La regina è nuda?

di Fabio Rizzari

Tante prove fanno un indizio. Cominci a 29/30 anni, bevi un Borgogna, poi un altro, poi un altro. Con il tempo la lista si allunga, ma tu non sei più il soriano di una volta. Prendi lentamente ad assomigliare a un bradipo.

Quando, un giorno qualsiasi, inizi sentire cose molto diverse dai tuoi vecchi ricordi sensoriali, ti vengono dei dubbi: non sarà che i vini – come il sole, in a relative way, nelle parole dei pink floyd – sono più o meno gli stessi, e sei tu a essere cambiato?
“Non fanno più gli specchi di una volta”, e simili.

Ma poi no, pensi che la faccenda non possa essere derubricata a semplice laudatio temporis acti.
Il Gentili: “trent’anni fa stappavo un Borgogna e prima di berlo stavo magari un quarto d’ora a sentirne i profumi, che nei casi più grandi erano niente meno che ipnotici. Però anche i Borgogna meno blasonati erano molto più ricchi di profumi”. Confermo.
Vi erano poi i Borgogna/ciofeche, ma le ciofeche non ce le facciamo mancare in alcuna area produttiva, famosa o meno.

Oggi di quanti Borgogna si può dire la stessa cosa? Quanti sono una gioia per le narici, prima ancora che per il palato?

Il cambiamento climatico e piripì e piripà. La constatazione, per dirne una, che un ottimo Saint-Aubin può essere oggi più intenso, reattivo e insomma riuscito di un Bâtard-Montrachet. Quindi che la meridiana delle grandi vigne sposta l’ombra dello gnomone su altre parcelle, un tempo più fredde, più inospitali, meno “vocate”.

Tante prove fanno un indizio, o viceversa, ma alla domanda del titolo c’è comunque da rispondere: no, la regina è tutt’altro che nuda. Un panorama produttivo tanto complesso non può essere ridotto a un rozzo andamento binario – buono/non buono, un tempo/oggi, freddo/caldo, profumi/non profumi – e anzi abbiamo il conforto di estrazioni ancora più micrometriche rispetto al passato, di timbri fruttati ancora più maturi e seducenti, di una miriade di piccoli e grandi vigneron che lavorano con mano felicissima.
Statisticamente.

“Non ci sono mai stati tanti Borgogna così buoni come oggi”: Bettane dixit, molti altri dixerunt. Statisticamente.
Eppure, eppure. “Non fanno più gli specchi di una volta”

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