Racconto di Natale – seconda parte

uncle scrooge

di Raffaella Guidi Federzoni

(Riassunto della puntata precedente: la sera della vigilia di Natale la bambina Oignon si nasconde dietro un divano, nella biblioteca del Nonno. Questi, dopo cena, inizia un racconto per i più giovani ospiti, partendo da un quadretto e da una caraffa contenente un liquore misterioso.)

“Ci sono molti modi per essere giovane” si pronunciò il Nonno dopo una pausa ben studiata “per la mia generazione fu la guerra la compagna degli anni destinati a scoprire noi stessi. Una guerra chiamata Grande, un mattatoio che vide la maggior parte di noi – poco più che ragazzi – cadere in trincea e nei campi di mezza Europa. Alla fine tornammo a casa con il cuore amaro e la volontà di non rivivere mai più quell’esperienza e di operarci per non farla vivere ai nostri figli. Sapete bene che non è andata così”. Nel dirlo, sospirò. “Non è di me però che voglio raccontare.”

A questo punto il vecchio si fermò per versarsi un’altra dose abbondante del liquore. Herman, Fabius e lo zio Jean Charles si scambiarono un’occhiata complice e simultaneamente si avvicinarono all’anziano gentiluomo. Fu lo zio a togliere delicatamente la caraffa dalle mani del Nonno, con la scusa di colmare ancora il suo bicchiere e quello degli altri. Il Poeta Jean Paul era troppo preso dal racconto per accorgersi di quello che stava bevendo.

“Fra i più giovani di coloro che riuscirono a rientrare c’era qualcuno che avrei incontrato brevemente solo molti anni dopo.” riprese il Nonno “A differenza degli altri, era un diciottenne pieno di vita e di ottimismo. Fisicamente un giovane splendido, alto e con un portamento disinvolto. La sua bellezza corrispondeva ad una ricchezza interiore fuori dall’ordinario. Era un uomo davvero pieno di talento. Dipingeva e componeva musica con un senso artistico fuori dal comune. Al liceo era il migliore ed aveva vinto tutte le competizioni letterarie della scuola. Tutto ciò per la sua famiglia invece di essere un vanto era un cruccio. Il padre, magistrato, non apprezzava affatto la vena artistica dell’unico figlio maschio e più volte gli aveva sottratto i quaderni di poesie e la chitarra con la quale il ragazzo componeva. Per non parlare dei quadri, considerati poco più che osceni, per gli studi di nudo che rappresentavano.”

“Grand Père, scusa se ti interrompo” esclamò improvvisamente Herman “ Ma quello che stiamo bevendo è meravigliosamente antico e completamente diverso da tutto quanto ci hai servito in altre serate.”
“Monsieur, se non sbaglio, potrei localizzare l’area produttiva al di fuori della Francia senz’altro” aggiunse timidamente il Poeta Jean Paul.
“La Francia è in arrivo giovinotti!” riprese il Nonno con un mezzo sorrisetto. “So bene quanto tutti voi amiate la culla del vino moderno, della poesia decadente, della pittura rivoluzionaria e dirompente che oramai è diventata classica e che invece ai miei tempi era ancora considerata provocativa ma non artistica.” I quattro ascoltatori si misero tranquilli, se si parlava di Francia qualsiasi cosa sarebbe andata bene. Oignon spostò il peso da una natica all’altra. A lei non importava un bel niente di dove si svolgesse la storia, ma era curiosa di sapere che cosa avrebbe fatto quel ragazzo.

“Orbene, finito il liceo con il massimo dei voti, il giovane si prese una vacanza e partì tutto solo per un giro in Francia. I genitori arcigni e timorosi lo lasciarono comunque andare strappandogli la promessa che al suo ritorno si sarebbe iscritto a Giurisprudenza, lasciando perdere tutte le sue fantasie di una carriera artistica. Questo non era affatto nelle intenzioni del Nostro, per quanto rispettoso della sua famiglia, egli voleva trovare una conferma delle sue ambizioni proprio nella patria di tutto quello che lui amava.”

Mentre il Nonno parlava Fabius si era distratto e anche lo zio Jean Charles sembrava annoiato, il vecchio gentiluomo se ne accorse e con un coup de théatre si alzò in piedi e fronteggiò il suo piccolo pubblico “Ora, ditemi voi, un giovane uomo che si fosse trovato in Francia per la prima volta, più o meno alla fine del primo ventennio del secolo scorso, dove sarebbe andato?”
“Parigi!” esclamò il Poeta Jean Paul.
“Provenza!” gli fece eco Herman.
“Bretagna” sospirò Fabius.
“Borgogna” borbottò lo zio Jean Charles.

[continua]

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2 commenti to “Racconto di Natale – seconda parte”

  1. “Montmartre” sbottò Wile E. Coyote.

  2. Sarà vera gloria? Al termine l’ardua sentenza.

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