Quando c’è il grado, c’è tutto il resto

2012-11-03-1025

di Armando Castagno

Fuori tuona.

Lino Maga: «Se mi chiede che tempo ha fatto cinquant’anni fa glielo dico»

Io: «Allora quasi quasi glielo chiedo»

Tira una boccata dalla sigaretta, che ha un cilindro di cenere non ciccato di quattro centimetri. Poi:

«Il 58 è stato grande, il 59 no, il 60 no, il 61 sì, il 62 sì, 63 pessimo, 64 eccellente, 65 pessimo, 66 pessimo. 67 buono, 68 (pausa) scarso, 69 eccellente. La 70 è stata un’annata media, media 71 eccezionale… 71… ho fatto sedici gradi e tre. 72 no. 73….. 73 me l’han portato via tutto i giapponesi l’anno scorso. Perché a me… è stata un’annata che a vendemmia pronta s’è messo a piovere, piovere al punto che ha crepato gli acini, Signore, sa, noi facciamo il vino per decantazione, m’ha dato tanto deposito, ho dovuto fare tanti travasi… però dimenticato lì perché faceva tanto fondo, più del solito, ho fatto 10 travasi ma non sono bastati.

«74 è stato scarso, 75 buono, 76 scarso. 77 pessimo. 78, beh, 78 sa, hanno fatto papa Luciani il 6 agosto. È venuta una grandinata quel giorno…. E io mi trovavo, ero andato due giorni al mare dal mio amico Ferrer, era il cuoco di Agnelli, di Onassis,… e lì, lui era là a cucinare alla festa dell’Amicizia e c’era il temporale.

«Speriamo che non piova, Mario, ‘sta gente è nelle spese» dissi; e poi ancora guardando in aria «sta a vedere che va verso Broni.

«Mi chiama mia madre «è arrivata una grandinata, Lino…». Torno a casa e vedo mio padre che stava irrorando… calpestava l’uva che aveva sotto i piedi: una grandinata il 6 agosto.

«79 è stata un’annata buona, direi eccellente; l’80 uh! l’80… era una vendemmia che bisognava aspettare, aspettare, ma al punto che abbiamo vendemmiato il 4 di novembre, e mio padre mi diceva «datti da fare, il tempo minaccia… e aveva ragione: s’è messo a nevicare. L’81 è stato eccezionale, l’82 anche, l’83 eccezionale; l’84 beh, l’84 no, al punto che Giuan Brera mi telefonava dal Gran San Bernardo e mi dice «sto bevendo una bottiglia di Barbacarlo e non mi soddisfa come dovrebbe» e io, a Brera -A BRERA – «sai leggere» – avevo un rapporto… – «leggi ste due righette che ho scritto sulla bottiglia…» dopo mezz’ora mi richiama e mi dice «tu ti salvi sempre». Avevo scritto: “attese le condizioni climatiche sfavorevoli, la presente è un’annata non adatta all’invecchiamento”.

img_6415

«L’85 sì. L’86 medio, l’87 buono; come l’88. L’89 scarso, il 90 un vino stupendo, che a seconda del tappo è mosso o meno ma è comunque stupendo. Il 91 fu eccezionale, il 91… Veronelli ha fatto una serata di beneficenza, mi invitò a partecipare, è stata una serata… Barbacarlo 91… Veronelli…. (si commuove) … e dove siamo arrivati? 92 pessimo, ma 92 è stata bella, 92… presento il campione per la Doc: idoneo. Io ho preso un bicchiere, l’ho messo su una stufa con una velina sopra… dopo una settimana potevo ricamarci sopra. Dico «non lo imbottigliamo» al figlio. E allora ho comprato due serbatoi di acciaio, 8 milioni, e ho buttato dentro tutto, Ronchetto, Montebuono e Barbacarlo, e poi sa… Vino da Tavola.. e i mediatori «ma se ce lo dà Doc le diamo un sacco di soldi in più» e io «no, 800 lire al litro»; e ho venduto tutto come vino da tavola.

