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Francesco Beghi
Marco Bolasco
Giovanni Bietti
Fabio Cremonesi
Francesco Falcone
Ernesto Gentili
Giampaolo Gravina
Carlo Macchi
Alessandro Masnaghetti
Pierluca Proietti
Giampiero Pulcini
Gae Saccoccio
Marco Veneziani
Io, di questa stagione, son solito provvedermi di funghi porcini che sul mercato si trovano a buon prezzo, e scelgo gli esemplari più grossi e compatti, ma che non sian molliconi. Presi i funghi, fatevi levare dal vostro macellajo un bel cazzo d’orso del peso d’un chilogrammo e mezzo circa che quel briccone non abbia fatto troppo frollare, ché son carni queste da gustarsi più dure che molli.
Ce capita a tutti de guardasse allo specchio e sentisse na schifezza. Na specie de brutta copia de noi stessi, colla pelle gialla e du’ borse sotto l’occhi che la Raianair te le farebbe mette’ ner bagajo daa stiva. Tutti l’anni de sto periodo a disse “mo basta, me metto a dieta, me detossico.” Buoni propositi a portata de tutte le tasche. Pure quelle vòte della sottoscritta.
Questa ricetta potrà bastare per otto persone, e non vi farà sfigurare in un desinare anche signorile. Prendete la farina e le ova e fatene una pasta che si stacchi dalla spianatoja, e tiratela sottile quanto mezzo scudo. Spolverizzatela con altra farina e tagliatela a listarelle della grossezza d’un dito. Ora date il bollore a un pajolo colmo d’acqua generosamente salata e gettateci le pappardelle che, rammentatevi, piglian subito cottura.
Una rubrica di carattere squisitamente goliardico: goliardia che è una delle due facce dell’espressione alterata (l’altra è quella del cazzeggio puro). La terza faccia della medaglia è ovviamente quella della serietà, della profondità, della qualità, soprattutto della modestia accademica.
Il Nuovissimo Borzacchini, ed. Akademos, 1992, ora disponibile anche in versione ebook (ibùcche nell’originale), è un maraviglioso dizionario di termini dialettali livornesi, nella maggior parte dei casi grevi e grevissimi. Opera insigne di Giorgio Marchetti, già firma storica del Vernacoliere, raccoglie in uno stile originale il meglio delle parolacce e delle espressioni labroniche più politicamente scorrette; anzi, non scorrette, in certi casi proprio criminali. Avvertenza: se il vostro limite di tolleranza alle volgarità arriva al massimo a “corbezzoli”, “accidempoli”, “perbacco”, “porca miseria”, vi consigliamo caldamente di non proseguire la lettura.