Buoni propositi

optical quartet

di Raffaella Guidi Federzoni

Tornare a scrivere di vino e basta, niente reminescenze nostalgiche, niente deragliamenti pruriginosi.

Scrivere di vino imparzialmente, senza coinvolgimenti personali, senza pregiudizi, senza lasciarmi trascinare da simpatie o antipatie.

Scrivere di vino evitando di farlo sapere a Shameless, Snowe Villette e persino Emily Jo Wolfsson.

Scrivere di vino come farebbe un uomo, senza ammiccamenti o tentativi sottili di seduzione.

Questo ho pensato stamattina all’alba dopo una notte un po’ così così. Dopo aver salutato il giorno prima mio figlio di nuovo in partenza, sentendone già la mancanza. L’ultimo vino condiviso è stato un Cabernet Franc bolgherese, millesimo 2010. Un vino appartenente ad una tipologia che di solito evito, uno schiaffo ai miei pregiudizi, perché è stata una bevuta splendida e completamente toscana, nello stile e nel carattere. Un vino succoso di frutto rosso e balsamicità, con quel tocco di erba fresca semi nascosto da una macchia di rosa canina. Un gusto sempre leggermente austero, non proprio convinto di lasciarsi andare.

Un vino che avrebbe avuto bisogno di più tempo, ma io non ho più a disposizione anni, né mesi, né ore, né minuti che valgano la pena di essere aspettati se il momento vissuto nel presente è degno di essere passato così.

Dietro a questo vino c’era un uomo, mancato lui ci ha pensato la sua donna a continuare un cammino difficile. Difficile, ma non impossibile. Noi donne siamo testarde, si sa. Anche civette, sempre e comunque. Infatti la bottiglia mi era stata regalata da un uomo, e per questo, beh, più gradita.

“Once a flirt, always a flirt” commenterebbe E.J. Wolfsson alla quale ho mandato un messaggio, comune anche alle altre due presenze femminili alterate.

Il messaggio era questo:

“Il 15 dicembre 2014 alle 11.30 ho fumato l’ultima sigaretta. Se riesco a smettere di fumare posso anche dimagrire. Se riesco a dimagrire posso anche diventare adulta e seria e responsabile. Se riesco anche in questo posso fare a meno di voi.”
Questa è stata la loro risposta:

“Se hai smesso colle sigarette, te poi sempre fa’ na canna.” (Snowe Villette)

“Confortata dalla rinuncia del tabacco, speranzosa nella pervicacia della copula.” (Shameless).

“Talking bullshit again?” (Emily Jo Wolfsson).

Così adesso è passato il malumore, le mie concubine alterate hanno spazzato via ogni tentativo di perseguire la strada della correttezza. Almeno per un altro anno continueremo insieme ad impestare codesta Accademia con i nostri scritti poco conformi a qualsiasi regola se non a quella di fare come ci pare nello scrivere ciò che aggrada noi, e, naturalmente, il paziente editore.

Buon 2015 agli ostinati lettori con l’augurio di realizzare i loro buoni propositi.

Io intanto continuo a NON fumare.

 

 

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2 commenti to “Buoni propositi”

  1. Vorrà dire che noi ostinati lettori pazientemente continueremo a seguire i vostri racconti. Buon 2015 anche a te e a tutti gli alterati.

  2. Che sarebbe il vino senza nostalgie e ricordi, soprattutto pruriginosi? Se ha da essere solo un liquido moderatamente intossicante, acido e dai colori brillanti, allora meglio una flebo di alcole.

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