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Francesco Beghi
Marco Bolasco
Giovanni Bietti
Fabio Cremonesi
Francesco Falcone
Ernesto Gentili
Giampaolo Gravina
Carlo Macchi
Alessandro Masnaghetti
Pierluca Proietti
Giampiero Pulcini
Gae Saccoccio
Marco Veneziani
Un anno fa ho scritto un post che ritengo, nella mia schiva modestia, di rilievo fondamentale. Dato che al momento non ho ancora ricevuto comunicazioni ufficiali sull’attribuzione di premi quali il Pulitzer o quantomeno il Polifenolo d’Oro, lo ritrascrivo per i lettori alterati.
“Se si dovesse identificare, in una sola parola, la ragione per cui la razza umana non ha realizzato e mai realizzerà il suo pieno potenziale, quella parola sarebbe ‘riunioni’ “
Se ce sta una a cui nun so di’ de no questa è DuCognomi. Anche stavorta m’ha fregato “Vieni a Londra, c’è una nuova esperienza da provare. Lo Speed Dating.” Capirai se me lo stavo a fa’ ripete.
Pemmé Speed Dating stava a significa’ che te siedi a un banchetto e te se presenta uno che te vòle conosce’. Ciai tre minuti pe’ dije l’essenziale, e cioè: “So’ cucina’, so’ spiccia’ casa e se me va so copula’ mejo de na Tigre der Bengala”. Dipende poi se coso te piace, artrimenti je fai capi’ che nun ce sta trippa pe’ gatti.
“Passeggiavo a un’ora tarda in quel viale alberato, quando mi cadde davanti ai piedi una castagna. Il rumore che fece spaccandosi, l’eco che tale rumore suscitò in me, e un trasalimento sproporzionato rispetto a quell’incidente infinitesimo, mi immersero nel miracolo, nell’ebbrezza del definitivo, come se non ci fossero più interrogativi ma solo risposte. Ero stordito da mille evidenze inattese, di cui non sapevo che fare… Così per poco non attinsi il supremo. Ma giudicai preferibile continuare la passeggiata.”
Si procede come per le chiocciole, ma invece delle chiocciole si prende una dozzina d’orsi. Lasciateli per tre giorni in pvrga, raccontando loro storie raccapriccianti e spaventandoli nel sonno quando meno se l’aspettano, finché non saranno completamente svuotati e inteneriti
Alcuni giorni fa, in una serata dedicata ad approfondimenti borgognoni, ho deciso di mettere, fianco a fianco, quattro vini in due annate, 2009 e 2010. L’intento era quello di stabilire, pur nei limiti imposti dalla estrema gioventù dei vini e dalle personalissime preferenze stilistiche dei degustatori, quale annata potesse essere definita migliore.
Il parterre: Bourgogne Domaine Georges Mugneret-Gibourg, Gevrey-Chambertin 1er cru Goulots Domaine Fourrier, Vosne-Romanee 1er cru Les Rouges du Dessus Domaine Cecile Tremblay, Volnay 1er cru Champans Domaine Voillot.