INDISPENSABILI

Fagioli secchi, 1 kg circa. Come varietà consiglio il Fagiolo Borlotto, maschio e carnoso. Il Fagiolo Cannellino è troppo delicato, un poco gay, va bene per altre preparazioni più raffinate e metrosexual. Tutte le altre varietà mi sono sconosciute e quindi non le posso consigliare.

Bietole o spinaci, o tutti e due.

Acqua fredda, abbondante. Se dalle vostre parti l’acqua puzza di varecchina non fasciatevi la testa, a forza di bollitura l’odore se ne va.

INGREDIENTI OPZIONALI

Quel che volete, sebbene personalmente consideri l’ananasso e le fragoline di bosco poco adatti.

ESECUZIONE

Al mercoledì mattina andate al mercato e comprate un kg di fagioli secchi. Ne pomeriggio metteteli in un catino capiente e copriteli con acqua fredda. La sera, dopo l’ultimo tiggì, controllate il livello di acqua, aggiungetene altra per sicurezza.

Al giovedì mattina, stessa operazione di ricopertura, poi andate al lavoro o dove vi pare.

In serata, sfranti dalle incazzature quotidiane, rallegratevi, inizia la fase B.
Prima di cena scolate i fagioli e sistemateli in un pentolone, sempre ricoperti bene di acqua fredda. Aggiungete un paio di rametti di rosmarino, un pizzicone di sale grosso, due spicchi di aglio spellati. Avviate la cottura, a fuoco vivace prima, poi moderato. Il pentolone deve essere ricoperto ed il livello dell’acqua deve essere mantenuto sempre al di sopra di quello dei fagioli.

Cenate, guardate il vostro talk show preferito o la centonovantesima puntata di una qualsiasi soap, cazzeggiate su Fèisbuk, trastullatevi come vi pare per almeno un paio d’ore. Ogni tanto controllate il livello dell’acqua.

Consiglio di utilizzare la cappa aspirante che sicuramente avete sopra i fornelli. Questo per evitare una condensa spessa come la nebbia in Val Padana ed olezzante come un cassonetto per rifiuti organici.

Prima di coricarvi, spegnete la fiamma sotto il pentolone, incoperchiatelo di nuovo ed areate il locale. Lasciate i legumi riposare pacifici.

Il venerdì mattina, arzilli e lieti in previsione del weekend, andate al lavoro tranquilli, siete sulla buona strada.

Venerdì pomeriggio passate dal fruttivendolo o al supermercato, questo nel caso non abbiate un orto a disposizione. Procuratevi un fascio di bietole, o spinaci, ed altro – vedi la voce “ingredienti opzionali” -.

Tornati a casa, di buona lena preparate un battutino* misto di carota, cipolla e sedano. Mettetelo a soffriggere in quattro/sei cucchiaiate d’olio d’oliva sul fondo di una pentola capace dal fondo spesso. Quando la cipolla diventa trasparente buttateci sopra il fagiolame con tutta la sua broda, il rosmarino (senza la parte legnosa) e l’aglio. Spezzettate grossolanamente la bieta e/o gli spinaci, che avrete preventivamente lavato e, nel caso della bieta, privato della costola bianca e dura. Aggiungete la verdura ai fagioli, mescolate bene. Aggiungete dei pomodori pelati a gusto vostro, un pizzico di peperoncino che è un po’ blasfemo ma a me garba, sale e pepe senza esagerare.

Mescolate bene, aggiustate con un po’ d’acqua calda e incoperchiate. Abbassate la fiamma, avviate la cappa aspirante e dedicatevi al sudoku.

Ogni tanto controllate che i fagioli non si attacchino, ma andateci piano con eventuali aggiunte di acqua, questa è una zuppa non un brodo.
Dopo circa un’ora e più, la zuppa è pronta. Mangiatene pochina su di un paio di fette di pane bruscato ed agliato, con un filo d’olio nuovo.
“Perché pochina?” Vi chiederete, dopo che avete riempito un pentolone da caserma e dedicato tante ore alla preparazione, ore rubate alla copula o al sonno.

Perché, codesta ricetta ha un valore solo se viene considerata a media-lunga scadenza. La maggior parte della zuppa base, conservata al fresco, sarà la zuppa “madre” che nel corso dei giorni successivi riscalderà le vostre cene, solitarie o in compagnia. Ogni giorno sarà più buona, se avrete l’accortezza di aggiungere altri ingredienti a vostra scelta, dalle cotiche di maiale alla zucca, dalle cocce di parmigiano sopravvissute ai frammenti di pollo avanzati dal pranzo domenicale.
A casa mia non si butta niente.

AVVERTENZA FINALE

Questa è una ricetta che presuppone l’uso dei fagioli secchi, con quelli in barattolo non ha senso. Se pensate di non aver tempo, sbagliate, per le cose buone il tempo si trova sempre.

*voce vernacolare per definire un insieme di ortaggi tagliuzzati finemente.

 

 

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