Volare, oh oh

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di Shameless

Che ore sono?
Nel luogo di partenza circa mezzanotte, in quello di arrivo circa le sei di mattina. Qui per aria, le tre di notte. Credo, non ne sono sicura.

Dipende se stiamo sorvolando la Mongolia o il nord est indo-tibetano. Se si dovesse precipitare preferirei il deserto mongolo alle cime innevate dell’Himlaya. Odio il freddo.

Prima del decollo ho inviato i messaggi giusti. Le ultime parole devono essere amorevoli e dense di significato perché saranno quelle ad essere ricordate, non il mezzo secolo di vita precedente. Quindi è inutile scrivere “vaffanculo!” , molto meglio “tutto il mio amore” a chi tocca, tocca.

Sto delirando, mi sono addormentata per due ore, o cinque minuti, non so. Come sottofondo avevo la voce originale di George Clooney in un film troppo parlato. Qualcosa riguardo agli americani colti ed istruiti, salvatori delle opere d’arte europee durante la seconda guerra mondiale. Un sacco di attori bravi completamente sprecati.

Uno dei lati negativi del volare spesso è che i film buoni da vedere si esauriscono. Ora mi guardo Anchorman 2, almeno fa ridere.

Forse la colpa è di quelle due bottigliette di vino elvetico. Certo, la linea aerea è svizzera e loro, puntualmente come da copione, ti servono solo quello. Ma anche se fosse francese, il vino sarebbe pessimo lo stesso. Lo bevo solo per cercare di dormire.
Una parola!

Colpa della mamma che mi ha generato gambalunga, come lei. Non aveva considerato che avrei volato in Economy per qualsiasi destinazione, anche quelle raggiungibili dopo dodici ore e più.

Non ho idea che vino servano in Business o First. Ogni tanto anche a noi in azienda arriva la richiesta di qualche linea aerea per una fornitura di bottiglie di Brunello. Partecipiamo sempre, ma non vinciamo mai. Non per la qualità, ma per il prezzo. Vogliono sempre un prezzo da pezzente. Tanto quello che conta è il posizionamento, vuoi mettere la pubblicità di veder servito il tuo vino ai ricconi della First Class Transcontinental?

Tutte balle. Ai ricconi puoi servire anche il petrolio che in volo non viene notato. Quelli della First bevono per dormire, o al massimo pomiciare dentro i due metri quadrati della toilette Prima Classe.

Quelli della Business neanche bevono, devono smanettare sul Mac e riempire tabelle excel di qualche dato.
La classe proletaria in Economy beve qualsiasi cosa per non contare le ore di volo che mancano. In questo momento mi sembrano ancora otto. Un terzo del volo l’ho sfangato.

….

Non riesco a leggere. Questa volta non ho il libro giusto. Di solito leggo raccolte di racconti brevi, oppure un romanzaccio tutto azione. Invece ho scelto un libro troppo impegnativo, un uomo anziano e solo che perde una gamba e cerca di rifarsi una vita. Al momento è innamorato della badante. Detto così sembra misero, invece è molto bello, ma troppo impegnativo.
Quanto manca? Cinque ore.

Il francese accanto a me russa e sfiata pesantemente. Ma perché non mi capita mai un vicino come nei film?
La selezione musicale è penosa. Laura Pasini che canta in spagnolo.

Lo so, dovrei modernizzarmi con IPod e cuffie, fare la mia selezione. Oppure prendermi dei sonniferi. O diventare buddista e pacificarmi ripetendo mantra del tipo “ volo felice, volo felice, volo felice”. O pensare che venderò fino all’ultima cassa di vino, farò crescere il fatturato a dismisura e mi potrò permettere di volare in Business o addirittura in First. Così mi berrò champagne semiavariato o un qualsiasi supertuscan scaduto. Ubriacarmi a migliaia di piedi di distanza dalla terraferma.

Dadam! Si riaccendono le luci, passano le hostess vecchiotte che ormai popolano le linee aeree occidentali. Tutte le hostess fighe sono passate ad oriente. Stanno servendo la colazione, un panino ancora congelato, un yogurt tiepido, tanto caffè brodoso.

Va bene anche così. Sto per atterrare.
Sto per ricominciare ad essere normalmente me stessa. Sto per mettere piede su questa terra promessa e cominciare a fare carne di porco anche qui, inondare il mercato di vino italiano, che i nativi non aspettano altro che comprarlo da me.
Il jet lag mi ha colpito di nuovo, ma non affondato.

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