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Francesco Beghi
Marco Bolasco
Giovanni Bietti
Fabio Cremonesi
Francesco Falcone
Ernesto Gentili
Giampaolo Gravina
Carlo Macchi
Alessandro Masnaghetti
Pierluca Proietti
Giampiero Pulcini
Gae Saccoccio
Marco Veneziani
Oltre al collezionismo principale, quello delle bottiglie piene, esistono altre varianti secondarie di culto dell’harem da parte degli enofili: raccolte di tappi, capsule di vini spumanti, bottiglie vuote, e naturalmente etichette.
A differenza delle altre forme di collezione, obiettivamente più vicine al feticismo, la scelta di conservare decine, centinaia e talvolta migliaia di etichette apre a un mondo meno maniacale.
Un mondo dove l’elemento culturale, e talvolta artistico, rivela aspetti sorprendenti.
March Madness
La chiamano March Madness: è una sorta di follia collettiva per il basket universitario che nel mese di Marzo si propaga dai college statunitensi a tutto il pianeta degli appassionati della palla a spicchi. Io ne sono contagiato da tempo e vivo in una sorta di trance l’intero periodo: inchiodato a Espn, canale 214, pressoché mimetizzato nella tappezzeria del divano, mi sprofondo nel vortice della bracketology tra la costernazione ormai rassegnata di parenti e amici. Ma sono in buona compagnia.
L’unica deroga che mi concedo da inizio Marzo fino al Vinitaly è la trasferta sulle tracce del vino campano. Un appuntamento concertato quest’anno in una formula perfino più appetitosa del solito, cioè affiancando alla già collaudata anteprima irpina di Taurasi Vendemmia, un’esplorazione preliminare di tutte le diverse anime del vino rosso prodotto tra Roccamonfina a Sapri. Che poi, tradotto in termini cestistici, è un po’ come dire tra Portland Maine e Portland Oregon.
Quelli che beata te che stai in campagna ed hai un sacco di tempo libero. Quelli che tuo marito che dice che sei sempre a giro. Quelli che le Fiere sono tutti mercifici. Quelli che i giornalisti sono tutte meretrici. Quelli che le guide no. Quelli che i punteggi sotto al 90 fanno paura. Quelli che i vini naturali puzzano. Quelli che i vini convenzionali avvelenano. Quelli che l’aveva già detto Pasolini.