Il nostro caro angelo

angelo di simone

di Raffaella Guidi Federzoni

Si dice che quando cala improvviso il silenzio in uno spazio affollato e rumoroso è perché sta passando un angelo. Un momento sospeso, prima che riprenda il traffico e la conversazione. Un attimo in cui sarebbe bene non pensare, ma solo avvertire quel muoversi angelico di ali.

Noi siamo sensi e pensiero, quando ci va bene riusciamo a farli convivere decentemente nella nostra carcassa umana, mandarli avanti più o meno in parallelo senza grossi traumi. La nostra avventura esistenziale ci presenta piaceri e difficoltà, con i sensi apprezziamo i primi e col pensiero cerchiamo di trovare soluzioni alle seconde. Così, quasi sempre, viviamo.

Può succedere che ciò si interrompa, che si crei una spazio infinitesimale nel tempo, cosicché tutto quello che era prima e sarà poi venga sollevato da piume invisibili e portato al cospetto di un respiro diverso. Una percezione? Un’esperienza trascendentale? Non mi azzardo ad usare tali paroloni.

Ho preso in mano un libro, arrivatomi per vie traverse da quelle usuali, e per questo aperto con una certa ritrosia. Avevo paura che non mi piacesse, o non mi piacesse abbastanza. L’argomento era per me per lo più sconosciuto. Avendo sempre dimostrato scarsa attitudine al disegno – ancora in qualche cassetto ci sono fogli coperti da casette con accanto un paio di alberi stecchiti – non comprendevo l’architettura fra le mie curiosità principali.

Cominciare la lettura e sentirsi sollevare da un filo invisibile, su in alto e ancora più su, è stato facilissimo. In verità, la mia recente disponibilità verso gli spazi interiori di noi stessi, quelle stanze in fondo alla casa le cui porte non vengono aperte quasi mai, mi aveva già predisposto, seppure inconsciamente, all’ondata lunga e possente delle parole che stavo leggendo. Frasi che continuavano a colpirmi come sassate, per la loro tersa eleganza.

Alla fine non era tanto il tema, o i temi trattati dall’autore, ma il suo stato di grazia nello scriverne. Le grandi ali sbattevano, palpitavano in paragrafi come questo:
“La melancolia è un angelo, l’angelo del tempo. Guarda di sbieco perché guarda attraverso il tempo. La melancolia dell’angelo è ferma, senza paura. Non c’è paura per chi è ammesso alla visione di Dio.”

e ancora :
“Non darà agli uomini l’ambrosia di una vita eterna ma la sapienza di una scelta. La scelta di vivere per amore e per pietà. L’architetto è l’angelo di un libero esame e di un libero arbitrio.”

Questo è un libro straordinario di un uomo coraggioso, ci vuole infatti, coraggio, incoscienza e passione per scrivere di angeli, respiro divino, spiritualità.
Un libro lontanissimo da tanti manuali New Age, profezie di vario genere, cammini verso l’illuminazione compri tre e paghi due. Un libro che parla di pietre e città, parla dell’uomo moderno e del suo distacco alienante. Lo fa con una leggerezza avulsa da qualsiasi superficialità. Una composizione di parole che costruisce un pensiero in fondo allegro e speranzoso.

Ho terminato la lettura con rimpianto e ho sentito prepotente la necessità di scriverne. Per una volta ho trascurato la materia “vino”, sebbene, a volte, persino l’attimo di sospensione, quella frazione di secondo che anticipa l’assaggio di un vino particolare, può ricordare il passaggio veloce del volo dell’angelo.

Semeiah – L’angelo di Aldo Rossi
Massimiliano Falsitta
Edizioni Skira
Pagine 85.

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One Comment to “Il nostro caro angelo”

  1. La nostra generazione è cresciuta nella certezza che sotto la pelle c’avevano a essere solo le budella, e tutto il resto è noia. Ma ora che l’età riduce l’importanza della carne (in tutti i sensi) tanti, troppi, sentono che gli manca qualcosa. Ben venga l’angelo, stasera me lo scarico in formato e-book.

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