3D

3d anni cinquanta

di Raffaella Guidi Federzoni

Non mi sembra tanto folle e neppure un originale parto della mia fantasia alterata. Qualcuno sicuramente l’ha scritto o pronunciato prima di me. Son qui che cerco di mettere giù le impressioni degustative sgorgate dall’assaggio delle nuove annate dei miei vini. Ogni anno accompagniamo l’uscita di questi con delle schede tecniche. È un lavoro di routine, le descrizioni devono essere semplici, esplicative e conformi. Devono anche riuscire a catturare l’immaginazione di chi le legge, trovando corrispondenza con quello che berranno. Soprattutto non devono risultare noiose o ripetitive. Non è facile.

Arrivata al vino rappresentante la Riserva, dopo essermi già compiaciuta dei precedenti, mi è partita la parola “tridimensionale” . Non ho trovato niente di più preciso per definirlo. In passato ne ho incontrati altri, di vini tridimensionali. Vini che oltre alla celebrata eleganza, personalità, identità col luogo di origine, capacità di invecchiamento, e – perché no? – presenza corposa in termini di grassezza e potenza, raggiungevano la terza dimensione. Codesta dimensione è la somma di 3 + 1: larghezza+lunghezza+profondità+temporalità.

Pur essendo negata per la matematica anche io arrivo a capire che 3+1 = 4 e che quindi si dovrebbe parlare a questo punto di quadrimensionalità. Invece no, la quarta dimensione appartiene a noi, al tempo della beva e del piacere che ne deriva. La descrizione da oggettiva diventa soggettiva.
Un vino tridimensionale, grazie alla sua larghezza, lunghezza e profondità ti trasporta nella quarta dimensione e lì ti lascia, dandoti tutto il tempo che vuoi per comprenderlo, amarlo, ricordarlo.

Se non avete capito nulla di quanto ho scritto sopra, non importa. Lo capirete la prossima volta che berrete un vino che saprà donarvi larghezza di aromi al naso e nel palato, lunghezza nella persistenza, complessità nel gusto e piacere in ogni suo presente e futuro passo degustativo.

Mentre ci pensate mi rituffo nell’ampio vocabolario a mia disposizione: bacca rossa, ribes nero, eucalipto, erbe officinali, liquerizia, rosa canina, acidità rinfrescante e balsamica, tannini avvolgenti, terrosità.

“Suspended, fragments of time stolen watching that single drop of wine disappearing from the tiny corner of her lips.”
(Emily Jo Wolfsson – Crumbs left from Heaven)

Annunci

3 commenti to “3D”

  1. Il vino di Bergson.

  2. Bello il termine tridimensionale: da usare in opposizione a bidimensionale o ancora meglio a unidimensionale (il vino più piatto)

  3. Commento tecnicamente correttissimo; le tre dimensioni del vino sono vista, odorato e gusto, la quarta è il godimento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...