Scherza coi fanti e lascia stare i Chianti

chianti-classico-fine-del-400

di Armando Castagno e Fabio Rizzari

Parafrasando il celebre Gianfranco Vissani, che in un’antica videocassetta del secolo scorso parlando della cucina di pesce esordiva esclamando“Il pesce è una cosa immenza”, noi possiamo tranquillamente affermare che il Chianti Classico è una cosa immensa. Talmente immensa che la seguente degustazione non ha alcuna pretesa di a) completezza et esaustività; b) coerenza assoluta tra vini di pari annata e sottozona.

Si tratta più semplicemente di un assaggio estemporaneo di alcune decine di Chianti Classico di recente produzione. Estemporaneo, ma condotto con tutte le accortezze che una degustazione tecnica richiede: temperatura controllata, bottiglie rese anonime, batterie suddivise per tipologia. Per mettere un po’ di pepe – ma non certo di salsa Worcester – nell’insieme, abbiamo poi infilato di straforo alcune bottiglie di altre aree, anche non toscane. Il risultato è il seguente (per ogni vino le prime note sono castagnesche, le seconde rizzariane):

 

Degustazione a Lamole, luglio 2016

Chianti Classico

1
Generico varietale, floreale, poco complesso; morbido in attacco all’assaggio, anche troppo; acidità poco coesa, sensazione generale di scarsa spontaneità. Finale deboluccio

Buon colore, naso vegetale, non maturo, gusto di buona freschezza, centro bocca diluito, finale corto
Chianti Piccini 2014

2
Maturo, ha un frutto semplice e notevole salinità, ma è abbastanza vuoto a centro bocca, persino con cenni erbacei. Irrisolto, come incompleto, non spiacevole però

In lieve riduzione all’olfatto, sapore più aperto, fruttato e sapido insieme, netta vena minerale, bel ritmo gustativo, tenue nota di tostatura conclusiva, persistenza notevole
Le Masse 2013

3
Maturo, sanguigno, ferroso, bella serietà in bocca, in cui spicca per febbrile attività un asse acido-tannico da vino di categoria superiore. A volergli trovare un difetto, lo trovo appena un po’ caldo e sfrangiato

Alcolico, piuttosto fermo, rovere speziato, buona materia, buona sapidità, ma complessivamente caldo e poco rilevato, con chiusura molto tannica
San Giusto a Rentennano 2013

4
Mare, lavagna e un filo di ruggine, elegantissimo, bella distribuzione del sapore e finale salato e lungo: un gran bel vino, di struttura media

Caldo, torronato, poco mosso, bocca tannica e salina, grintosa, finale sui toni medicinali; nettamente più convincente al palato che al naso
Castellinuzza e Piuca 2013

5
Anice in sciroppo zuccherato, naso saturo e inespressivo, alcolico; movenze goffe. Non è il mio vino, decisamente, ammesso che il profilo non dipenda da un difetto della bottiglia

Più colorato di molti altri della batteria, estrattivo, media dinamica gustativa, stile moderno/anacronistico, condotto con un discreto senso della misura, buona scodata finale sapida e acida
Castello di Fonterutoli 2013

6
Floreale, austero, intensamente iodato, una traccia legnosa. In bocca ha bella agilità e piena maturità del frutto; discreta estensione, frenata e un po’ asciugata da una specie di leggera laccatura.

Buon colore ma naso tendenzialmente muto; bocca di buon passo, bel ritmo, molto reattivo
Isole e Olena 2013

7
Profilo soave, ha belle note salmastre, fiori amari e propoli, bel bouquet profondo, stile abbastanza moderno. Bocca più pastosa e meno mobile; in fondo stringe molto per via della nota boisé

Leggermente in riduzione, toni di rovere non eccessivi al naso, di buona integrazione; valida materia, acidità che rinfresca, ancora giovane, legnoso in chiusura
Querciabella 2013

8
Stupendo vino, ma non è Sangiovese. Piccoli frutti, rosa, confetto, rosa confetto, Rosa Fumetto, mirto. Bocca sapida e ricca, finale più “pietroso” che genericamente sapido, ma struttura più agile del previsto

Frutta molto matura, amarenoso, sfumature speziate, pepe, delicate note di petalo di rosa, frutto succosissimo, aggraziato, finale melodioso
Rossese di Dolceacqua Terre Bianche 2015

9
Declinazione tetra ma a suo modo affascinante, in cui una profonda mineralità “scura” (carbone, pneumatico) incornicia il frutto maturo (mora di gelso, mirtillo). Robusto ed estrattivo al sorso: finale di bocca contratto

Tra lo speziato e il boisé all’olfatto, bocca tannica, ombrosa, potente, ricca, piuttosto indietro nello sviluppo, finale chiuso, non espansivo; da attendere
Castello di Ama 2013

