
di Fabio Rizzari
Mi dispiace riportare bruscamente alla realtà gli enogastrofanatici, i loro fiancheggiatori e i loro simpatizzanti: noi non siamo ciò che mangiamo. Di più: non siamo nemmeno ciò che beviamo.

di Raffaella Guidi Federzoni
Qualche giorno prima dell’ultimo Natale arrivò in ufficio una cassa di vino dalla Sicilia. Era indirizzata a me anche se di sicuro non l’avevo ordinata. Questo mi sorprese e mi imbarazzò, non mi ritengo il tipo di persona alla quale si manda vino spontaneamente.

di Fabio Rizzari
Il mio amico Maurizio se n’è andato a fine novembre per complicazioni causate dall’orribile virus. Ci conoscevamo fin dai banchi del ginnasio, eccetera, ma l’ultima cosa che voglio è dipingere un santino edificante del caro estinto.
Non ce n’è bisogno: Maurizio era davvero una persona straordinaria.

di Snowe Villette
Siccome che n’artro anno è ito e io so’ più vecchia e nisuno m’intervista manco a mori’, ho deciso de risponne da me a domande mai pervenute. Se tratta daa avanguardia ner panorama der giornalismo contemporaneo. Anfatti, dopo un par de interviste surrealiste* mo tocca a La Surrealista che se intervista. Cioè so’ io che ppe fatica’ de meno nun m’interrogo, me risponno ebbasta.

di Fabio Rizzari
Nel corso degli ultimi due decenni di attività vinologica ho usato il sostantivo stile – e l’avverbio stilisticamente, e gli aggettivi stilistico, stilizzato – in tutte le salse. Profilo stilistico, modello stilistico, dal punto di vista stilistico, stilemi classici, stilemi imprevisti, stilisticamente stilizzato.
E ovviamente: senza stile.

di Shameless
Quello che abbiamo ce lo facciamo bastare, potrebbe essere peggio. Potrebbe mancare una bottiglia. Potrebbe esserci uno spazio vuoto in frigorifero o in cantina o nello scaffale alto della dispensa. Potrebbe succedere che nell’apparecchiare anche solo per se stessi basterebbe sistemare un solo bicchiere, quello dell’acqua. Potrebbe arrivare dura come una sassata la realizzazione che a tutto il male che stai già vivendo si aggiunge l’assenza di una bottiglia di vino.

di Fabio Rizzari
Conclusione introduttiva
Scrivevo settimane fa della follia acefala di chi si scagliava contro la scrittrice Rowling perché aveva innocentemente dichiarato sovrapponibili le figure di “chi ha le mestruazioni” e delle “donne”. Mi sembrava che con questo fosse stato raggiunto il punto zenitale dell’imbecillità.