Quando il diciassette non porta sfortuna


di Snowe Villette e Raffaella Guidi Federzoni

Ahò! Po’ esse’ la temperatura giusta pee bottije, ma me se stanno a gela’ le chiappe!

Shhh, non farti subito riconoscere, siamo qui per degustare, vedrai che ci scaldiamo.

Me raccomanno nun fattela scappa’, che pe’ anna’ a fa pipì ciai da attraversa’ l’Artide e l’Antartide.

Almeno si vede qualcosa di bello e artistico mentre sali e scendi verso la toilette.

Mannaggia a ‘sto tavolo che sta ner mezzo daa Corrente der Golfo, l’ha detto puro la Pinguina che ce segue.

Zitta, concentrati, ho bisogno di te per capire meglio come è e come sarà l’annata duemiladiciassette del Brunello.

Ma noi sèmo l’ultima ròta der carro, se so’ già pronunciati li oracoli der monno de qui e dde là.
Non mi curo dell’Osanna o dell’Alleluia, voglio solo la conferma relativa a una denominazione e a come viene interpretata nel Terzo Millennio una vendemmia dall’andamento climatico così variabile e imprevedibile.

E me spieghi io acchette servo?

Tu sei più sincera di me e meno condizionata. Ora però taci e assaggia.

Ahò! So’ passate du’ ore secche e sei più indietro de tutti quanti.

Ho il mio metodo, non mi interessano gli altri fenomeni dell’assaggio veloce.

Beh, chette pare ‘st’annata prima complicata, poi semplice, poi bbòna, poi più meglio?

Per ora mi sto orientando: i colori vanno dal rosso rubino scarico e tendente al rosa a quello fin troppo concentrato e piuttosto fosco. La maggior parte si concede più al naso e meno in bocca come deve essere in questo stadio di affinamento in bottiglia. I vini non sono eccessivi nelle ambizioni, nel migliore dei casi hanno un bel frutto rosso, a volte timido ma sempre percepibile. Poi avverto una gran varietà di erbe di campo stropicciate, qualche spezia, qualche mirtillo o prugna qua e là.

Me pare che cor legno so’ stati accorti, nun se sente ppe gnente. Se so’ alleggeriti le mano, puro colla categoria Abarth che però se chiama Vigna.

Insomma, non sempre, una minoranza continua a esserne vittima, per schermarsi lo chiamano “sentore Boisé” che fa più fino in positivo e non in negativo. In qualche caso c’è troppa alcolicità, ma gli ho concesso l’attenuante del momento di transizione.

Aamo finito? Me sta a veni’ na fame boia e te sei magnata tutti li grissini in dotazione.

Per forza, tu annusi o assaggi appena, sono io quella che lavora sul serio. Manca poco allo scadere del nostro turno, poi ci sbatt…, ehm, invitano a uscire.

Allora chemmedici lavoratrice der braccio e der penziero?

Mi è piaciuta la prova della maggior parte dei produttori assaggiati. C’è maturità e consapevolezza nel saper affrontare le difficoltà oggettive e anche nel saper continuare ognuno con la propria interpretazione del Sangiovese di queste parti. Non solo, c’è attenzione anche a quello che ormai il prosaico mercato si aspetta.

Spiegate mejo che io so’ dura de comprendonio.

La decisione dei tempi di raccolta, la gestione della vigna e l’età delle piante hanno salvato il salvabile in modo intelligente e portato in cantina abbastanza uva sana e non surmatura o cotta. Poi qualcuno ha fatto casino, per inesperienza o voglia di fare il vino “secondo loro”, con la presunzione di piegare un prodotto come gli pare.

Famme quarche esempio.

Ecco qua: “Colore: rosso rubino spento.
Naso: evoluto e animale.
Bocca: deludente, alcolica, esagerata.
Vanesio: 6.”

Diranno che se tratta de na boccia sfigata. Quello è un vino che tutti janno già dato er massimo.

Mah, vorrei sperarlo, ma ne dubito.

Sei stitica ner vocabbolario: frutta rossa, fruttini rossi, frutta rossa matura, erbe di campo, erbe mediterranee, erbe officinali. Addostanno er limoncello tunisino, er gelso islandese, la panca de chiesa ispanica, er tabacco der Kenya e la capra afgana?

Ma dai, ho indicato anche pepe bianco e nero, Helycrisium, carne rossa, carne secca, carne affumicata, mirtillo, prugna. Comunque, se vuoi la capra afgana, eccola:

“Colore rosso rubino medio.
Naso: animale, difettoso, una presa di culo.
Bocca: meno incasinata del naso, comunque deludente e irritante.
Incomprensibile: 6.1/2.”

So’ sicura che manco mezzo dee critici sarà d’accordo con te.
Ci puoi giurare, tipo per questo che piace alla gente che piace:
“Colore: rosso rubino fosco.

Naso: impronta animale, qualche slabbratura e troppo evoluto.
Bocca: squilibrata, quasi anziana.
Impreciso: 7-.”

Prima d’annassene me spieghi che c’azzecca er prosaico mercato drento a ‘sto conclave?

Io voglio capire come il cliente finale medio, non solo quello che si basa sui punteggi e le recensioni, potrà recepire questa nuova onda di Brunello di ultima annata. La mia sensazione è positiva, non solo per la qualità oggettiva della maggioranza assaggiata, anche per la consistenza nello stile dei singoli che fidelizza il consumatore e per l’attinenza con il sangiovese di qua. Tutto questo non è per niente scontato, ma da qualche anno sono molto più fiduciosa.
Il resto lo lascio a chi il vino lo racconta: vendemmia meno brillante delle precedenti, prova comunque superata, vini emozionanti sì-no-così così, quello meglio, quello peggio, quello super, quello imperdibile. Anche le sbrodolature sulle Riserve e le ipotesi sui Rosso – meglio farlo e dimenticarci il Brunello? – non sono argomento da affrontare per me adesso.

A tutti i vini hai appiccicato una lapid…, ehm, targa finale insieme al voto scolastico. Che ai tempi tuoi lontani se partiva da uno e s’arrivava a dieci.
Lo faccio sempre, ecco le targhe in ordine di assaggio:

Un bel Rosso di Montalcino – Classico – Fuori zona – Incoraggiante – Banale – Semplicistico – Interessante – Poco stimolante – Troppo avanti per l’età – Sbagliato – Presuntuoso – Ruffiano con classe – Impeccabile – Sperabile – Adolescenziale – Peccato – Affaticato – Vanesio – Primordiale – Tosto – Autentico – Presuntuoso – Enigmatico – Liscio ma non gasato – Promettente – Interrogativo – Giusto – Ammaliante – Volonteroso – Consistente – Pretenzioso – Generoso – Rustico – Ineccepibile – Preciso – Gioioso – Mancato – Ben Gestito – Allumeuse – Incomprensibile.

Vie’ qua, damme er braccio che stai a sbarella’. Quanno te passa la nebbia e scrivi pella Accademia, mettece armeno i giudizzi dee migliori, sennò sembra che conta solo er peggio.
Eccoti accontentata, i due col punteggio più alto:

Colore: rosso rubino di media intensità.
Naso: fresco, pulito, frutta e carne rossa, pepe nero in sottofondo.
Bocca: piena, scorrevole accattivante.
Generoso: 8.1/2.

E
Colore: rosso rubino concentrato e fosco.
Naso: come da copione, erbe mediterranee, erica, alloro, spezia appena dolce, frutta rossa matura.
Bocca: deliziosa, ancora da svilupparsi pienamente.
Ben gestito: 8.1/2.

Me raccomanno, nessun nome, né cognome.

Nessuno.

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