Archive for novembre, 2012

13 novembre 2012

Più estremo di così

di Rizzo Fabiari

Un paio di settimane fa ho bevuto al ristorante con amici uno dei vini più estremi delli ultimi tempi. Della serata riscriverò prossimamente. Sul primo vino stappato trascrivo invece qualche nota a parte ora. Il suo modo di proporsi è quantomeno assertivo, tutto meno che all’insegna dell’understatement: etichetta con disegno in bianco e nero di fanciulla magrissima che si ràvana nelle mutande, nome nemmeno velatamente allusivo, ma proprio esplicito, J’en veux (più o meno “ne voglio”).

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11 novembre 2012

Borzacchini 4 – Sugo

Una rubrica di carattere squisitamente goliardico: goliardia che è una delle due facce dell’espressione alterata (l’altra è quella del cazzeggio puro). La terza faccia della medaglia è ovviamente quella della serietà, della profondità, della qualità, soprattutto della modestia accademica.

Il Nuovissimo Borzacchini (ed. Akademos, 1992) è un dizionario di termini dialettali livornesi, nella maggior parte dei casi grevi e grevissimi. Opera insigne di Giorgio Marchetti, già firma storica del Vernacoliere, raccoglie in uno stile originale il meglio delle parolacce e delle espressioni labroniche più politicamente scorrette; anzi, non scorrette, in certi casi proprio criminali.

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9 novembre 2012

Licenza di restare

di Raffaella Guidi Federzoni

Questa sera no, non mi va di scrivere sulle sorti magnifiche e progressive del vino, dei suoi fautori e dei suoi cantori. Questa sera sono stanca delle solite schermaglie verbali, volte ad affermare il mio punto di vista alterato.
Ho chiuso un libro che mi ha tenuto col fiato sospeso durante l’ultimo viaggio, un romanzo letto quarant’anni fa e ripreso in mano nella versione originale. La lettura mi ha meravigliato in positivo. Quello che a suo tempo mi era sembrato uno scritto interessante per l’intreccio e la leggerissima vena erotica ora mi ha colpito per la qualità di scrittura e anche l’originalità del personaggio letterario rispetto a quello che è diventato il suo equivalente cinematografico.

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7 novembre 2012

Poveretto, come si è ridotto


di Rizzo Fabiari

Dal punto di vista degustativo – e non propriamente chimico – con il termine tecnico di “riduzione” si intende in modo approssimativo il fenomeno per il quale un vino non è pulito all’olfatto. Le cause possono essere varie, l’importante è sapere che per lo stappatore seriale esistono due tipi di riduzione: la riduzione che tende a sparire aerando il vino, e la riduzione che non va via nemmeno versando il vino nella vasca da bagno e lasciandocelo per due settimane.

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5 novembre 2012

Giulio Gambelli: prosa e poesia

di Carlo Macchi

[Giulio Gambelli, impareggiabile interprete del sangiovese, mastro assaggiatore, uomo di rara modestia e sensibilità, se n’è andato da quasi un anno. Qui due ricordi tratteggiati con agilità da Carlo, suo eminente biografo: uno in prosa (dal suo libro Giulio Gambelli, l’uomo che sa ascoltare il vino, ed. Seminario Veronelli), l’altro in versi, sorta di haiku nostalgico.]

Per i non toscani “L’appalto” era un negozio che aveva in appalto la vendita di alcuni beni di prima necessità, come lo zucchero o il chinino, ma vendeva anche altre cose ed era una specie di punto di ritrovo paesano. L’Enopolio è quello che oggi è chiamato Granducato ed allora era una cantina gigantesca, dove non solo si raccoglieva vino per poi infiascarlo (o imbottigliarlo) e spedirlo in tutto il mondo ma molte aziende della zona ci vinificavano le proprie uve.

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