«Allora Veronelli mi telefona: «perché non hai imbottigliato?» «Perché quando l’annata non c’è non c’è santo che ti aiuti». «Tu hai bisogno di un enologo» mi fa. Oh, è venuto giù di persona… con Corino… l’enologo del Frescobaldi… lui e Veronelli con le signore. Corino mi fa: «son venuto da lei per imparare» e io «no, no… io sono qui per ascoltare». «Ma lei non prevede il Barbacarlo di uniformarlo tutti gli anni lo stesso modo…?» Io dico: «Come farebbe?» «Sa con l’MCR, il concentrato rettificato…» «No, no.. io seguo la natura» dopo un po’ mi fa: «Ma lei, non ha mai pensato alla barrique?» «Vede dottore, mio nonno aveva otto figli: quando sostituiva una botte li radunava tutti e diceva loro: lì per due anni uva di scarto. Perché la botte nuova dava gusto di legno, ed era considerato un difetto.

«Veronelli… oh. M’ha messo una mano sulla spalla e fa «tu vai avanti come sei sempre andato»

Accende una sigaretta con quella che andava spegnendosi. Sbuffa fumo.

«93… pessimo. 94… il 27 di settembre: cominciamo alle 8 la vendemmia, tempo minacciava di quelle grandini, ed era grandine, mai successo in vendemmia di grandinare… Veronelli ne scrisse sull’espresso come un’annata buona, mi sosteneva, ma per me è stata un’annata mutilata. Quando grandina il vino non è più aspro, è agro.

«La 95 è stata un’annata buona, 96 media, 97 buona, 98 buona, 99 media… 2000 buona, però nel 2000 ho avuto la sfortuna di avere dei tappi che.. ho sospeso la vendita. 2001 è stata buona, 2002 è stata scarsa, però discreta, cioè, scarsa di quantità. Il 2003 è stato il meglio dei miei ricordi. Ho presentato la campionatura in consorzio per la Doc, io padre della Doc…. mi vedo bocciare il vino… 2003 che era il meglio del meglio dei miei ricordi. Non sapevo cosa fare. Ho telefonato a Gino, a Veronelli. «Ma lo sai che m’hanno bocciato il vino?» Lui fa: «ma va’? Mandamene ‘na bottiglia» dopo due ore mi fa il fax… «le telefonate mi entrano in un orecchio destro e mi escono da quello sinistro… mandami la documentazione… e io gli ho mandato un paio di bottiglie, il certificato di non idoneità perché secondo loro superava i 12 g/l di zuccheri ed era non conforme al disciplinare. Veronelli bisticciò con tutti i suoi collaboratori e gli ha dato il sole… è stato l’ultimo sole di Veronelli.»

img_6382

Boccata di fumo, lentissima.
«Il 2004 buono, asciutto. 2005 abbiamo iniziato la vendemmia il 1 ottobre, ci ha piovuto su fino all’8, giorno e lotte. Ha dato i 14 gradi lo stesso, ma non ha la struttura delle annate migliori: è scarso. Il 2006 buono, sì, buono, 2007 sì, eccellente, 2008 produzione zero, neanche un grappolo d’uva: ha cominciato a piovere a maggio e per 45 giorni fino a fine giugno e io non ho potuto dare il trattamento, io faccio i trattamenti con lo zolfo in polvere… dopo che ha fatto il primo germoglio, ma va fatto in una annata asciutta, con 25 gradi, e quindi su quel costone lì… poi il 1 luglio una grandinata ha fatto il resto. Quindi il Barbacarlo 2008 non esiste anche se dei giornalisti l’hanno recensito»

«Prego?»

Espressione indefinibile. Non mi guarda. Fuma.
«…Il 2009 ha sentito un po’ della grandinata del 2008, abbiamo fatto metà produzione, ha dato oltre 15 gradi… è asciutto… è ottimo, è valido. Poi si sa, il vino ha più di mille elementi… quando c’è il grado c’è tutto il resto, il grado è un elemento fondamentale, quando c’è il grado c’è tutto il resto.

Il 2010 è asciutto MA è buono, adesso… han dato l’eccellenza, lì… comunque lo ritengo idoneo… 2011 sì. Va bene. 2012 adesso che l’ho in cantina LE anticipo che sarà grande»

«Posso chiederle una cosa?»
«Eh»

«Perché non mi dà del tu?»

Spegne la sigaretta.

«Beh, allora… Va bene… GRAZIE»
(!)

Broni, 3 novembre 2012, verso le 12:15

Annunci

One Comment to “Quando c’è il grado, c’è tutto il resto”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...