Pizzicare i tannini

di Pierluca Proietti

Una domenica che si annuncia più pericolosa delle altre: il tedio suona il campanello più volte. Faccio finta di dormire e non rispondo. Mi alzo dal letto, vado verso la finestra. Guardo tra i fori della tapparella: è ancora lì e non sembra abbia intenzione di andarsene. Non ho scampo, devo rimanere a casa finché il campo non sarà libero. Non mi rimane altro che continuare a mettere a posto la biblioteca della nostra accademia, lavoro ancora in parte da finire per la difficoltà nella catalogazione di alcuni importanti atti pervenuti di recente. Ma rimanderò questo lavoro a domani, è più adatto a un giorno feriale. Oggi voglio godermela, ci sono numerosi testi che ancora non ho avuto il piacere di sfogliare.

Tra i tanti uno che mi ha sempre intrigato, non fosse altro per il titolo curioso: “Audire vinum” di due esperti assaggiatori alla corte dei Montefeltro, tali Fabio de’ li Rizzari da Caltagirone e Lisandro Masni de’ li Ghetti da Novara. Impossibilitati a gestire le enormi partite di vino provenienti dalle numerose  tenute del ducato e giudicarne  la qualità, i due elaborarono un metodo di valutazione fondato sulle teorie sinestetiche dell’esoterismo allora imperante. In sostanza l’educazione estetico-musicale e quella del gusto possono influenzarsi reciprocamente e l’una può servire da supporto all’altra e viceversa. Forti di questa scoperta fondarono una scuola in cui i futuri responsabili delle tenute viticole del ducato venivano formati alle due arti.

Mi domando: cosa è rimasto oggi di questa curiosa teoria? Apparentemente nulla, ma occorre approfondire. Il nostro cervello è stimolato in continuazione dal suono, anche se non si è ricevuta alcuna educazione musicale e la nostra memoria conserva e trasferisce in altri campi la sedimentazione di importanti esperienze d’ascolto. È possibile allora, partendo da melodie, associarle a profili sensoriali? Si può “indovinare” a priori il profilo estetico di un vino conoscendo l’esperienza musicale di chi lo produce?

Lungi dal fare interviste che spesso ricadrebbero in risposte razionali da parte del produttore, ho deciso di verificare la consistenza attuale di questa teoria riportando dei produttori stessi i loro impulsi istintivi in tema di scelta melodie, scelte dettate da irrazionalità velata e percezione non corroborata, ma testimonianza evidente di questo legame ipnotico musica-vino: le suonerie d’attesa dei centralini delle aziende vitivinicole. Chi produce vino di qualità cura tutti i dettagli, e quasi sempre è il deus ex machina che, pur delegando, fa queste scelte. Mi sono detto: è domenica, sono (quasi) tutti chiusi. Quale giorno migliore per verificare la fondatezza della teoria?

I risultati, cari amici, sono stati a dir poco esaltanti. Ma li rileveremo coinvolgendo anche voi e le vostre esperienze. Qui sotto riporteremo un elenco di “musiche d’attesa” di alcune famose cantine italiane. A voi indovinare, conoscendo i loro vini, a chi possono essere associate. Le risposte esatte verranno rese note nei prossimi giorni.

1)     Doris Day “Dream a little dream of me”

2)     Sting “Fields of Gold”

3)     Gianmaria Testa “Nuovo”

4)     Stevie Wonder “I just called”

5)     Simply Red “Holding back the years”

6)     Barry White “you are the first, my last, my everything”

7)     J.S. Bach “Aria sulla quarta corda”

8)     L.V. Beethoven “Per Elisa”

9)     “Prauntouu???” Voce femminile di grande dignità ma di matrice rurale. Reattiva e consolante

10)  “Prondo?” Voce femminile marchigiana potente e sicura

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2 commenti to “Pizzicare i tannini”

  1. Chez moi c’è il solito Louis Armstrong che canta What a wonderful world. OT, mio figlio no.2 a sei anni dovette imparare questa canzone per Natale, poiché non gli riusciva il figlio no.1 gli disse “che problema c’è? basta telefonare a mamma.”

    Il mio capo, nonché proprietario, nonché amico, è un profondo conoscitore e grande amante dell’Opera. Dopo aver letto questo divertente post sono sicura che si “opererà” per personalizzare la “musica d’attesa”.

  2. Ti abbraccerei. Prondo?

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