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Francesco Beghi
Marco Bolasco
Giovanni Bietti
Fabio Cremonesi
Francesco Falcone
Ernesto Gentili
Giampaolo Gravina
Carlo Macchi
Alessandro Masnaghetti
Pierluca Proietti
Giampiero Pulcini
Gae Saccoccio
Marco Veneziani
Non ricordo se era il 1980 o il 1981.
In famiglia mio padre era l’unico a bere vino, un bicchiere a pasto di bianco dei castelli romani, che il medico gli aveva prescritto e che lui acquistava nelle famose fraschette che si susseguivano senza soluzione di continuità lungo la strada che, attraversando Frascati e Monteporzio, si inerpicava fino a Montecompatri, dove avevamo casa. Ogni tanto provava a farmene bere, ma dopo diversi tentativi aveva rinunciato. Io preferivo la birra.
Ero astemio, di fatto, non per caso ma per scelta.
Oltre al collezionismo principale, quello delle bottiglie piene, esistono altre varianti secondarie di culto dell’harem da parte degli enofili: raccolte di tappi, capsule di vini spumanti, bottiglie vuote, e naturalmente etichette.
A differenza delle altre forme di collezione, obiettivamente più vicine al feticismo, la scelta di conservare decine, centinaia e talvolta migliaia di etichette apre a un mondo meno maniacale.
Un mondo dove l’elemento culturale, e talvolta artistico, rivela aspetti sorprendenti.