Il prezzo è giusto? prima parte

di Marco Bolasco

Se la buona tavola ha un prezzo ce n’è di sicuro anche un’altra, senza tovaglia, dal prezzo incredibilmente basso. E se è vero che la pizza è – soprattutto a Napoli – un cibo popolare da sempre è altrettanto vero che spendere 10 euro in due e alzarsi soddisfatti, fa ancora un certo effetto.

Soprattutto se si va a mangiare una delle migliori pizze del mondo, quella di Gino Sorbillo in via Tribunali 32 a Napoli. Si aspetta il giusto perché c’è la fila (ma a pranzo dopo un quarticello di attesa l’altoparlante chiama il tuo nome), i tavoli sono ovviamente senza tovaglia e i bicchieri di plastica. Eppure nulla sembra trascurato, al contrario tutto gira con una precisione rara e dà l’impressione di un sistema infallibile. La pizza, poi, è sapida, golosa, dall’impasto diverso da tutti gli altri per la sua capacità di essere leggero e consistente al tempo stesso.

Alla faccia dei cornicioni pieni di mollica delle pizze modaiole tutte pomodorino e bufala, che viste da qui sembrano la caricatura di un cibo che gioca in casa semplice quanto perfetto. E costa tre-euro-e-trenta la margherita (a cinque si arriva con la bibita).
L’ultima “margherita d’autore” l’avevo pagata quasi quindici.

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3 commenti to “Il prezzo è giusto? prima parte”

  1. Ciao Marco, il dito o la Luna?!
    L’intenzione non è di contrapporre nulla al tuo pezzo stimolante “per lui e per lei”, solo che mi piacerebbe che il polso dato dal parametro “prezzo” non debba essere e/o voler divenire sempre assoluto: vi è tutta una miriade di ragioni che compongono un prezzo finale da prendere in considerazione, non ultimo l’ubicazione geografica. Se l’ultima “margherita d’autore” tu l’avessi mangiata sulla stessa latitudine magari, altrimenti…

    • Non posso che dire che l’osservazione è giusta. E sono anni che mi batto perché si capisca il giusto valore delle cose e -soprattutto a tavola- che il prezzo comprenda valori e contenuti che non possono essere ignorati. Detto questo fa comunque un certo effetto (e non credo sia solo questione di latitudine) vedere un sistema organizzatissimo, che macina centinaia di coperti anche il lunedì a pranzo, efficiente e di grande qualità che riesce a proporre un prezzo inferiore di due terzi rispetto alla media (non ai vertici).
      Volevo solo ragionare di questo.

      • Bene, allora se il focus voleva essere sull’efficienza-resasi-partenope non posso che gioirne ed aspettare che venga presto il momento di far anche mia quest’esperienza… grazie :)

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