10
Classe e misura, vino sobrio e piuttosto chiuso. Belle le note agrumate del retrolfatto e la calibrazione acida; il finale accelera verso una grande chiusura aerea e salata con echi di erbe aromatiche come la genziana

Pepato, punta di riduzione che svanisce velocemente, sapore salino, più sapido che fruttato, fine, elegante, dritto, persistente. Vino notevole
Lamole di Lamole Etichetta Bianca 2013

11
Cioccolato fondente, legno, frutta nera, qualcosa di torrefatto; bocca tannica, semisolida, legante e cruda, inspiegabilmente lenta nei movimenti. Bislacco Chianti Classico

Guarnitio gommae, stile moderno/anacronistico, caldo, compatto, non fermo ma nemmeno dinamico, finale frenato e anzi immobilizzato da una massa tannica abbondante e di grana grossa
Fontodi 2012

12
Melagrana, rosmarino e sassi, tono floreale molto lamolese di iris e glicine; assaggio articolato, raffinato, composto, lieve senza essere debole. Ottimo, qualunque cosa sia (ma è di Lamole, tanto perché il terroir non esiste)

Alcolico e potente, ma non molle, fragolina di bosco, buona espansione al palato, succoso, elegante, profilato, molto bella la nota di ciliegia sotto spirito del lungo finale
Podere Castellinuzza 2013

13
Rosa, rabarbaro, arancia e menta, su un fondo iodato impressionante. Bocca affilata, diffusa, scintilla quasi in fondo. Esito eccezionale per la categoria, sempre che faccia parte della categoria

Leggero, aereo, slanciato, succoso, fantastica energia motrice al palato, grande spazialità, tutto in intensità, senza alcuna pesantezza, magnifico finale agrumato
Badia a Coltibuono 2014

14
Bouquet estivo: fieno, stuoia, sabbia calda, alcol, poi piscina e bibita fresca, indi sdraio e ombrellone: calore e rarefazione anche al sorso, che scopre una bella salinità e “riscatta” il naso, un po’ troppo avanti. Vino più che discreto

Bella tinta, vitale, naso in riduzione, bella presa al palato, ottima maturità di frutto, ha succo e spinta, in un quadro intenso e mai in debito di articolazione
Lamole di Lamole Etichetta Blu 2013

15
Complesso e già in evoluzione, con un profumo di acqua di pomodoro e timo, e qualche nuance ferruginosa e di violetta. Un po’ amaro in fondo, per via di un tannino un po’ “cuoioso”. Gentile e lieve, va forse bevuto nel breve

Evoluto, buccia di fontina, volatile in leggera evidenza, bocca dai tannini sabbiosi, forse punta di brett, però grande spinta, verace, rustico, comunicativo
I Fabbri 2012

16
Evidente stile borgognone: riduzione, terra, viola, bacche e gesso, gran carisma e mobilità nel bicchiere. In bocca idem: è fresco, equilibrato e di rabbiosa presa; note quasi da Pinot Nero tornano in retrolfatto. Mi piace. Molto

Nocciolina tostata, polvere di caffè (molto forte), succoso, sapido, un po’ grezzo nella grana tannica, notevole forza motrice tuttavia
Castellare di Castellina 2013

Chianti Riserva

1
Frutta distillata e un po’ di alcol, qualche screziatura speziata e di erbaceo secco; in bocca ha calore e un bel succo, piena maturità tannica, acidità forse un po’ troppo scoperta. Vino interessante, vecchia scuola

Molto varietale, alloro, violetta, bell’alternanza fruttato/salina al palato, grinta e dinamica, forte lato minerale in chiusura
Castello di Monsanto 2011

2
Molto terroso e conciato, speziato, scontroso. Qualche nota di tè rosso e corteccia lo fa severo. Bocca ampia, seria, discreta freschezza e un calore diffuso; finale esteso. Mi pare un bel vino in un momento di chiusura

Evoluto, sentori vegetali su note alcoliche, bocca austera, a sua volta sui terziari, poco espansivo, severo in chiusura, però persistente
Monteraponi Baron’Ugo 2011

3
Naso cupo e poco espressivo, serrato, fenolico. Bocca migliore, con qualche nota agrumata. Non entusiasmante l’evoluzione nel bicchiere, con comparsa di note quasi melassate. Stranissimo vino, non gli prendo le misure

Confettura di more, frutto molto maturo ai limiti della surmaturazione, palato coerente, polposo, estrattivo, stile complessivo più da rosso più meridionale che chiantigiano
Castello di Volpaia 2012

4
Espressione filologica del Chianti Classico Riserva per come lo vedo io: tutto tatto, poco naso, quel poco tra violetta, humus e un bel sale. Bocca di austerità e contegno, signorile. Nota minerale molto chiara in fondo

Buon colore ma naso inespressivo sulle prima, poi via via più chiaro e leggibile; bella pienezza estrattiva in un contesto non molle né statico; ancora indietro, da attendere, promettente
Lamole di Lamole 2011

5
Vecchio stile classico e sanguigno, con toni autunnali ma non decadenti, il sottobosco al gran completo con la felce, il fungo, la terra e le radici; manca un po’ di articolazione in bocca, dolciastra alla fine, ma è una gran cosa

Fenolico, sfumature di smalto e vernice, bocca rigida, molto calore alcolico, poca dinamica e finale più morbido che rilevato e teso
Castellare di Castellina 2012

6
Impeccabile bouquet di mandarancio, sale e gelsomino, pulito, lineare. L’acidità è padrona in bocca: dilaga velocemente, rinfrescando tutto, e sottraendo zavorra. Forse sottraendo anche qualcosa in persistenza, però

Alcol in forte evidenza, su toni di sottobosco misuratamente evoluti; palato più ritmato e convincente, armonioso, puro, bel succo, grande naturalezza espressiva
Castellinuzza e Piuca 2012

7
Colore molto giovanile rispetto agli altri, naso di perfetta nettezza e luminosità: frutta in gelatina, alcol, grande pulizia, ma anche una certa semplicità. Bocca migliore, con note marine e gessose; finale energetico

Colore giovane per una Riserva, frutto pimpante, tonico, ottimo punto di maturità, valida articolazione, chiusura in crescendo di focalizzazione e slancio
Lamole di Lamole 2012

8
Naso in chiaroscuro, molto insolito per un Chianti Classico se lo è: sa di torrone e mirto, anice e prugna, e bocca letteralmente bloccata dal tannino, una specie di polvere di cacao amaro. Ibernato nel bicchiere sulla mezz’ora

Nocciolina tostata, forte corrente alcolica; ingessato al gusto, grana tannica non molto fine, tatto sabbioso quasi da brett, notevole spinta tuttavia
Antinori 2012

9
Questo viene da un posto caldo, forse molto caldo: catrame – appunto – caldo, noce di cola, rosolio, austero e potente, forse vaniglia. Bocca assai tenera in attacco e via via più aggressiva, finisce in crescendo ma è un altro Chianti Classico sui generis

All’olfatto appesantito da sentori di smalto, palato poco espansivo, ingabbiato da tannini abbondanti e di trama certo non sottile, chiusura che spinge ma senza disegno ed equilibrio complessivo
Felsina Rancia 2010

10
Purissimo, ruggente, fiori e gesso, ciliegia e cedro, tocca tutti i punti della bocca all’assaggio e affonda con energia inarginabile alla fine. Ammazza quant’è buono

Sulle prime reticente, poi via via più limpido e attraente, palato minerale/petroleoso, grande ma misuratissima grinta tannica, più austero che comunicativo, energico, cristallino in chiusura
Badia a Coltibuono 2011

11
Espressione sul frutto scuro, saturo, eppure si percepisce qualche tono vegetale e di grafite. Anche in bocca è tutto in avanti, non ha grandi argomenti per farsi ricordare né l’acidità che avrei sperato

Fragolina, amarena, frutto piccolo e dolce, tratto vegetale evidente; bocca dolciastra per il rovere, peccato, la materia pare molto buona
Le Masse 2013

Chianti Classico Gran Selezione

1
Cacao o cioccolato, boh, mora in confettura, fumo, poco da “respirare” in questo naso. Bocca statica, densa, ritorni speziati. Una bolla nera, sicuramente “di struttura”, ma anche un cubo nero lo è senza essere per questo di un qualche interesse

Prugna, surmaturazione, bocca coerente, sensibile dolcezza zuccherina, poco movimento, un monolito privo di luminosità e dinamica interna
Badia a Passignano 2011

2
Toni autunnali di terra umida e castagna e qualche virgola vegetale e affumicata dominano un naso un po’ dimesso. Evoluzione avviata ma in modo antivirtuoso, poco mobile, non mi sembra migliorare in una ventina di minuti nel bicchiere

Sulle sue, inespressivo all’olfatto, al palato polveroso, ciprioso, bel succo, bella naturalezza, riuscito
Lamole di Lamole Campolungo 2011

3
Marino, floreale e alcolico, succoso e articolato, qualche accenno fungino e minerale, quasi metallico. Bella bocca davvero, ricca di spunti, ha grande nonchalance nei movimenti, mi piace, molto

Petrolio, molto minerale e anche in riduzione, salino, potente, energico, particolarmente promettente, da attendere
Fattoria di Lamole Grospoli 2011

4
Frutto cupo e distillato, solarizzato, tanto legno quanto se ne desidera, alcol a go-go, nessuno spazio per sentori più delicati. Bocca imbalsamata dal legno, ardente, laccata, anni Ottanta. A qualcuno piace il dardo

Piretro, vernice fresca, bocca meno rigida, discreta componente fruttata, torna la nota di smalto in chiusura; vino tendenzialmente immobile (non come Ciro però) e vistosamente datato nello stile
Castello di Fonterutoli 2011

5
Probabilmente preso troppo presto, ma certo è mastodontico: alcol e legno molto incisivi al naso e in bocca, dove esplode un frutto nero, potente, distillato. Come lo plachi, un vino così, quanto tempo ci vuole?

Rovere speziato, Oceano Indiano di legno nuovo; alcol, materia senza disegno, statico, finale di nuovo marcatamente alcolico
Fontodi Il Sorbo 2012

6
Principalmente ossidato, o giù di lì

Molto evoluto, quasi tutto sui terziari; coerente nello sviluppo gustativo, buona materia, poca vitalità
Rosso di Montalcino Biondi Santi 2007

7
Quasi nebbiolesco nella parte di cenere, violette e sale, ma naso attendibile anche per un Sangiovese, in certe condizioni; la bocca attacca bene, allarga bene, poi però non si distende mai e il finale è abbastanza sbrigativo

Bella tinta e bella spinta aromatica, centro bocca invece più largo che reattivo; tannico, potente, finale lineare ma di media persistenza
Lamole di Lamole Campolungo 2012

8
Davvero insolita per veemenza la nota floreale e di erbe aromatiche: scegliere tra aloe, glicine, ruta, genziana, viola, mentuccia; poi sanguinella e pesca. Molto convincente anche la bocca, piuttosto alcolica ma avvolgente

Rosolio, fragolina, tenero, elegante, armonioso e diffusivo al gusto, ottimo, la frazione di calore alcolico non ne attenua lo slancio
Castello di Albola Solatìo 2012

9
Naso amarognolo tra miele grezzo, cacao in polvere, fondi di caffè così netti che ci si potrebbe leggere il futuro. Ha pochi e cupi colori. Bocca non migliore, appare abbastanza slabbrato e coinvolge poco; un vino impersonale

Nerastro, cupo nel colore; bocca legata, molto estrattiva, poderosa ma informe, senza dinamica
San Felice Il Grigio 2011

10
Niente male questo profumo scuro (forse di Panzano?) con questo mirtillone asprigno, poi ruggine; profilo un po’ fané. Qualche insistenza speziata non penalizza più di tanto il sapore, che resta coordinato, proporzionato

Fenolico all’olfatto, bel passo gustativo, sapido, succoso, validissimo nello sviluppo e nel nitido finale
I Fabbri 2011

11
Luminoso profumo di iodio e lamponi, rosmarino e lavanda, e non da meno la bocca, in cui il tannino finissimo e la cauta estrazione lasciano quasi subito spazio al dilagare della freschezza; una traccia di agrumi all’epilogo. Grande bottiglia, questa

Più tenero che rilevato, petalo di rosa, violetta; bocca armoniosa, tannini fitti e finissimi, infiltrante chiusura tra il frutto delicato e sfumature più saline: magnifico
Fattoria di Lamole Lama della Villa 2012

Nota bene
Armando ha astutamente portato il computer, io mi sono arrangiato con le tradizionali carta e penna. Da qui la sinteticità laconica di molte mie schede: non mi andava infatti di aggiungere testo nella trascrizione, ho preferito lasciarle così, nude e crude (F.R.)

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7 commenti to “Scherza coi fanti e lascia stare i Chianti”

  1. Ci sarebbero un milione di cose da scrivere relativamente a questo bel post, essenziale e fondamentale.
    Scelgo questa:
    il punto di non ritorno – e anche il punto di riferimento – per la Nuova Critica Enologica. Un lavoro a quattro mani-due occhi -due nasi-due palati che a volte si separano leggermente nei dettagli delle loro valutazioni, ma nell’insieme sono molto, molto allineati nel giudizio finale.

    E anche questa:
    Lo stile di entrambi è anch’esso punto di riferimento. Per quanto l’uno più pittorico e l’altro più letterario, sono entrambi avvincenti senza essere sbrodolosi, stringati senza essere ermetici, chiari senza essere categorici.

  2. Ne deduco che vi sia garbato il Lame di Paolo Socci. Davvero splendido vino.

  3. Da produttore: grazie! Da lettore: GRAZIE!!!

  4. bravi e grazie. Spero a breve di leggere qualcosa di simile nel vs. libro!

  5. Meglio tardi che mai: grazie

  6. Dettaglio: “Le Masse” sta per “Le Masse di Lamole”, altrimenti si potrebbe pensare che sia l’azienda di Barberino Val d’Elsa. Come faccio a saperlo? Incrociando la descrizione di uno dei vini con quella pubblicata qui:
    http://piattoforte.tiscali.it/blog-dautore/il-bottigliere/a/post/il-chianti-quintessenziale.html

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